Lovelace (lady Augusta Ada)
Lovelace
(lady Augusta Ada, nata Byron), matematica inglese (Londra 1815-1851). Figlia
del poeta J. Byron, fu indirizzata dalla madre verso gli studi scientifici, in
contrapposizione alle scelte del padre da cui si era separata poco dopo la
nascita della figlia. A 17 anni conobbe Mary Somerville, notevole traduttrice di
testi per l’università di Cambridge, che incrinò le sue resistenze nei confronti
della matematica e della tecnologia collocandole in un giusto e doveroso
contesto umano. Fu a casa della Somerville che incontrò Charles Babbage (1834) e
con lui discusse di una nuova macchina calcolatrice analitica. Sposatasi e
divenuta madre di tre bambini, le fu dato da tradurre l’articolo di L.F.
Menabrea che a sua volta riportava la spiegazione di Babbage sulla sua
invenzione e gli sviluppi di questa. Invitata da Babbage a scrivere delle note
aggiuntive, nel 1843 la Lovelace pubblicò a sua volta un articolo affermando che
quella macchina avrebbe potuto essere usata per scopi sia pratici sia
scientifici e che avrebbe potuto produrre anche grafici, suggerendo infine a
Babbage di elaborare un sistema con cui la macchina avrebbe potuto calcolare i
numeri di Bernoulli. Il sistema è considerato l’antenato dei moderni computer.
Negli anni seguenti, già malata, continuò a interessarsi di letteratura, musica
e scienze. Nel 1976 il dipartimento della difesa degli Stati Uniti denominò Ada,
in suo onore, un proprio linguaggio software.