Spallanzani (Lazzaro)



Spallanzani (Lazzaro), biologo italiano (Scandiano, Reggio Emilia, 1729 - Pavia 1799). Studiò a Reggio, dove ricevette una cultura umanistica dai gesuiti e prese gli ordini minori, quindi a Bologna dove l'amicizia con Laura Bassi, legata a lui da vincoli di parentela, nota studiosa di matematica e fisica, lo stimolò ad abbandonare la giurisprudenza, cui era destinato, per lo studio delle scienze. Dopo aver insegnato alle università di Reggio e di Modena, fu chiamato dall'imperatrice Maria Teresa alla cattedra di storia naturale a Pavia (1769) dove svolse quasi tutta la sua attività di fisiologo e dove assurse a una posizione di netto rilievo tra i più noti studiosi dell'epoca docenti in tale ateneo. Ostile alla Rivoluzione francese, dopo la presa di Pavia (maggio 1796) rifiutò una cattedra a Parigi offertagli da Saliceti da parte del Direttorio. Venuto a conoscenza dell'opera di J. T. Needham sulla generazione spontanea e non soddisfatto dell'interpretazione del fenomeno data da Buffon, riprese gli esperimenti di Needham e in un biennio pervenne alla pubblicazione del Saggio di osservazioni microscopiche concernenti il sistema della generazione dei signori di Needham e Buffon (Modena, 1765). In tale opera, uno dei capisaldi della biologia moderna, demolì la teoria della generazione spontanea degli infusori sostenendo con l'aiuto di esperienze irrefutabili, riprese poi un secolo dopo da Pasteur, che le molecole animali presenti nelle infusioni vegetali (infusori) provengono da germi preesistenti, eliminabili con la temperatura elevata. Nonostante ciò i suoi avversari non si diedero per vinti e lo stesso Needham, che era in buoni rapporti personali con Spallanzani, curò una traduzione francese del Saggio corredata di note in difesa delle proprie teorie, a cui Spallanzani, nel frattempo trasferitosi a Pavia, oppose gli Opuscoli di fisica animale e vegetabile (1776). Stimolato da questa polemica che richiese innumerevoli esperienze, pervenne alla realizzazione di notevoli risultati inerenti alla resistenza dei vari animali e delle loro “uova” alle temperature più o meno elevate. Per primo Spallanzani chiarì completamente il meccanismo della riproduzione negli anfibi dimostrando la necessità del contatto fra spermatozoo e uovo per la fecondazione, realizzando quindi le prime fecondazioni artificiali (1777). Nella controversia fra epigenisti e preformisti si schierò dalla parte di questi ultimi, in particolare degli ovisti. Apportò contributi fondamentali alla conoscenza della fisiologia respiratoria e circolatoria dando conferma sperimentale alla teoria della respirazione interna formulata dal matematico Lagrange. Sulla circolazione realizzò pregevoli esperimenti descritti in due lavori, il più importante dei quali è Dei fenomeni della circolazione osservata nel giro universale dei vasi (Modena, 1773), che non solo gli valsero un posto notevole nella storia della letteratura italiana, ma anche la dedica da parte di Haller del primo volume del suo trattato di fisiologia. Per quanto riguarda la digestione, riallacciandosi alle esperienze degli accademici del Cimento fautori della teoria meccanica (triturazione), pervenne a dimostrare l'azione digestiva del succo gastrico realizzando per primo la digestione artificiale. Tra le opere minori si ricordano gli studi sulla facoltà di orientamento dei pipistrelli, sull'elettricità delle torpedini, sulla biologia marina. Le sue opere, tra cui notevoli il Prodromo di un'opera da imprimersi sopra le riproduzioni animali (1768) ed Esperienze necessarie per la storia della generazione (1785), sono state riunite in un'edizione nazionale a cura dell'Accademia d'Italia (5 voll., in 6 tomi, 1932-1936). Per la fondamentale importanza delle sue ricerche, condotte con il metodo sperimentale, Spallanzani è considerato tra i maggiori scienziati del XVIII sec. e tra i fondatori della biologia moderna.