Dizionario degli autori |
ALBERTARELLI RINO. I suoi primi disegni furono
pubblicati su Il balilla, quindi passò à il Corriere dei Piccoli, del quale
divenne direttore nel 1933. E del 1937 la nascita del suo eroe, antesignano di
tutto il western all'italiana: Kit Carson. Albertarelli illustrò in quegli anni
Il Dottor Faust, scritto da Pedrocchi: fu capolavoro insuperato. Alla sua arte
di grande disegnatore si devono anche le riduzioni a fumetti di alcuni romanzi
di Salgari, soprattutto quelli del ciclo dei corsari: irripetibile è Il Corsaro
Nero. Alla fine degli anni Quaranta si dedicò all'illustrazione di storie
sentimentali, ma il suo grande ritorno è rappresentato da La Storia del West,
opera che rimarrà sicuramente un capolavoro anche negli anni a venire sia per il
testo, che per il disegno.
ALTAN (pseudonimo di Francesco Tullio Altari).
Inizialmente realizza lavori di scenografia e sceneggiature per la televisione;
parallelamente pubblica tutti i mesi una tavola a colori su Playmen. Emigra in
Sud-America, da lì comincia la sua collaborazione a Linus. Nel 1975 ritorna in
Italia e si stabilisce prima a Milano poi ad Aquileia. In quell'anno inizia su
Il Corriere dei Piccoli la pubblicazione delle storie-non storie di Pimpa. Su
Linus, dopo le prime strisce di Trino pubblica le vignette di attualità, che
consacrano il successo di un grande protagonista: Cipputi, il metalmeccanico.
Mentre da una parte produce Cipputi, dall'altra crea i racconti a fumetti
centrati su personaggi come Confetto, Sandokan, Casanova, seguiti poi da fumetti-feuilleton
in una dozzina di puntate: Colombo, Ada, Cuori Pazzi, ecc. Continua altresì la
sua produzione per bambini: accanto alla Pimpa crea albi cartonati da colorare,
e prosegue con la collaborazione a Linus, La Repubblica, Rinascita.
ANDERSON MURPHY. Disegnatore statunitense delle
strisce giornaliere di Buck Rogers, dopo una lunga assenza riprese l'attività,
illustrando alcune storie di Hawkman, Batman, The Spectre e Lanterna Verde.
AVAI CESARE (pseudonimo di Kurt Caesar). Nel 1935,
dopo essersi laureato in ingegneria, cominciò il suo lavoro di cartoonist su La
risata, settimanale per ragazzi, disegnando la storia de I due tamburini, le
avventure di due coraggiosi balilla (e non poteva essere altrimenti in un
periodo di fascismo imperante). Nel 1938 per Il Vittorioso creò un personaggio
indimenticabile, Romano il Legionario, eroe dell'aviazione. Fu particolarmente
bravo nel disegnare episodi di guerra: le sue scene di battaglia di aerei o
carri armati sono pressoché insuperabili. Negli anni Cinquanta dimostra ancora
la sua fantasia, disegnando le copertine dei Romanzi di Urania, collana
fantascientifica, ancora oggi edita da Mondadori. Si trasferì in Germania e il
suo nome ricomparve nel 1968 come firma delle avventure spaziali dell'eroe Perry
Rodham.
BAGGIOLI VINCENZO. Più noto come giornalista
sportivo, collaborò con l'editore Vecchi, per il quale scrisse i soggetti e le
avventure di Dick Fulmine, un Bud Spencer ante litteram. Fondò con grande fatica
una nuova rivista di fumetti per ragazzi: Bravo, il cui primo numero (ironia
della sorte) uscì una settimana dopo la sua morte.
BARKS CARL. Geniale e fantasioso disegnatore della
banda Disney: nel 1943 comincio a disegnare Paperino, modificandone fisionomia e
carattere, rendendolo così una stella di prima grandezza come Topolino; nel 1947
gli affiancò Paperon dei Paperoni e altri personaggi come Gastone, Archimede
Pitagorico ecc.
BATTAGLIA DINO. Esordisce nel primo dopo-guerra con
una striscia per un editore fiorentino di libri scolastici. Successivamente
collabora con il gruppo veneziano de L'Asso di Picche, dove su testi di Alberto
Ongaro disegna le avventure dei Jungle men. La storia, interrotta per la
chiusura della pubblicazione, verrà proseguita portata a termine da Hugo Pratt,
quando Pratt era emigrato in Argentina. Verso la fine degli anni Quaranta
collabora dall'Italia con l'editore Civita di Buenos Aire disegnando, sempre su
testi di Ongaro, le avventure di Capitan Caribe. L'inizio de gli anni Cinquanta
lo vede impegnato con Mondadori, che allora aveva lanciato Pecos Bill di G.
Martina. È del 1955 la collaborazione con Bonelli, per il quale disegnerà le
prime avventure di El Kid. Successivamente collaborerà a Il Vittorioso,
disegnando varie storie, tra le quali ricordiamo: Il Corsaro del Mediterraneo.
Passa poi Il Corriere dei Piccoli. Le sue prove migliori su questa testata sono
La Freccia Nera Ivanhoe, La Spia di Venezia. Le sue storie, tra cui: Carica!lr,
Uomini in Guerra, Uomi ni Coraggiosi, vengono pubblicate in volume.
Interessantissime sono le opere di Bat taglia uscite sul mensile S.gt Kirk: Moby
Dick, poi pubblicata in volume e Ombre. Ne gli anni Sessanta collabora anche a
Linus ed esce per la Milano Libri il volume To tentanz. Sempre per la Milano
Libri Battaglia disegna il libro Battaglia racconto Maupassant. Innumerevoli
sono altre sue opere anche per editori stranieri. Per i francese Larousse ha
disegnato Dampier e La crociera gialla.
BONELLI GIOVANNI LUIGI. Alla domanda «Come si
definirebbe?», Bonelli rispose: «Un Romanziere prestato al fumetto e mai più
restituito». Bonelli passa la prima giovinezza in giro per l'Europa, facendo
vari mestieri, tra i quali anche il pugile, come il suo idolo, lo scrittore Jack
London. All'inizio degli anni Trenta collabora con i fratelli Cossio per Il
Corriere dei Piccoli, creando le didascalie sotto le loro storie. Nel contempo
scrive racconti rosa e di avventure come I fratelli del silenzio, Le tigri dell
Atlantico, Il Crociato Nero. A seguito dell'incontro con Lotario Vecchi inizia a
collaborare con la SAEV, la casa editrice di Vecchi appunto, prima reinventando
i testi dei fumetti stranieri, poi ideandone di nuovi per le testate Jumbo,
PrimaRosa, Rintintin. Dirige per un breve periodo Il Vittorioso e nel 1941
rileva da Mondadori L'Audace, diventando editore in proprio. Tra le sue
creazioni più significative del periodo bellico e prebellico possiamo ricordare
Andus su disegni di Chiletto, La piuma verde su disegni di Canale, Capitan
Fortuna per Albertarelli, Il terrore del Colorado per Paparella, Orlando per
Vittorio Cossio e Albertarelli, Fano per Carlo e Vittorio Cossio. Come si vede
Bonelli spazia negli argomenti più svariati: da Roma antica al western,
attraverso la pirateria e il cappa e spada. Più che mai prolifico nel dopoguerra:
Yorga su disegni di Canale, con il quale aveva già collaborato, IpnAS, Yuma Kid,
Occhio di Lupo e moltissimi altri. La creazione più importante e di successo è
del 1948, su disegno di Galleppini, ed è Tex Wdler, che Bonelli scrive tuttora.
BONELLI SERGIO. Figlio di Luigi, adotta lo
pseudonimo di Guido Nolitta, con il quale firmerà le sue storie. Nel 1961 crea
Zagor su disegno iniziale di Ferri, cui si uniranno in seguito altri artisti.
