Empedocle
Empedocle , in gr. Empedoklęs, filosofo greco (Agrigento, intorno al 483-482 a.C. - † 423 circa). Di famiglia ricca e potente, che tra gli ascendenti contava anche alcuni vincitori nei giochi olimpici, riportò forse egli stesso una vittoria in tali gare. Sebbene aristocratico, continuò, pare, l'opera del padre Metone, il quale era stato a capo del partito democratico, e fu, oltre che uomo politico, legislatore, poeta, medico, mago e taumaturgo. A imitazione di Parmenide, espose in versi le sue concezioni filosofiche: ci sono pervenuti, in frammenti, 400 versi di un poema sull'Universo e 120 dell'opera Le purificazioni, in cui egli si compiace di essere ritenuto dai concittadini una sorta di divinitŕ. Secondo quanto attesta Aristotele, sarebbe morto nel Peloponneso a circa sessant'anni d'età; secondo Diogene Laerzio, si sarebbe ucciso gettandosi nel cratere dell'Etna. Empedocle fu un pensatore di grande genialitò e tra i suoi discepoli ebbe forse il filosofo Gorgia. Della sua opera alcuni secoli più tardi Lucrezio fece il più alto elogio.
Filosofo eclettico, si ispirò al pensiero di Eraclito, di Parmenide e di Pitagora; contro gli eleati tentò una felice rivalutazione della conoscenza sensibile e con la sua teoria dei “quattro elementi” mirò a giustificare il divenire del mondo, che già Eraclito aveva considerato come la verità fondamentale. L'acqua, l'aria, il fuoco e la terra sono secondo lui i quattro elementi la cui combinazione e la cui divisione generano le cose della nostra esperienza, con un processo continuo che mai si arresta. In questo senso i due grandi avversari dell'essere e del divenire, Parmenide ed Eraclito, vengono entrambi accettati da Empedocle, in quanto egli ammette la teoria parmenidea che qualcosa permane sempre identico a se stesso, affermando che i quattro elementi non subiscono cangiamenti, ma nello stesso tempo accoglie la tesi del divenire di Eraclito, poichè ritiene che tutta la realtà della nostra esperienza sia sottoposta a continue trasformazioni e che nulla rimanga mai identico a se stesso. Le forze che operano sui quattro elementi, di volta in volta unendoli o separandoli, sono l'Odio e l'Amore, concepiti non come mitiche rappresentazioni, ma come due forze attive insite nella realtà.
Nel campo della fisica e della biologia, Empedocle ha lasciato qualche traccia sia con le sue osservazioni sulla forza centrifuga, sia con l'intuizione dell'evoluzione dei viventi e della selezione naturale.