Fresnel (Augustin-Jean)
Fresnel (Augustin-Jean), fisico francese (Chambrais, oggi Broglie, Normandia, 1788 - Ville-d'Avray, Versailles, 1827). Uscì dalla Scuola politecnica come “ingénieur des Ponts et Chaussées” e fu inviato a Nyons (Drôme). Nemico del dispotismo napoleonico alla prima Restaurazione si aggregò come volontario alla piccola armata legittimista. Si dedicò, su consiglio di Arago, allo studio dell'ottica, e scrisse una memoria sulla diffrazione che lo rese famoso e gli valse nel 1819 il premio dell'Accademia delle scienze. Descrivendo il dispositivo noto sotto il nome di specchi di Fresnel , provò che solo la teoria ondulatoria può spiegare i fenomeni di interferenza luminosa. Introdusse i celebri integrali di Fresnel per calcolare la ripartizione dell'intensità delle frange di diffrazione. Effettuò le prime misure di lunghezze d'onda. Dimostrò che due raggi polarizzati in piani ortogonali non interferiscono e ne dedusse (1821) che le vibrazioni luminose sono trasversali. Una sua semplice costruzione grafica per comporre moti armonici di uguale centro e frequenza a mezzo di vettori rotanti è ancora oggi di grande utilità. L'ipotesi delle rifrazioni trasversali gli consentì di costruire un modello meccanico della luce fondato sull'esistenza dell'etere. In base a questo modello riuscì a sviluppare nei dettagli, con una attività scientifica di proporzioni eccezionali, l'ottica fisica moderna. La sua teoria, fondata più su una potente intuizione che sul rigore matematico, si affermò con molta difficoltà. Dal 1823 si dedicò per dovere del suo impiego allo studio dei fari, e ciò lo portò all'invenzione delle lenti a gradinata. Morì di tisi.