Nel 1963 nasce il Giudice Bean disegnato da Tarquinio. Nel 1975 vede la luce uno
dei personaggi più originali del fumetto italiano: il brasiliano Mister No su
disegni di Ferri, Diso, Bignotti, e altri. Sergio Bonelli come editore produce
nuove storie che raggiungono immediatamente la popolarità: tra queste come non
ricordare le avventure di Ken Parker, disegni di Berardi e testi di Milazzo;
Martin Mystère, detective dell'impossibile, testi di Castelli e disegno di
Cesar, e infine il celeberrimo Dylan Dog, eroe del mistero e dell'orrore, ideato
da Solavi e disegnato da Piccatto, Coppola, Dell'Uomo, Roi. Si dice che il nome
sia stato dato in onore di Bob Dylan, mentre per la fisionomia ci si sia
ispirati all'attore Ruppert Everett, bel tenebroso dei giorni nostri.
B0NVI (pseudonimo di Franco Bonvicini). E'
l'ideatore delle famosissime Sturmtruppen, che, al di là degli evidenti scopi
antimilitaristici, è una satira esilarante non soltanto dell'esercito nazista,
ma di tutti gli eserciti in genere, pubblicate con enorme successo sia su Eureka
sia in volumetti e volumoni. Tra i vari personaggi vi è anche un certo Galeazzo
Mussolesi di San Ciofanni in Persiceten... Le Sturmtruppen sono state portate
anche sul grande schermo con discreto successo. Un'altra serie ideata da Bonvi è
quella che ha per protagonista il detective Nick Carter, aiutato dal forzuto
Patsy e dal cinesino Ten. Anche questa striscia è divertentissima e fa
naturalmente verso a tutte le storie poliziesche del fumetto e non. Le storie
iniziano solitamente quando su New York cala la sera, e si concludono con una
morale recitata da Ten e Patsy che dice: «Afferma il saggio: tutto è bene ciò
che finisce bene e...», «e l'ultimo chiuda la porta!»- Anche le avventure di
Nick Carter sono state pubblicate su Eureka e in volume, ottenendo sempre un
grande successo, come sono stati molto prezzati i cartoni animati tratti dai
fumetti.
BUNKER MAX (pseudonimo di Luciano Secchi). Ha
esordito nel campo dei fumetti insieme al disegnatore Raiola (Magnus), creando
Kriminal e Satanik, due personaggi dei netti neri, in qualche modo epigoni di
Diabolik, ma che hanno nello svolgimento delle loro avventure una propria
originalità Successivamente sempre in coppia con Magnus ha ideato il perverso e
grottesco Re Max Magnus le cui storie sono state pubblicate sia sul mensile
Eureka, sia in volume. L'opera più significativa di Secchi è nunque considerata
la serie che ha per protagonista l'irresistibile agente segreto Alan Ford, la
cui fisionomia, seppure estremamente caricata, assomiglia all'attore inglese
Peter O'Toole. Luciano Secchi è stato anche direttore di Eureka, uno dei mensili
che negli anni Settanta ha maggiormente contribuito alla divulgazione del
fumetto d'autore. Inoltre egli ha addirittura anticipato le gesta di Berlusconi,
quale condottiero politico: creando nel 1991 Antenman, come personaggio delle
storie di Alan Ford, con il nome di Velasca, proprietario di Telesepe, capo dei
club «Forza Italia», presidente di una squadra di calcio e della società
Investutt.
CALEGARI RENZO. Dopo varie esperienze di
disegnatore di western, soprattutto nelle edizioni Araldo, nel 1964 diede il via
con D'Antonio a un'opera di grande interesse, La Storia del West, che rimane una
pietra miliare nel panorama del fumetto sia per la accuratezza del testo, molto
documentato, sia per il fascino dei disegni_ A Calegari disegnatore scrupoloso e
preciso non sfugge alcun dettaglio, per cui l'ambientazione risulta perfetta e
fedele al periodo storico.
CALKINS DICK. Nel 1929 fu il primo disegnatore di
Buck Rogers, dimostrando le sue capacità di innovatore della tradizionale
grafica del fumetto, rimanendo, tuttavia, nel corso degli anni troppo fedele al
suo stile.
CANIFF MILTON. Nel 1934 creò il personaggio di
Terry Lee, nella serie di Terry e i Pirati, ebbe grande successo e proiettò
Caniff nell'Olimpo del fumetto. Nel 1942 (durante la seconda guerra mondiale)
ideò per conto del Camp New Paper Serviee la conturbante e sexy Miss Lace, per
la gioia delle truppe americane. Nel 1947 inventò : uno dei più famosi eroi del
fumetto di tutti i tempi: Steve Canyon.
CAPP AL. Nel 1935 disegnò le prime strisce di Li'l
Abner, l'eroe che affronta il mondo, nato solo del suo candore e della sua
ingenua credulità. Alla fine degli anni Quatta creò il divertentissimo
poliziotto Fearless Fosdick, evidente caricatura del celebre Dick Tracy.
CAPY MARCEL. In anticipo sui suoi contemporanei, è
considerato il precursore di un certo umorismo moderno: anche se si tratta di un
humour più nero che rosa, più triste che gaio, rappresentato con testi a dir
poco sconcertanti e un disegno inconsueto. Collaborò a varie riviste, tra le
quali: Rire, Fantasio, La vie parisienne, ecc. Attende ancora una corretta
valutazione.
CARPI PIER (Arnaldo Pier Carpi). Scrittore e
giornalista, ha scritto oltre trecento storie per la Banda Disney, illustrata da
disegnatori italiani. La sua creatura più simpatica è il cane della Banda
Bassotti: Ottoperotto, naturalmente ladro. Dal 1966 ha collaborato agli albi di
Superman e Batman, pubblicati in Italia, traducendo e adattando i testi
originali, umanizzando in un certo senso questi personaggi, onde renderli più
devoti al lettore nostrano. Pier Carpi ha lavorato con grande successo anche in
Francia dove ha disegnato personaggi nuovi e originali adatti al mercato
d'oltr'Alpe.
CAVEZZALI GINO. È il creatore della sexy-papera Ava
lanciata sulla rivista Il Grifo; così Vincenzo Mollica in una poesia su Ava: «Quanti
sorrisi hai regalato Ava-a chi ti sognava-a chi alambiccava-di fuggire con te e
non disperava, -ma desiderava solo un po' di quella passione più focosa della
lava-da assaporare come un elisir che regalava-a noi umani una gioia che
immortalava-quei fermenti erotici che mia nonna da piccolo depistava-ecc...».
Questa poesia dice molto sul sex-symbol Ava e sul suo successo soprattutto
presso il pubblico adulto, comunque va detto che le storie di Ava, pur essendo
indubbiamente erotiche, non cadono mai nella volgarità.
CHIAPPORI ALFREDO. Dal 1973 collaborò con Linus,
rivista per la quale creò Up il Sovversivo, un uomo che criticava il «sistema»,
stando appeso al soffitto a testa in giù. Ha inoltre pubblicato diversi libri,
tra i quali: Up il Sovversivo, Alfreud, Vado l'arresto e tomo, Il Bel Paese e
vari volumi di Storie d'Italia.
CIMPELLIN LEONE. Collabora prima con Bonelli,
disegnando le storie di Plutos antesignano di Mister X, con il quale raggiunge
il successo, poi con De Vita e Paparella per Pecos Bili. Fruttuoso il suo
inserimento nella redazione de Il Corriere dei Piccoli, per il quale ha creato
numerosi personaggi, fra i quali Codinzolo, Gibernetta e il suo amico Gedeone,
che in qualche modo presero il posto lasciato vacante da Marmittone. In
collaborazione con Triberti ha disegnato altri comici personaggi. Va ricordato
che Cimpellin ha creato per un settimanale umoristico parigino l'eroe buffo Tom
Patapom.
