Van Leeuwenhoek (Anton)

Van  Leeuwenhoek (Anton), naturalista olandese (Delft 1632- 1723). Modesto impiegato del comune di Delft, costruì numerosi microscopi a una sola lente (dei quattrocento lasciati alla sua morte parecchi si conservano tuttora), alcuni dei quali raggiungevano ingrandimenti di 200 e anche di 270 diametri. Autodidatta, fu un instancabile osservatore della natura, e benchè non conducesse le sue ricerche secondo un preciso piano scientifico, raccolse un'enorme massa di descrizioni di strutture di tessuti, di cellule, di animali prima di allora sconosciuti.

Tra le sue scoperte, che egli rese note tramite lettere alla Royal Society, di cui era diventato membro nel 1680, sono da annoverare quelle di esseri unicellulari (protozoi), dei rotiferi, del volvox, dell'idra d'acqua dolce. Descrisse i globuli rossi del sangue di vari animali e illustrò quelli ellittici e nucleati dei pesci, dando la prima raffigurazione di un nucleo cellulare. Degli afidi scoprì la viviparità e la partenogenesi. Osservò gli spermatozoi e li raffigurò, da convinto preformista, come se vi fosse visibile l'embrione. A conoscenza degli esperimenti del Redi e in base alle sue proprie osservazioni, negò la teoria della generazione spontanea. I suoi scritti, tradotti in inglese o in latino e pubblicati nei Philosophical Transactions della Royal Society, furono in seguito raccolti in volumi: Anatomia (Leida, 1687), Opera omnia sive arcana naturae ope exactissimorum microscopiorum detecta (Leida, 1715-1722).