Lomonosov (Michail Vasil'evic)

Lomonosov  (Michail Vasil'evic), scrittore e scienziato russo (Miasninskaja, governatorato d'Arcangelo, 1711 - Pietroburgo 1765). Figlio di un pescatore, fuggì dalla casa paterna (1730), arrivando a piedi fino a Mosca, dove un monaco lo fece ammettere all'Accademia slavo-greco-latina, l'unico istituto d'insegnamento del genere allora esistente in Russia. Mandato a continuare gli studi in Germania (1735), a Marburgo, come allievo del filosofo e matematico Wolff, venne però in contrasto con uno dei professori. Fuggito di nuovo, errò per lungo tempo in Germania, dove rischiò di farsi arruolare di forza nell'esercito prussiano; fu incarcerato a Wesel (Renania), donde riuscì poi a evadere.

Ritornato a Pietroburgo (1741), venne nominato professore di fisica e di chimica all'università; cominciò allora una feconda carriera di scienziato e di scrittore. Lomonosov ha lasciato importanti dati teorici sul fulmine, la natura dell'aria, l'elettricità, la costituzione della materia. Apportò riforme considerevoli nella poesia russa e nella lingua letteraria, introducendo, per primo, da una preliminare differenziazione di stili (alto, medio e basso), la distinzione tra lo slavo ecclesiastico e la lingua parlata (Grammatica russa, 1755, prima opera di tal genere in Russia; Sull'intimità dei libri ecclesiastici, 1757); diede alla letteratura russa la prima Retorica (1748) e le prime poesie moderne (ode Per la presa di Chotin, 1739).

Poeta ufficiale durante il regno della zarina Elisabetta, lasciò numerose Odi ed Epistole sui soggetti più vari (Sull'utilità del vetro, 1752) e due tragedie: Temira e Selim (1750) e Demofoonte (1757). Definito da Belinskij il “Pietro il Grande della letteratura”, fu per i Russi, come lo chiamò Puskin, la “prima università”. Nel 1755, per sua iniziativa, venne creata l'università di Mosca.