Eulero (Leonardo)



Eulero (Leonardo), italianizzazione di Leonhard Euler, matematico svizzero (Basilea 1707 - Pietroburgo 1783). Compiuti gli studi di teologia all'università di Basilea (1724), dove era stato allievo di Jean I Bernoulli, si dedicò poi interamente allo studio della matematica. Nel 1727 si trasferì a Pietroburgo, avendo ottenuto, con l'appoggio dei due figli di Bernoulli, la nomina a membro aggregato dell'Accademia delle scienze di tale città. Successivamente fu invitato a Berlino da Federico II che nel 1744 lo nominò direttore della classe di matematica dell'Accademia di Prussia. Nel 1766 tornò definitivamente a Pietroburgo come direttore dell'Accademia dove, nonostante fosse afflitto per molti anni da una cecità completa, riuscì a proseguire nei suoi lavori mostrando fino alla morte una fecondità scientifica eccezionale. Numerosissime furono le sue memorie originali di aritmetica, algebra, analisi infinitesimale, geometria e meccanica razionale. A Eulero si deve la prima chiara distinzione tra derivate ordinarie e derivate parziali, la scoperta delle celebri formule che legano le funzioni circolari alla funzione esponenziale, diversi teoremi sulle equazioni differenziali, tra cui l'integrazione delle equazioni differenziali lineari a coefficienti costanti, i fondamenti del calcolo delle variazioni e la prima dimostrazione algebrica, sia pure incompleta, del teorema fondamentale dell'algebra. Sono molto noti per la loro chiarezza anche diversi trattati sulle discipline fondamentali della matematica di quel tempo e sulle loro applicazioni, come la Meccanica (1736), l'Introduzione all'analisi infinitesimale(1748), le Istituzioni di calcolo differenziale (1755), le Istituzioni di calcolo integrale (1768-1770), e una famosa raccolta di lezioni di astronomia, fisica e filosofia: Lettere a una principessa tedesca (1768-1772). — J ohannA lbrecht (Pietroburgo 1734-1800), suo figlio primogenito, fu nominato a vent'anni membro dell'Accademia di Berlino e dal 1758 ne diresse anche l'osservatorio; nel 1770 ottenne, col padre, il premio dell'Accademia delle scienze con il lavoro Sulla teoria della Luna. Il fratello Christoph (Berlino 1743 - in Russia 1812) fu ingegnere militare al servizio di Federico II e di Caterina II e direttore dell'arsenale di Systerberck, e si dedicò a ricerche di astronomia.