Vesalio
(Andrea)
Vesalio
(Andrea), nome it. dell'anatomista fiammingo Andrè Vèsale (Bruxelles 1514 -
Zante 1564). Discendente di una famiglia di medici, a diciotto anni fu nominato
professore di anatomia a Lovanio e a ventitrè a Bologna, quindi a Padova; a
quell'epoca risale l'Epistola docens venam axillarem dextri cubiti in dolore
laterali secandam (1539). La sua opera monumentale De humani corporis
fabrica libri septem (1543) e il compendio De humani corporis fabrica
librorum epithome, dove negava tutte le verità apoditticamente professate
dai galenici, contribuirono in modo determinante al rinnovamento della scienza
anatomica. Nel 1544 fu nominato medico di Carlo V; mentre si trovava a Madrid,
nel 1561, venne deferito al tribunale dell'Inquisizione che lo condannò a morte
perchè presunto colpevole di aver operato la dissezione di un uomo vivo. Filippo
II ottenne di poter commutare la pena in un pellegrinaggio in Terrasanta.
Richiamato da Gerusalemme da un invito del senato di Venezia, che gli offriva la
cattedra di anatomia di Padova, nel viaggio di ritorno fu sbarcato a Zante,
perchè affetto da grave morbo, forse tifo addominale, che lo portò a morte.
FIORITURA DELLE RICERCHE ANATOMICHE E MEDICO—BIOLOGICHE