COLLINS DENNIS. La sua opera più importante è la
striscia intitolata: The Prishers. Si può considerare la risposta inglese ai
nevrotici protagonisti dei Peanuts, con la differenza che in questo caso gli
eroi sono bambini, anzi ragazzi di strada con problemi ben diversi da quelli
della banda di Charlie Brown, ma senza inibizioni di nessuna sorta.
COPI (Raul Damonte Taborda). Anche se Copi nasce a
Buenos Aires, si può considerare un autore francese a pieno titolo: infatti a 22
anni si stabilisce a Parigi, e nel 1964 dopo aver iniziato con la rivista
Bizarre collabora con Le Nouvel Observateur. Personaggio fisso delle sue storie
è una donna con un enorme naso, seduta perennemente su una sedia ridottissima
per la sua mole oppure dentro una vasca da bagno, che dialoga con incredibili
comprimari: bambine, polli, lumache, cani, tartarughe, topi, elefanti, ecc. I
suoi dialoghi sono del tutto paradossali, quasi assurdi, volendo significare la
difficoltà di poter comunicare nel mondo d'oggi, il colloquio molte volte
infatti si trasforma in un lungo silenzio. Come osserva Del Buono: « ...la
protagonista del fumetto di Copi è certo un personaggio sconfitto e aggressivo,
riconoscibilissimo e apertissimo a ogni mutazione». In Italia è stato pubblicato
su Linus e alcune tavole sono state raccolte in numerosi libri, tra i quali
possiamo ricordare I polli non hanno sedie, edito da Mondadori. Copi ha scritto
anche alcune commedie rappresentate a teatro e nei cabaret, tra cui La journée
d'une reveuse.
COSSIO CARLO. Udinese di nascita, milanese di
adozione, dopo essersi occupato con Bruno Munari di cinema di animazione con
discreti risultati innovativi fu tra i primi, se non il primo in assoluto, ad
applicare la tecnica del disegno sul «trasparente». II suo nome resta legato al
personaggio di Dick Fulmine, che creò nel 1938 per il settimanale L'Audace e del
quale fino al 1955 disegnò ben 283 episodi! Nel 1940 creò X1, il Pugile
Misterioso, che aveva come protagonista Furio Almirante, un epigono dello stesso
Dick Fulmine. Nel 1950 L'Intrepido lo invitò a collaborare e per questa testata
disegnò le avventure di Buffalo Bili: difficile, vedendo Fulmine e Buffalo Bili,
che sia stata la stessa mano a disegnarli, merito della vivacità e della
versatilità di Carlo Cossio.
COSSIO VITTORIO. Fratello minore di Carlo, anche
lui si trasferì in giovanissima età a Milano, ma al contrario del fratello si
occupò subito di fumetti, collaborando a Rintintin e Primarosa. Successivamente
passò a Il Corriere dei Piccoli, per il quale creò il balilla Venturino,
Centaurino e Teodato su testi di Giubra (pseudonimo di Giuseppe Brancolini).
Ideò inoltre le due serie drammatico-avventurose intitolate Il Nibbio delle
Baleari e L'eroe di Villahermosa. Nel 1940 realizzò le storie di Turbine asso
dell'aviazione, contemporaneamente mise mano alle avventure di Furio Almirante,
personaggio creato dal fratello. Tuttavia il personaggio più famoso di Vittorio
Cossio nasce nel 1944 per il settimanale Giramondo ed è Raff, pilota di aerei
civili, che naturalmente possiede un pugno di acciaio.
CRAVERI SEBASTIANO. Prima della seconda guerra mondiale esordì nei fumetti nello
staff de Il Vittorioso: ideò e disegnò le storie de Il carro di Tripoli, i cui
protagonisti, Giraffone, Bull, Birba, Lampo sono simpatici pupazzi umanizzati,
che possono ricordare, seppure molto alla lontana (anzi sembra quasi una
risposta autarchica), i personaggi della Banda Disney.
CREPAX GUIDO. Nel primo volume della collana «L'Autore
e il Fumetto», dedicato a Guido Crepax il primo capitolo si intitola
Autobiografia ed è la vita di Crepax, scritta da lui medesimo: «Guido Crepax
nasce a Milano il 15 luglio 1933. Dai due ai quattro anni ritaglia un gran
numero di figure (per lo più signore col cagnolino, soldati, animali) su carta
bianca o di giornale, senza disegnarle prima. Il pittore Anselmo Bucci le
raccoglie e le incolla pazientemente su fogli di cartoncino nero per un articolo
sulla Lettura che non si farà mai». Dopo essere sfollato a Venezia, nel 1943
rientra a Milano, dove disegna due album a fumetti, imitando quelli che legge
(solo Roba Americana: l'Uomo Mascherato, Gordon, con un'eccezione, l'Asso di
Picche, dove lavorano i futuri «grandi rivali» Hugo Pratt e Dino Battaglia).
Negli anni dell'università Crepax disegnerà parecchie copertine di dischi con i
soggetti più diversi: dalle sinfonie di Beethoven alle canzoni di Giorgio
Consolini. Alla fine del 1958 disegna la copertina del numero 0 della rivista
scientifica Tempo Medico. Ma l'anno più significativo è il 1963: ancora una
volta l'occasione è fornita dal gioco. Crepax ha appena disegnato i soldatini
della Grande Armée con i relativi nemici e campi di battaglia. I nuovi compagni
di gioco sono Giovanni Gandini e Ranieri Carano che stanno preparando dei dischi
di fantascienza. Gandini e Carano con altri fondano Linus. Nel 1965 esce il
primo numero di Linus. Nel secondo numero viene pubblicata la prima puntata di
una storia di Crepax (finalmente progettata, sceneggiata, disegnata, con
lettering e cornici delle vignette interamente tratteggiate dall'Autore).
Apparentemente il protagonista è un uomo (il critico d'arte Philip Rembrandt,
alias Neutron, con gli occhi magnetici di Mandrake e il fisico dell'Uomo
Mascherato prima maniera, quello di Ray Moore, per intenderci, ma ancora più
affilato). Ma la vera, indiscutibile protagonista apparirà alla terza puntata,
nel luglio dello stesso anno. L'incarnazione di Louise Brooks, la sognatrice
masochista, la fotografa prepotente, l'esibizionista romantica, la bellissima
androgina, la morbida fanciulla dal culo più bello del mondo (come Justine),
l'incomparabile Valentina era nata. Nel 1968 Rizzoli pubblica L'Astronave Pirata,
che verrà in anni più recenti ripubblicato con Valentina protagonista: Valentina
Pirata.
DAVIS PHIL. È il disegnatore americano che creò nel
1934 il personaggio di Mandrake, considerato interprete unico nel mondo del
fumetto, fiabesco e magnifico. Si racconta che per i tratti fisici di Mandrake,
egli si sia ispirato allo scrittore delle storie, Lee Falk, che sta tra Clark
Gable e David Niven. Mandrake ha pertanto un aspetto scanzonato, vivace e
ironico. Inizialmente Davis si tenne lontano dal realismo, anzi faceva agire il
suo protagonista in un mondo del tutto surreale. Con l'andare degli anni le
imprese di Mandrake mantennero un maggiore contatto con la realtà quotidiana,
per poi sfociare nelle ultime avventure quasi nell'horror. Alla morte di Davis
Mandrake fu disegnato dalla moglie Martha, prima di passare nelle mani di Fred
Frederiks.
DICKENS FRANK. È considerato l'antesignano della
cosiddetta nuova scuola inglese, che si caratterizza per una dichiarata mancanza
di riguardo verso le tradizioni britanniche. È l'autore della striscia che ha
per protagonista Bristow e di quella di Nicola Biggelow. In Italia Bristow fu
pubblicato prima su Linus, poi su Il mago e inoltre in innumerevoli volumi e
volumetti editi quasi tutti da Mondadori e Milano Libri. Come abbiamo già
rilevato Bristow rappresenta una risposta contro i condizionamenti imposti dalla
«civiltà moderna».
