Eudosso di
Cnido
Eudosso di Cnido, astronomo e filosofo greco (Cnido 406 circa - † 355 circa a.C.). Secondo Plinio portò in Grecia, da un viaggio di studio in Egitto, una più esatta conoscenza dell'anno tropico, al quale diede il valore di 365 giorni e 1/4, valore adottato più tardi nel calendario giuliano. Alla base dell'astronomia antica sta la sua più celebre ipotesi astronomica: quella delle sfere omocentriche; il problema consisteva nel trovare una spiegazione del moto apparente dei corpi celesti ammettendo che la Terra fosse immobile. Eudosso supponeva che ciascun pianeta si trovasse sull'equatore di una sfera, che tutte le sfere fossero concentriche, che il centro comune fosse il centro della Terra e che i moti di tali sfere si combinassero per formare quello dell'astro considerato. Fu così condotto a introdurre tre sfere per spiegare il moto della Luna e del Sole e quattro per ciascuno dei cinque pianeti allora noti. In questa concezione ogni pianeta era indipendente dagli altri, non vi erano cioè punti di contatto fra la sfera inviluppante un dato pianeta e la più interna del successivo, però le sfere che governavano il moto di ciascun pianeta erano unite tra loro. Questa ipotesi fu poi ripresa da Aristotele e Callipro. A Eudosso si fa risalire anche il metodo di esaustione. Discepolo in filosofia di Platone, benchè da Diogene Laerzio sia annoverato tra i pitagorici, Eudosso volle approfondire la teoria della partecipazione delle cose alle idee (metessi ), giungendo a conclusioni materialistiche.