Franklin
(Benjamin)
Franklin
(Benjamin), scrittore, scienziato e uomo politico americano (Boston 1706 -
Filadelfia 1790). Figlio di un modesto fabbricante di candele, di religione
calvinista, lavorò dapprima col padre come garzone, e nel 1718 entrò nella
tipografia del fratello James, con cui collaborò al New-England Courant,
un giornale liberale da lui edito, che lottava contro la teocrazia e il dominio
dell'aristocrazia puritana. Dopo aver terminato il suo lavoro, Franklin dedicava
tutto il tempo libero allo studio. Il Saggio sull'intelletto umano di
Locke e lo Spectator di Addison ebbero una notevole influenza nella
formazione del suo carattere. Nel 1723 si recò in Inghilterra dove si perfezionò
presso la stamperia di Palmer e Wall. Rientrato in America alla fine del 1726,
si stabilì a Filadelfia, dove fondò una tipografia, comprò un giornale, la
Pennsylvania Gazette (1729) e iniziò la pubblicazione del celebre Poor
Richard's Almanac (1732-1757). Fondò inoltre un club (Junto, 1727), una
biblioteca circolante (1731), un ospedale, un corpo volontario di pompieri, e
partecipò alle attività della massoneria, di cui divenne uno dei dignitari più
importanti. Nonostante tutti questi impegni, Franklin, spirito eminentemente
eclettico, trovò ancora il tempo per approfondire la sua cultura e si dedicò a
ricerche nel campo dei fenomeni elettrici. Scoperse il potere delle punte ed
enunciò il principio della conservazione dell'energia elettrica. I risultati
delle sue ricerche furono pubblicati nel 1751 in Esperimenti e osservazioni
sull'elettricità. Nel 1752 scoprì la natura elettrica del fulmine e inventò
il parafulmine. La Società reale di Londra e altre accademie europee gli
aprirono le loro porte. Uomo colto e stimato da tutti, divenne membro del
consiglio municipale di Filadelfia nel 1748, iniziando così la sua carriera
politica. Eletto nel 1751 all'assemblea della Pennsylvania, fu suo
rappresentante al congresso delle colonie inglesi ad Albany (1754), lottò contro
le grandi famiglie contrarie all'imposta fondiaria istituita per finanziare il
piano di difesa contro i Francesi e i loro alleati indiani; nel 1757 i coloni
incaricarono Franklin di presentare le loro richieste al governo di Londra, dove
egli risiedette per molti anni, svolgendo attività diplomatica. Nel 1764
consegnò a lord Grenville la protesta americana contro l'istituzione
dell'imposta del bollo. Nel 1774 riuscì a procurarsi e a pubblicare alcune
lettere del governatore del Massachusetts Hutchinson e del vicegovernatore
Oliver, in cui i coloni erano trattati con profondo disprezzo, e rischiò di
essere arrestato come complice degli insurgents. Fiducioso fino ad allora
nelle possibilità di sviluppo di un'America libera, in seno all'Impero
britannico, comprese che non poteva essere allo stesso tempo leale suddito del
re d'Inghilterra e buon cittadino americano. Nel 1775 fece ritorno a Filadelfia
dove fu accolto trionfalmente; eletto deputato al primo Congresso americano,
preparò con T. Jefferson e J. Adams il documento della Dichiarazione
d'indipendenza (1776). Sebbene fosse di tendenze isolazioniste, fu inviato in
Europa con l'incarico di negoziare l'alleanza con la Francia. Parigi lo accolse
con grande entusiasmo ed egli seppe approfittare di questo favorevole stato
d'animo per ottenere l'appoggio militare e finanziario francese. Nel 1778 venne
firmato il trattato di amicizia tra Francia e Stati Uniti, poi, nel 1783, il
trattato di pace con l'Inghilterra. Franklin fece ritorno in America soltanto
nel 1785 e divenne membro della Convenzione (1787). Morì in seguito a una
pleurite. Tra i suoi numerosi scritti che trattano gli argomenti più disparati,
ricordiamo l'Autobiografia in cui narra la sua vita fino al 1757, e che
fu pubblicata in edizione integrale soltanto nel 1868.