DICKENSON FRED. Dopo essere stato per molti anni
giornalista di cronaca nera nella redazione del Chicago Evening American,
trasferitosi a New York cominciò a collaborare con Alex Raymond. Forte della sua
esperienza precedente, quando aveva frequentato i peggiori gangster di Chicago,
fornì a Raymond i testi per Rip Kirby, che a buon titolo può essere considerato
il primo detective dei fumetti (e non) di tutti i tempi. Dopo la morte di
Raymond nel 1956 continuò a raccontare le avventure di Kirby, il cui disegno fu
affidato a John Prentice. Accanto all'attività di sceneggiatore Dickenson
proseguì anche quella di scrittore poliziesco pubblicando numerosi racconti.
DIRKS RUDOLPH. Ispirandosi ai celebri Max e Moritz
nel 1897 creò i personaggi di Bibì e Bibò, che divennero popolarissimi in
Italia, quando furono pubblicati su Il Corriere dei Piccoli. Nel creare questi
personaggi Dirks non era consapevole che sarebbe diventato il padre putativo di
tutti i bambini terribili della storia del fumetto e non. Anche se le avventure
sono piuttosto iterative, infatti si concentrano sugli scherzi di Bibì e Bibò
agli altri protagonisti del fumetto, come Capitan Cocoricò e Tordella, tuttavia
hanno sempre una ironia e un sarcasmo particolarmente nei confronti dell'età
matura, privilegiando l'infanzia.
DISNEY WALT. Dopo aver lavorato per alcune agenzie di pubblicità nel Kansas,
cominciò a occuparsi del cinema di animazione. Fu così che nel 1923 si trasferì
a Hollywood, dove costituì gli Studi Disney, la cui sede era un garage, e
proprio in questo garage Disney realizzò i suoi iniziali cortometraggi a disegni
animati dando vita così ai suoi primi personaggi. Ma è nel 1928 che nasce il più
noto dei grandi eroi della Banda Disney: Topolino, e fu il successo. Accanto a
Topolino Disney poneva di volta in volta alcuni comprimari: Minni, Pluto, Orazio,
Pippo, Clarabella, Gambadilegno c così via. Molti scomparvero, come per esempio
Orazio, altri acquistarono sempre maggior spessore: vedi Pippo. Ma bisogna
aspettare il 1934 per assistere alla nascita di un personaggio dello stesso peso
di Topolino: è infatti in quell'anno che gli Studi Disney partoriscono Paperino.
Dopo una lunga gestazione e varie trasformazioni nelle mani di Barks questo
eguaglierà in breve tempo la popolarità dello stesso Topolino. Barks, negli anni
successivi, anche al fianco di Paperino porrà diversi personaggi, tra amici e
parenti, che diverranno famosi nel mondo: la fidanzata Paperina, i giudiziosi
nipotini Qui, Quo, Qua, l'avaro zio Paperon dei Paperoni, la solerte nonna
Papera, il fortunatissimo cugino Gastone, il lunatico inventore Archimede
Pitagorico, ecc.
DORE' GUSTAVE. È considerato il più geniale illustratore del secolo scorso, le
sue opere sono ancora oggi pubblicate con molto successo: La Divina Commedia, La
Bibbia, Orlando Furioso, Don Chisciotte. Ma Doré deve essere ricordato anche
come uno dei primi narratori che raccontò una storia attraverso i disegni e le
didascalie. Fu anche un virtuoso della caricatura e del disegno umoristico.
DRUILLET PHILIPPE. Creatore del personaggio fantascientifico Lone Sloane.
EISNER WILL. Dopo aver lavorato come grafico nell'ufficio pubblicità
del New York American Journal esordì nel mondo dei fumetti, creando il personaggio di
Donovan, un detective, che dopo essere stato radiato dalla polizia per la sua
brutalità, viene richiamato in servizio a seguito di una recrudescenza della
criminalità (non per niente siamo negli anni del proibizionismo e di Al Capone).
Eisner si rende interprete, attraverso la striscia disegnata, della realtà
quotidiana. Agli inizi degli anni Quaranta crea un nuovo personaggio: The
Spirit, un poliziotto, creduto morto, anzi assassinato dai gangster, ma che al
contrario in tal modo collabora con maggiore elasticità con la polizia. Con
questa storia Eisner porta una piccola rivoluzione nel linguaggio grafico del
fumetto: a esempio la diversa grandezza delle vignette: non ce n'è una uguale
all'altra: il taglio del disegno le immagini ci vengono presentate come
allungate o ristrette da uno specchio deformante. In Italia fu fatto conoscere
negli anni Sessanta dal mensile Eureka, successivamente furono pubblicate
raccolte cartonate delle sue avventure. Durante la seconda guerra mondiale a
Eisner fu affidato il compito di curare il giornale delle truppe usa di
artiglieria.
FALK LEE. Nel 1934 creò il personaggio di Mandrake, al quale il disegnatore Davis
diede la stessa fisionomia di Falk. Due anni dopo realizzò le storie di Phantom,
in Italia l'Uomo Mascherato, che fu disegnato inizialmente da Ray Moore. Dopo
qualche esitazione, come si può facilmente rilevare, leggendo il primo episodio,
la novità di Phantom, in calzamaglia e mascherato, è che egli non ha due
identità, bensì una sola: quella di essere Phantom, signore della Jungla e Re
dei Pigmei, eterno fidanzato di Diana Palmer. Il taglio del racconto di Falk è
estremamente moderno, ben assecondato, soprattutto da Ray Moore, suo primo
collaboratore nel disegno. È talmente moderno, che le avventure di Phantom sono
godibili ancora oggi, a distanza di sessant'anni.
FEIFFER JULES. Fu Eisner a offrirgli la prima
possibilità di lavoro, dopo aver finito gli studi liceali e aver frequentato un
corso di cartoonist. Iniziò pertanto creando una tavola domenicale con il
personaggio di Clifford: ottenne un modesto successo di pubblico e di critica.
Durante il servizio militare cominciò a disegnare vignette ferocemente
antimilitariste: nacque così Munro, un bambino di appena quattro anni, chiamato
alle armi. Seguì un periodo poco felice, anche dal punto di vista economico,
tanto che dovette richiedere il sussidio di disoccupazione. Nel 1956 riprese a
lavorare, creando il patetico protagonista di alcune lacrimevoli storie, Bernard
Mengeldeier. Due anni dopo un editore gli pubblicò una raccolta di tavole
intitolate Sick Sick, Sick. Nel giro di pochi anni si impose all'attenzione non
solo americana, ma mondiale come pungente disegnatore politico.
FISHER BUD. Fu il primo creatore di una striscia a
fumetti per il quotidiano Chronicle di San Francisco. Il protagonista era
l'allampanato Mutt, incallito scommettitore agli ippodromi. Rinchiuso in un
manicomio incontra Jeff, stralunato e sfortunato. Da allora i due, disegnati da
Al Smith, diventano inseparabili e vivono divertenti avventure, anche se la
comicità di Fisher non si eleva al di sopra di una barzelletta raccontata fra
amici.
FISHER HAM. Creò nel 1930 il personaggio Joe
Palooka, pugile e protagonista di un fumetto avventuroso, divenendo quasi un
eroe nazionale. Fisher fu sorpreso nell'atto di diffondere tavole apocrife
pornografiche di Al Capp, suo antico allievo e collaboratore; non reggendo alla
vergogna del clamore creatosi per questo suo gesto, si suicidò.
FOREST JEAN CLAUDE. Pur avendo disegnato e venduto
le sue opere fin da bambino per avere un po' di argent de poche, raggiunse il
grande successo nel 1962 quando creò il primo fumetto erotico-fantascientifico
francese, che aveva come protagonista la bellissima e sexi Barbarella. II
successo si estese dalla Francia a tutto il mondo e inaugurò un genere che ebbe
molti imitatori soprattutto in Francia e in Italia.
