Beatrice Cenci



L'11 settembre 1599 Beatrice Cenci viene giustiziata a Roma. Figlia del conte Francesco Cenci, uomo violento e dissoluto, a sette anni di età fu mandata presso le suore francescane del Monastero di Santa Croce a Montecitorio, a Roma. Tornata in famiglia a quindici anni, fu costretta a subire le angherie e le insidie del padre, che nel 1593 passò a nuove nozze. Oberato dai debiti, incarcerato e processato per delitti anche infamanti, per non volere spendere per dare la dote a Beatrice, le impedisce di sposarsi segregandola, insieme alla matrigna, nella Rocca di Petrella Salto, di proprietà della famiglia Colonna. Nel 1597 anche Francesco Cenci , per sfuggire ai creditori si ritira nella Rocca di Petrella.

Da allora la vita delle due donne diventa insostenibile. Esasperate dalla violenza e dagli abusi del conte, Beatrice, in concorso con la matrigna, due fratelli e due uomini, uccide il padre tentando di simulare una morte accidentale. Inizialmente non fu svolta alcuna indagine, ma il clamore suscitato dal caso provocò poi due inchieste: una del feudatario di Petrella e l'altra ordinata dal Vicerè di Napoli. Sottoposti a tortura i congiurati confessarono e l'11 settembre del 1599 furono giustiziati nella piazza di Castel Sant'Angelo gremita di folla.

A questa storia sono ispirate numerose opere artistiche e letterarie: il ritratto di Guido Reni del XVII secolo, la tragedia I Cenci (1819) di Shelley e i romanzi e i racconti di Stendhal, Dumas padre e Guerrazzi.