Carlo Alberto di Savoia

Carlo Alberto di Savoia nacque nel 1798 da Carlo Emanuele di Savoia, principe di Carignano, e Albertina Maria Cristina di Sassonia. Discendente del ramo cadetto della dinastia sabauda, pur non essendo erede al trono designato, divenne re dal momento che né il sovrano Vittorio Emanuele né Carlo Felice, suo fratello minore, avevano figli maschi.

L'infanzia di Carlo Alberto trascorse in Francia, dove la famiglia di Carignano fu costretta a risiedere durante l'occupazione napoleonica; a Parigi, e successivamente a Ginevra, il giovane futuro sovrano ebbe modo di subire l'influenza delle idee liberali e di avvicinarsi ad alcuni ambienti rivoluzionari. Nominato nel 1814 da Napoleone sottotenente del Reggimento dei Dragoni, allorchè, con la Restaurazione, fece ritorno a Torino, Carlo Alberto venne a lungo considerato con sospetto quale simpatizzante della Francia napoleonica; egli non fece alcunché per smentire questa fama, anzi amò circondarsi di personaggi di spicco dell'area liberale. Nel 1817, a Firenze, sposò Maria Teresa d'Asburgo-Lorena, figlia di Ferdinando III di Asburgo-Lorena, che gli diede tre figli: Vittorio Emanuele, futuro re d'Italia, Ferdinando e Maria Cristina.

Carlo Alberto, appena venitreenne, si affacciò da protagonista sulla scena politica italiana in occasione dei moti del marzo 1821, in occasione dei quali i liberali piemontesi cercarono di ottenere la promulgazione di una Costituzione sul modello di quella spagnola. Nominato Reggente da Vittorio Emanuele I al momento della sua abdicazione in favore del fratello Carlo Felice, che si trovava temporaneamente lontano da Torino, Carlo Alberto, nell'intento di guadagnare tempo per non venir meno alle aspettative dei rivoluzionari senza tuttavia precludere a se stesso la possibilità della futura successione al trono, concesse la Costituzione, subordinandone tuttavia l'entrata in vigore alla ratifica da parte del nuovo sovrano; il suo tentativo risultò tuttavia vano ed egli fu costretto da Carlo Felice, che sconfessò il suo operato, a reprimere nel sangue l'insurrezione liberale.

Il riscatto per Carlo Alberto passò attraverso la sua partecipazione alla spedizione francese per la soppressione del regime costituzionale in Spagna, dove si distinse in particolar modo nella battaglia del Trocadero (1823).

Nel 1831, allorchè Carlo Felice morì senza lasciare eredi, Carlo Alberto salì al trono del Regno di Sardegna, deludendo, almeno nell'immediato, le attese di quanti avevano sperato nella sua volontà e capacità di riformare lo Stato in senso liberale. Egli, al contrario, contrastò ogni progetto di modifica costituzionale dell'istituto monarchico e praticò una severa politica di repressione nei confronti di Giuseppe Mazzini e della sua Giovine Italia, pur provvedendo, allo stesso tempo, all'ammodernamento dello Stato, per venire incontro alle esigenze della borghesia commerciale e imprenditoriale. Nell'arco di dieci anni, tra il 1837 e il 1847, egli riformò l'intero sistema giudiziario, con la promulgazione dei nuovi Codici (Civile, Penale, di Commercio e di Procedura Penale) e con l'istituzione della Corte di Cassazione. Un altro pilastro della politica di Carlo Alberto fu il legame privilegiato con lo Stato della Chiesa, secondo l'antico schema dell'alleanza fra trono e altare.

Il 4 marzo 1848 il monarca sabaudo, sulla scia di quanto stava accadendo nel Regno delle Due Sicilie e in Toscana, promulgò lo Statuto (che da lui prese il nome di Statuto Albertino), che fece del Regno di Sardegna una monarchia costituzionale di stampo liberale e che rimase in vigore per cento anni, fino all'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana (1948).

Pochi giorni dopo, Carlo Alberto intervenne in favore degli insorti del lombardo-veneto contro l'Impero Asburgico, dando vita ad un conflitto che sarebbe stato ricordato come Prima Guerra di Indipendenza (1848-1849), i cui esiti disastrosi portarono all'abdicazione del sovrano in favore del figlio, Vittorio Emanuele II, e al suo esilio a Oporto, in Portogallo, dove morì pochi mesi dopo, il 28 luglio 1849.