FOREST ALAN HAROLD. Di origine canadese, visse
sempre negli usa. In gioventù fu il classico americano «on the road», girò da un
capo all'altro degli Stati, facendo mille mestieri, dal cercatore d'oro al
pugile, fino a divenire grafico pubblicitario. Dopo aver approfondito gli studi
all'Art Academy e all'Art Institute, fu chiamato a disegnare Tarzan, eroe creato
qualche anno prima da Burroughs che già aveva conquistato grande notorietà sia
nella letteratura, sia nel cinema. Dopo aver disegnato le prime 60 strisce
giornaliere di Tarzan, Foster le abbandonò a Rex Maxon per dedicarsi al disegno
delle tavole domenicali dell'Uomo Scimmia. Successivamente abbandonò questo
personaggio che fu rilevato da uno dei più grandi interpreti del fumetto. Dopo
la rinuncia a Tarzan Foster creò il personaggio a lui più caro: il Principe
Valentino. Tale eroe è collocato all'epoca favolosa dei mitici cavalieri della
Tavola Rotonda. È nella realizzazione di Valiant che Foster rivela le sue
migliori caratteristiche: robustezza ed eleganza dell'inquadratura, precisione
nei dettagli, colori soffusi e maggiore dinamismo rispetto a Tarzan. Una
caratteristica di Foster è che egli non usa il fumetto, ma la didascalia. Le
avventure di Valiant disegnate da Foster furono portate sullo schermo negli anni
Cinquanta, in uno dei primi film in cinemascope e avevano come protagonista nei
panni di Valentino un giovanissimo Robert Wagner, con i classici capelli a «caschetto».
GALLEPINI AURELIO. Esordisce come disegnatore negli
anni Trenta sulle pubblicazioni Modellina e Mattino illustrato. Successivamente
nel 1939 disegna su sceneggiatura di Pedrocchi «Pino il Mozzo» e «Le perle del
mare», prima pubblicati in Francia e poi in Italia dall'editore Mondadori. Nel
1940 disegna storie per Nerbini, tra le quali «La conquista dell'Atlantico», nel
1947 disegna numerosi albi de L'Intrepido. Realizzò a fumetti alcuni romanzi e
racconti famosi come: I Tre Moschettieri, La Maschera di Ferro, Le Mille e una
Notte, Pinocchio, ecc. Così Galleppini a proposito di Tex, il suo personaggio
più famoso: «Tex è talmente grande ormai, è diventato più importante di me; cosa
ne potrei dire? Forse che da quando ho cominciato a disegnare le sue storie ho
raddoppiato il formato degli originali; disegnavo molto piccolo all'inizio, ma
ho avuto dei guai con la vista fra l'altro. Il tempo per lui non passa, ma per
me sì. Adesso cominciano a nascere dei rimpianti; penso che Tex mi abbia legato
troppo. In trent'anni un impiegato diventa almeno capo ufficio; io sono il
solito illustratore. È diventato famoso il personaggio e un po' della sua fama è
ricaduta anche su di me. Tutta la vita ho sognato di fare un cartone animato; ne
ho fatto uno brevissimo di Tex...». Purtroppo proprio durante la stesura di
questo libro, il grande Galleppini ci ha invece lasciato definitivamente.
GIARDINO VITTORIO. Ha un disegno molto preciso e
curato nei dettagli, così come sono estremamente documentate le storie che egli
racconta e pubblica su Il Grifo; a proposito della sua accuratezza, non solo del
segno, ma anche del contenuto basta leggere le righe che egli stesso scrive alla
ripresa su quella rivista delle avventure di Jonas Fink: «.,.nella tarda
primavera del '91 cominciava ad apparire sulle pagine di questa rivista il
racconto della vita di Jonas Fink. Poi una battuta di arresto durata più di due
anni. È un tempo piuttosto lungo, ma è stato necessario per controllare le fonti
degli archivi, in gran parte segreti, confrontarne le notizie con le scarse
testimonianze ancora disponibili (i protagonisti di allora sono quasi tutti
scomparsi), effettuare i sopralluoghi necessari...». Come è cambiata l'arte del
fumetto! Sembra quasi la stesura di un libro di Storia o no?
GOSCINNY RENE'. Dopo essersi recato negli USA, con
la segreta speranza di entrare negli studi Disney, collaborò invece con un altro
studio professionistico di fumetti, rendendosi conto in maniera fattiva di tutte
le difficoltà connesse a questo mestiere. Tornato in Francia collaborò non come
disegnatore, ma come scrittore con il fumettista belga Morris, scrivendo le
storie di Lucky Luke, ottenendo un notevole successo. Recentemente queste storie
sono state portate sul piccolo schermo dal noto attore Terence Hill (Mario
Girotti), ricevendo dal pubblico una calda e simpatica accoglienza soprattutto
in Belgio e in Francia, dove le avventure di Terence Hill-Lucky Luke sono
divenute anche un film. La gloria aspettava Goscinny dietro l'angolo e venne
quando, con Uderzo, creò il personaggio di Asterix, con il quale conquistò fama
mondiale.
GOULD CHESTER. Dopo gli studi giuridici e un
faticoso, quanto tenace apprendistato, nel 1931, ispirandosi all'America di
quegli anni, Gould disegnò 6 strisce nelle quali i peggiori gangster di Chicago
venivano sconfitti da un poliziotto, che, in quanto a violenza, non era da meno
dei suoi avversari: Dick Tracy.
GOULD WILL. Nessuna parentela lo lega a Chester
Gould. Will Gould iniziò giovanissimo come illustratore sportivo;
successivamente passato ai fumetti, creò il personaggio di Bob Star, poliziotto
e protagonista di classiche avventure che riflettevano gli anni Trenta. Lo stile
di Gould è estremamente personale, diventato quasi inconfondibile: nelle sue
tavole hanno notevole rilevanza sia i primi piani, sia gli sfondi molto accurati,
un disegnatore in qualche modo «completo». A suo onore si può affermare che
abbia preceduto Milton Caniff per il disegno fortemente stilizzato da una parte
e per lo sforzo di dare spessore psicologico ai diversi personaggi dall'altra.
GRAY HAROLD. Dopo aver frequentato l'università e
aver fatto l'istruttore militare esordì nel mondo dei fumetti dapprima come
aiuto di firme già celebri, poi nel 1924 inventò il personaggio di Little Orphan
Annie, acquistando fama propria. Little Orphan Annie è la popolare bambina,
dagli occhi ovali privi di pupilla, fragile orfanella, che, tuttavia, sopporta
stoicamente tutte le possibili angherie da parte del mondo dei «grandi».
HAMLIN VINCENT T. Dopo aver partecipato alla prima
guerra mondiale, dove sul fronte francese fu intossicato dai gas, rientrato
negli USA si iscrisse all'università del Missouri. In seguito fece il foto-reporter,
per lavorare poi nell'ufficio pubblicità di una compagnia petrolifera, dove ebbe
per collega un geologo appassionato di preistoria. Fu proprio questa amicizia a
interessarlo a quel mondo lontanissimo e a dargli l'ispirazione per creare un
personaggio simpaticissimo: il cavernicolo Alley Oop, presuntuoso e
attaccabrighe, che ebbe negli usa enorme successo, apparendo giornalmente su
oltre ottocento quotidiani. In Italia fu presentato da Eureka. Si può
considerare un antesignano di B.C. e della sua banda.
HARE JOHNNY. Dopo aver lavorato al SaturdayEvening
Post, come vignettista umoristico, raggiunse il successo, quando nel 1958 creò
una striscia ambientata nella preistoria, che prese il nome da uno dei
personaggi principali: B.C. (Before Christ). Successivamente Hart realizzò la
serie del Mago Wiz, insieme al disegnatore Brant Parker. Se lo sfondo è diverso,
il mondo medioevale è pur sempre una ambientazione favolosa, in cui si narrano
le avventure (o meglio le disavventure) di un mago, stregone fallito, al
servizio di un piccolo re, tirannico, maligno e crudele. In Italia le due storie
furono presentate su Linus prima e su Il Mago poi, inoltre Mondadori pubblicò
numerose raccolte delle avventure di B.C. e del mago Wiz. Hart con l'insieme
delle sue opere ha dimostrato di essere un umorista raffinato e di notevole
talento; tuttavia, egli attraverso le sue storie travolgenti non vuole solo far
ridere, ma indurre il lettore a una riflessione sul mondo moderno, invitandolo a
osservare la nostra civiltà con l'ottica più genuina e distaccata di un'epoca
del passato.
