Volta
(Alessandro)

Volta
(Alessandro), fisico italiano (Camnago, od. Camnago Volta, Como, 1745 - Como
1827). E' considerato uno dei più grandi pionieri dell'elettrologia.
Appassionato studioso di scienze naturali, si conquistò una grande
considerazione nel mondo scientifico fin dal 1769 con due memorie in cui,
confutando le tesi di G. B. Beccaria, uno dei più illustri fisici del tempo,
sostenne che gli isolanti trattengono l'elettricità mentre i conduttori la
cedono facilmente. Insegnante di fisica nelle scuole di Como (1774) e
all'università di Pavia (1779), fu senatore del Regno Italico.
Il suo nome
rimane legato alla costruzione della prima pila elettrica. In effetti i
suoi studi, insieme con quelli di L. Galvani, imposero una radicale revisione
della teoria dell'elettricità quale si era configurata fin dal XVII sec.,
stimolando il passaggio da una concezione statica dell'elettricità (scosse,
scintille, attrazioni e repulsioni) a una concezione dinamica della stessa (passaggio
di corrente, differenza di potenziale tra metalli diversi).
L'esperimento famoso
che ha condotto Volta alla descrizione dell'effetto e delle leggi che portano il
suo nome fu quello di L. Galvani il quale osservò che i muscoli della rana,
posti in contatto con un arco metallico, in modo da costituire un circuito
chiuso, subivano una contrazione. Mentre Galvani fu portato ad ammettere
l'esistenza di una “elettricità animale”, Volta osservò, come aveva già fatto
Galvani, che il fenomeno della contrazione risultava accentuato qualora l'arco
metallico fosse costituito da due metalli diversi e concluse che la fonte di
elettricità non stesse nell'organismo vivente, bensì nel contatto dei due
metalli. L'interpretazione che egli diede dell'esperimento di Galvani fu allora
che il muscolo della rana non fosse altro che un delicato elettroscopio. Per
dimostrare questa asserzione ideò una celebre esperienza in cui il “fluido
elettrico” generato dal contatto di due metalli diversi veniva rivelato non più
dal muscolo di rana, ma dalla propria lingua: egli osservò che ponendo la lingua
a contatto con gli estremi di un conduttore bimetallico si percepisce un sapore
acidulo simile a quello avvertito esponendo la lingua all'effluvio di un
conduttore a punta.
L'interpretazione puramente fisica di questi fenomeni non fu
condivisa da Galvani. Nella lunga polemica che seguì e che coinvolse molti
scienziati italiani, entrambi si ritennero vincitori; infatti Galvani riuscì a
ottenere la contrazione dei muscoli della rana senza utilizzare conduttori
metallici; dal canto suo Volta riuscì (1796) a mettere in evidenza la differenza
di potenziale che si stabilisce tra due metalli a contatto senza ricorrere a
nessun sistema biologico, utilizzando invece un sensibile rivelatore di cariche
costruito da W. Nicholson e successivamente l'elettroscopio condensatore da lui
stesso costruito alcuni anni prima.
Ormai convinto dell'origine fisica di questi
fenomeni, Volta concentrò tutti i suoi sforzi per aumentare l'esigua differenza
di potenziale generata dal contatto bimetallico finchè nel marzo 1800 in una
celebre lettera al presidente della Royal Society poteva comunicare l'invenzione
della pila elettrica di cui dava l'anno successivo a Parigi una dimostrazione
pubblica alla presenza di Napoleone.
A Volta si devono inoltre altri contributi
fondamentali per l'elettrologia, come il concetto di capacità, la relazione tra
carica, differenza di potenziale e capacità di un conduttore isolato e infine un
metodo di confronto per la misura delle tensioni; studiò inoltre la dilatazione
termica dell'aria a pressione costante anticipando molti dei risultati ottenuti
successivamente da J. Dalton e L. J. Gay- Lussac.