Mendel (Johann,
in relig. Gregor)
Mendel
(Johann, in relig. Gregor), biologo e abate austriaco, fondatore della
genetica (Heinzendorf, Slesia, 1822 - Brno 1884). In giovane età fu iniziato
all'orticoltura dal padre, veterano delle campagne napoleoniche, e dalla madre,
figlia di giardinieri, che conducevano una piccola fattoria. Frequentò la scuola
di Leipnik (od. Lipník nad Becvou,
Moravia), poi la Scuola superiore di Troppau (od. Opava, Slesia). Decisosi per
la carriera ecclesiastica, nel 1843 entrò negli agostiniani, nel convento di
Brno. Dopo aver studiato scienze e matematica a Vienna (1851-1853) divenne
professore alla scuola moderna di Brno dove, nel tempo lasciatogli libero
dall'insegnamento, si dedicò alla ricerca scientifica. Divenuto nel 1868 priore
del convento, fu costretto a lasciare la scuola e, poco alla volta, anche la
ricerca scientifica. Negli ultimi dieci anni di vita fu impegnato nella lotta in
difesa dei beni del convento, confiscati dallo Stato su deliberazione emessa nel
1874 dal partito liberale tedesco allora al potere.
Nel 1866 pubblicò negli atti della Società dei naturalisti di Brno una
monografia: Saggi sugli ibridi vegetali (Versuche über Pflanzenhybriden),
opera di estrema logica, chiarezza e concisione, in cui espose le leggi base
della genetica che rappresentano una delle maggiori conquiste della biologia
moderna. Tuttavia, pur comparendo in un'epoca in cui i problemi
dell'ereditarietà erano accesamente dibattuti e pur essendo stato inviato a
Naegeli, con cui Mendel era in corrispondenza, il lavoro passò inosservato e
rimase ignorato sino al 1900, anno in cui fu riscoperto dal botanico tedesco
Karl Correns. Ciò segnò l'inizio di una nuova scienza, la genetica; ma
l'importanza delle leggi di Mendel non è limitata a questo: esse infatti ebbero
il grande merito di aver introdotto la metodologia statistica nello studio dei
fenomeni biologici indirizzando gli studiosi all'applicazione di un metodo
rigoroso sino allora appannaggio delle scienze fisiche.
Le leggi di Mendel