HERRIMAN GEORGE. Partendo da storie realistiche,
che furono tutte un relativo insuccesso, Herriman nel 1910 creò una striscia
intitolta The Dingbats, i cui personaggi erano poveri diavoli perseguitati dalla
sfortuna (realismo appunto), ma proprio sotto questa striscia ne aggiunse
un'altra, dove apparivano un gatto o una gatta e un topo, che con il realismo
nulla avevano a che vedere. Fu in quella striscia che il topo Ignatz colpì per
la prima volta con un mattone Krazy Kat alla testa. Per quasi 35 anni, fino alla
sua morte Herriman narrò l'amore assurdo, sfortunato, incompreso di Krazy Kat
per il topo Ignatz, ricevendone sempre in cambio un mattone in testa. Ai due
protagonisti, anzi ai due soli interpreti della vicenda Herriman ne aggiunse un
terzo: il cane Offisa Pupp, un pigro e goffo poliziotto, che non riuscirà mai a
impedire a Ignatz di lanciare il fatidico mattone. Herriman è considerato
tutt'oggi (le sue storie sono ancora stampate con enorme successo) un geniale e
lirico artista del fumetto.
HOGARTH BURNE. Così racconta lo stesso Hogarth: «Un
giorno molto tempo fa, quando avevo dodici anni, mio padre con un pacco sotto il
braccio mi accompagnò all'Art Institute di Chicago. Lì svolse il pacco e
rovesciò dinanzi all'uomo seduto dietro la scrivania i miei disegni, schizzi,
abbozzi incompiuti che aveva gelosamente conservato, e domandò se
rappresentassero motivi sufficienti per iscrivermi ai corsi del sabato della
Scuola, così cominciò la faccenda». Finita la scuola Hogarth cominciò a lavorare
nel settore della pubblicità, come disegnatore. Quando Foster, dedicandosi
esclusivamente a Valiant, lasciò Tarzan, Hogarth fu chiamato a sostituirlo e se,
nelle primissime tavole si può notare una certa influenza di Foster,
successivamente Hogarth dà libero sfogo al suo estro e alla sua fantasia, dando
vita al vero Tarzan, che mai raggiungerà tale perfezione nemmeno nel cinema, se
si esclude un film degli anni Ottanta interpretato da Lambert intitolato
Greystoke, la le enfia di Tarzan. Nel 1945 Hogarth creò il personaggio del
Gaucho Drago, un Rodolfo Valentino-Tarzan, ma, visto il modesto successo, lo
abbandonò dopo due anni, come pure lasciò nel 1950 Tarzan.
IVERKS UB. Dopo aver collaborato con Herriman,
iniziò la professione di cartellonista pubblicitario, ma nel 1927 iniziò a
lavorare con Disney: a lui si deve infatti la creazione in parte di Topolino,
anche se poi Disney, insieme a un numero imprecisato di polemiche e di diatribe,
se ne assunse in toto la paternità. Dopo la separazione da Disney, Iverks
continuò in proprio l'attività di creatore di fumetti fondando una propria
società che si occupava anche di cartoni animati: la Animated Pictures Co. Nel
1934 realizzò il celebre Don Quixote, che ebbe purtroppo vita breve: era infatti
un fumetto molto delicato e venato di un nostalgico umorismo. Tornò a lavorare
per Disney, come responsabile degli effetti speciali. Secondo alcuni Iverks fu
un genio del fumetto e senza di lui Disney non sarebbe mai arrivato dove è
arrivato.
JACOVITTI BENITO. Noto anche come Jac o come Lisca
di Pesce (perché molte volte firma le sue opere con una vera e propria lisca di
pesce anche se recentemente sono apparsi quale firma ai fumetti da lui disegnati
un salame o un vermetto con un cappello in testa) è uno dei più famosi
disegnatori italiani di fumetti, ancora più notevole in quanto si è creato uno
stile suo al di fuori di qualsiasi scuola, senza dubbio difficilmente imitabile.
Negli anni Quaranta crea le storie dei tre P: Pippo, Palla e Pertica, storie che
vengono pubblicate su Il Vittorioso. Pippo è il più piccolo, ma anche il più
intelligente, Pertica uno spilungone un po' svampito, Palla un grassone
piuttosto filone. I tre sono impegnati a combattere il malvagio Zagar, aiutati
(?) dall'arcipoliziotto Cip, quello che continua a ripetere: «Lo supponevo». Nel
1956 inizia la sua collaborazione a Il Giorno dei Ragazzi, per il quale crea il
cow-boy Cocco Bili e il giornalista Tom Ficcanaso. Altre sue creature
famosissime sono Zorry Kid, Johnny Galassia ecc. Ha illustrato anche una
versione a fumetti di Pinocchio, pubblicata in amni recenti da Mondadori negli
Oscar.
JOHNSON CROCKETT. Dopo aver fatto mille mestieri,
tra cui lo strillone di giornali e il giocatore di football americano, Johnson
realizzò un solo fumetto: Barnaby. È un bambino dalla disarmante innocenza che
tenta di convincere gli adulti che le fate esistono, suo amico è infatti un
simpatico folletto, Mr. O'Malley, cialtrone e bonaccione nello stesso tempo.
Johnson nel portare avanti le storie di questa strana coppia ha rivelato un
humour raffinato con uno spiccato senso per la fiaba moderna. In Italia è
apparso tra l'altro su un libro, pubblicato da Mondadori negli Oscar.
JORDAN SIDNEY. Su testi di Patterson è l'autore di
una delle più belle e complesse storie di fantascienza, che hanno per
protagonista Jeff Hawke.
KELLY WALT. Dopo aver lavorato nel settore
dell'animazione presso gli studi Disney, nel 1942 creò una storia i cui
protagonisti erano animali, ma solo dopo alterne vicende, nel 1948, il racconto
assunse la sua forma definitiva con il titolo di Pogo.
LAZARUS MELL. Dopo aver lavorato con Al Capp, nel
1957 ha creato la striscia dedicata alla turbolenta scolaresca di Miss Peach,
che ottenne successo negli usa e nel mondo, anche in Italia. In seguito ha
ideato le storie avventurose e umoristiche che hanno per protagonista la
graziosa Pauline Mc Perii. Lazarus firma queste storie con lo pseudonimo di
Fulton, ma non ne è comunque il disegnatore; anzi, a questo proposito, come
disegnatore, Lazarus crea personaggi con una testa sproporzionata rispetto al
resto del corpo, mostri insomma.
LEE STAN. Scenarista prolifico e geniale, è
considerato il creatore del nuovo fumetto di fantascienza e dai suoi ammiratori
è stato soprannominato l'Omero del xx secolo. Ne1 1950, quando la Marvel
entrò in crisi, Lee ne assunse la direzione, ebbe il coraggio di chiudere con il
passato e ricominciare da capo. Lee ha scritto infinite storie e inventato
tantissimi personaggi, ha collaborato con disegnatori del calibro di Kirby,
Ditko, Orlando, Romita, Wood, creando una nuova serie di personaggi, anzi di
supereroi, molto noti come l'Uomo Ragno, Capitan America, Devil, I Fantastici
Quattro, Hulk e così via. In Italia la Marvel fu lanciata dalla Editoriale Corno
di Milano. La novità (o anzi la non novità) di Lee è quella di aver introdotto
nella narrazione delle straordinarie gesta dei suoi super-eroi un lirismo epico,
che da tempo era assente dai fumetti avventurosi americani, rinnovandone nel
contempo l'aspetto grafico ed estetico.
LEONE CINZIA. Realizza prima numerose illustrazioni per molte riviste, tra cui
L'Espresso, Noi Donne, pubblica poi storie a fumetti per Alter, emanazione di
Linus, che ha tuttavia breve vita. Gilda, una delle sue eroine, le cui avventure
sono state pubblicate sulla rivista Corto Maltese, che nel giugno 1993 ha chiuso
purtroppo i battenti, potrebbe sembrare una dark lady, (ma ha troppo senso
dell'umorismo) è tuttavia astuta, audace, cinica e sentimentale nello stesso tempo. La
sua spalla, Palcka, è priva invece di senso della misura, tanto nell'aspetto
fisico, che nel carattere. Sta a Gilda come Mamie a Rossella o, se si
preferisce, come Peppino a Totò.
LIBERATORE TANINO. Le sue storie sono attualmente
pubblicate su Il Grifo. Così Liberatore stesso in una recente intervista:
«...ritornare al fumetto dopo dieci anni è stato come cominciare ora. Ho avuto
lo scoramento e l'incazzatura che non riuscivo a realizzarlo... non pensavo
sarebbe stato così difficile. Oggi il mio stile fumettistico nasce in
maniera più complessa, anche se può sembrare essenziale. Lubna si è indurita per
le vicissitudini e i vizi. Ranxerox me lo immagino meno legato alla società
esterna. Penso che racconterà più se stesso che il mondo che gli gira intorno.
Si scaglierà comunque contro i moralisti, i bigotti, i perbenisti, i luoghi
comuni. Contro la volgarità che è la sintesi di tutto questo».
LUNARI ENZO. Esordì su Linus, che nel 1965 comiciò
a far conoscere gli ormai famosissimi personaggi di Lunari: Ghirighz, l'uomo
delle caverne e Fra' Salmastro da Venegono, predicatore medioevale. Questi
protagonisti di vicende che si svolgono in epoche lontane sono, tuttavia, di una
attualità sconvolgente, e le posizioni ideologiche dell'autore sono di avanzato
progressismo.
MAGNUS (pseudonimo di Roberto Raviola). Il suo
esordio di autore di fumetti lo vede protagonista nel settore dei fumetti neri:
crea infatti su testi di Bunker Kriminal e Satanik, due epigoni di Diabolik, ma
dotati di una loro propria originalità. Successivamente, sempre in coppia con
Bunker dà vita al grottesco Re Max Magnus e al suo ladro amministratore
fiduciario. Un altro personaggio di Raviola è il biondo agente segreto Alan
Ford, sempre creato in coppia con Luciano Secchi (Bunker). Le loro storie sono
apparse su Eureka e anche in volume, ottenendo un grande successo di pubblico.
Kriminal è stato anche il protagonista di un film.
MANARA MILO. Manara, ovvero «L'immaginazione come
orgia, come gioco pirotecnico e smascherante», secondo una giusta definizione di
Mollica.
MC CAY WILSON. Creò nel 1905 Little Nemo che
ottenne uno strepitoso successo presso i lettori del New York Herald. Le storie
di Little Nemo sono quelle di un bambino e dei suoi sogni, espressi in una
grafica che ancora oggi si deve ritenere innovativa. Mc Cay per questo suo eroe
si può considerare il più poetico e meno convenzionale autore di fumetti
americani del primo Novecento, degno di figurare a fianco di scrittori del
calibro di Collodi e Carrol. In Italia una raccolta delle tavole di Little Nemo
fu pubblicata in un libro di dimensioni inusuali (enorme) e coloratissimo da
Garzanti.
MC MANUS GEORGE. Dopo aver fatto il disegnatore di
cronaca nera, nel 1904 creò per il Sunday World di New York il suo primo comic
di successo, «The Newlyweds», che raccontava le movimentate vicende famiglìari
di una coppia di sposi e del loro capricciosissimo figlioletto. II grande
successo glielo avrebbero dato i due indimenticabili protagonisti della serie
«Bringing up father»: Arcibaldo e Petronilla. In queste strisce, Mc Manus rivela
una inesauribile ricchezza di invenzioni, mostrando il volto di una America
ricca, presuntuosa e smaniosa di grandezze, mettendone in ridicolo lo snobismo e
l'egoismo. In Italia apparvero su Il Corriere dei Piccoli e in numerosi libri,
editi anche recentemente da Mondadori e Rizzoli.
MICHELUZZI ATTILIO. Uno dei particolari, che
colpisce generalmente il critico, è che Micheluzzi, indipendentemente dal valore
della testata per cui disegna, mantiene uno standard qualitativo molto alto.
Esordisce a Il Corriere dei Ragazzi nel 1972 e produce numerose storie per
questa testata fino al 1976, passando in quello stesso anno a Il Giornalino dove
fra l'altro pubblica con grande successo «Capitan Eric». Per la collana di
volumi a fumetti «Un uomo un'avventura» edita dalla Cepim disegna «L'uomo del
Tanganyka», nel 1978 e nel 1980 per la stessa collana esce a sua firma «L'uomo
del Khyber». Nel 1981 passa a Il Messaggero dei Ragazzi, riprendendo le
avventure di Capitan Eric. Nel 1982 per Orient Express inventa una nuova serie
di storie che ha per protagonista Johnny Focus. Sono sue le biografie di Martin
Luter King e di Ghandi per la stessa testata. Collabora anche alla rivista Corto
Maltese con storie che vengono pubblicate a puntate e quindi raccolte in volume
dalla Milano Libri. Una delle più interessanti, anche per il periodo storico e
per l'ambiente, in cui si svolge, è «Bab-el-Mandeb». Scive Claudio Carabba
nell'introduzione del volume: «Molti anni dopo Attilio Micheluzzi si sarebbe
ricordato di quella volta che il Duce aveva portato l'Italia a conoscere
l'Impero». Gli avvenimenti della guerra (l'ultima mondiale particolarmente) sono
da sempre la passione di Micheluzzi: lo affascinano gli intrighi internazionali,
le trame segrete e le ribollenti passioni che scoppiano dietro le battaglie. Più
che la presa del potere gli interessa la preparazione dell'impresa come nel
«Bab-el-Mandeb».
MONK JACK. Nel 1937 il quotidiano Daily Mirror,
dopo aver constatato che i lettori preferiscono il poliziotto americano, decide
che la Gran Bretagna debba avere il «suo poliziotto». Si rivolge a un
disegnatore di fumetti sportivi: Jack Monk. E, come riferisce Ferruccio
Alessandri nell'introduzione alle avventure create da Monk e pubblicate in
volume dalla Milano Libri: «...Monk propone un poliziotto, che fin dalle prime
strip si trova a guardare il buco della canna di una pistola puntata verso di
lui». I I suo nome: Buck Ryan. Un personaggio di imitazione americana? Diremmo
proprio di no. Basterebbe questa frase che Ryan pronuncia quando un
cattivissimo, ignaro sta per esplodere su una bomba per far capire che egli è un
inglese dalla testa ai piedi: «Avvertiamolo, diamogli modo di arrendersi. Così
non mi sembra sportivo!».
MORONI CELSI GUIDO. Esordisce nel 1934 con Grillo,
le cui storie sono pubblicate su I! Corriere dei Piccoli. Nel 1935 crea Ulceda,
principessina indiana, uno dei primi esempi di western all'italiana, dalla parte
degli indiani. Imita poi per L'Avventuroso le avventure di Cino e Franco in
quanto due protagonisti della storia «La prigioniera del Ras», Gianni e Luciano,
assomigliavano anche fisicamente ai due eroi di Lyman Young. Ma la sua fama è
dovuta alla riduzione, anzi alla trasposizione, a fumetti delle avventure di
Salgari, e si può dire che tra quanti si cimentarono in questa impresa Moroni
Celsi brilla di luce propria. «Infatti, come è stato detto, nelle tavole
dedicate alle gesta dei Pirati di Mompracem e in quelle dei Corsari Moroni Celsi
restituì intatto tutto il fascino esotico creato dallo scrittore più letto dai
ragazzi italiani.»
O'DONNELL PETER. È l'autore delle storie di Modesty
Blaise, disegnata da Jim Holdaway, eroina che nasce nel periodo in cui
furoreggiava sugli schermi James Bond. Anch'essa è una donna avventurosa e
amante del pericolo. E anche le sue storie sono state portate sullo schermo
interpretate da Monica Vitti.
OPPER BURR FREDERICK. E considerato uno dei più
importanti e prolifici precursori del fumetto umoristico, tanto che la sua opera
nei comics fu paragonata a quella di Charlie Chaplin nel cinema. Creò personaggi
ancora oggi famosissimi: Fortunello e la Checca (in Italia presentato su Il
Corriere dei Piccoli e ancora in anni recenti in volumi editi da Rizzoli),
Alfonso e Gastone, tutti eroi che in breve raggiunsero grande popolarità anche
fuori dagli usa. Ebbero incontrastato successo per parecchi anni e solo
l'avvento di Topolino scalfi il loro primato. Così si esprime Attilio Bertolucci
su Opper: «fu uno dei tanti talenti comici che gli USA, in via di vertiginosa
trasformazione da nazione agricola a industriale, da Paese provinciale a
metropolitano, seppe esprimere in quei tempi per divertire (e ammaestrare,
castigando col riso i costumi) quelle folle eterogenee per razza e provenienza,
fittissime e, giusta l'espressione di Reisman, solitarie».
OUTCAULT RICHARD FELTON. Reduce da Parigi, dove
aveva studiato all'Accademia di belle arti creò praticamente il comic americano
nel 1895, riprendendo e modificando con gusto un certo espressionismo grafico
europeo. Esordì, dando vita ai racconti burleschi, intitolati «Down Hogan's
Alley», dove una pittoresca banda di straccioni si muoveva su uno degli
squallidi slums di New York. Tra essi il protagonista era Yellow Kid, terribile
ragazzetto, dagli occhi a mandorla e con le orecchie a sventola, vestito con una
camicia da notte gialla. Fu nelle avventure di Yellow Kid nel quartiere di
Hogan's Alley che apparvero le prime nuvolette. Le battute di Yellow erano
invece scritte sul suo camicione. Il successo del personaggio fu tale che Hearst
convinse Outcault a lasciare Pulitzer e trasferirsi al New York Joumal; dal
canto suo Pulitzer commissionò a un altro disegnatore, George B. Luks, le storie
di Yellow Kid. Fu così che il ragazzo giallo fu disegnato da due diversi artisti
e pubblicato contemporaneamente su due giornali diversi.
PAGOT NINO (Nino Pagotto). Dopo aver esordito
collaborando in alcuni giornali per ragazzi, il suo primo importante incarico fu
assumere la direzione grafica de Il Balilla, sostituendo Rubino. Dal 1938
cominciò a fornire racconti disneyani per il settimanale Paperino. Poi passò a
Il Corriere dei Piccoli, dove illustrò numerose storie, tra le quali Casimiro
Centimetri e Poldo e Paola. Nel 1938 esordì nel cinema di animazione,
realizzando I Fratelli Dinamite. Abbandonato il mondo dei fumetti divenne
responsabile di uno dei più affermati studi italiani specializzati nella
realizazione di film pubblicitari per il cinema e la televisione (chi non
ricorda almeno Calimero?).
PAPARELLA RAFFAELE. Insieme a De Vita su testi di
Guido Martina disegnò le avventure di Pecos Bill. Ma molti altri sono i suoi
personaggi: Popescu, ex pugile calvo e gigantesco, con l'inseparabile amico
Silly, creati per un editore francese, e Dyno, cow boy motociclista che fugge la
civiltà dei consumi, rifugiandosi nelle lontane e silenziose praterie del West.
PAZIENZA ANDREA. Dopo una esperienza come pittore,
approda al fumetto. Da allora la sua attività si è dispiegata specialmente nelle
seguenti pubblicazioni: Alter-Alter, Il Male, Cannibale, Frigidaire, Il Grifo,
generalmente fondate da lui insieme a Liberatore, Mattioli, Tamburini e altri.
Scrive Crepax a proposito delle qualità di Pazienza: «...è molto bravo, penso
che abbia dato un apporto notevole all'evoluzione del fumetto. Quando iniziai a
fare fumetti cercai di fare delle cose diverse, la mia ambizione era di fare una
piccola rivoluzione interna. Mi sembra che Pazienza a distanza di anni cerchi di
fare la stessa operazione, riuscendoci molto bene. Comunque devo ammettere che
ho delle difficoltà a seguire le storie di Pazienza, a causa della scarsa
comprensibilità, che è poi la stessa accusa che facevano a me all'inizio e che
continuano ancora a farmi». Muore giovanissimo, lasciando un vuoto non ancora
colmato nel mondo del fumetto italiano e non.
PEDROCCHI FEDERICO. Nasce a Buenos Aires da
genitori italiani. Dopo aver fatto il grafico pubblicitario esordisce nel mondo
dei fumetti nel 1935, quando pubblica sul settimanale I Tre Porcellini le
avventure de «I due Tamburini». Nel 1937 fonda il settimanale Paperino per la
Mondadori: l'intuizione geniale di Pedrocchi fu di individuare in Paperino il
personaggio, fra i tanti che ruotavano intorno a Topolino, che poteva reggere
autonomamente, quale protagonista, una serie di avventure. Prima ancora dello
staff disneyano americano Pedrocchi disegnò due storie che avevano appunto
Paperino, come star, «Paperino e il mistero di Marte» e «Paperino, Inviato
Speciale», che riscossero il placet di Disney, oltre che un grande successo di
pubblico. Tale successo convinse Pedrocchi a scrivere altre storie di Paperino,
che fece illustrare a Mario Pinochi: «Paperino Chiromante», «Paperino fra i
Pellirosse», «Paperino e il vaso cinese». Pedrocchi può essere considerato uno
dei maestri del fumetto italiano dell'anteguerra; nella sua breve vita (fu
stroncato da una raffica di mitraglia, durante un bombardamento aereo) conquistò
un posto di primo piano nella storia del fumetto, sceneggiando anche numerose
storie di altri disegnatori, da Albertarelli ad Avai, da Molino a Pagot.
PELLAERT GUY. Dopo il successo di Barbarella era
inevitabile che nascessero le sue epigoni. Tra queste, forse una delle migliori,
fu Jodelle disegnata da Pellaert su testi di Bertier: sono avventure
fanta-erotiche forse più sexy di quelle di Barbarella, ma non volgari. Pellaert
collaborò al periodico Hara Kiri, per il quale creò un'altra splendida e
affascinante eroina: Pravda.
PEYNET RAYMOND. Pur se breve, un accenno Peynet e i
suoi innamoratini lo meritano, anche se in verità non si tratta di un vero e
proprio fumetto. Ma chi negli anni Sessanta non ha regalato al proprio fidanzato
o fidanzata un libro di Peynet?
PINCHON JEAN PIERRE. Creò in collaborazione con
l'editore Languereau la servetta bretone: Bécassine, che è lo spunto per una
attenta e fedele descrizione dei costumi dell'epoca.
PRATT HUGO. «...sono figlio unico, ma tutti i
componenti della mia famiglia sembravano essere figli unici, ognuno aveva
bisogno di stare per conto suo e di essere libero. Mi hanno lasciato libero di
fare ciò che volevo, forse avevo bisogno di essere coccolato, ma nessuno, a casa
mia, aveva il temperamento per farlo; ognuno aveva i suoi problemi, così io mi
sono rivolto alla strada. Ho cominciato ad andare sulla strada a quattro o
cinque anni, vestito di organdis bleu, dato che mia madre mi vestiva come una
bambina. Mia madre avrebbe voluto avere una bambina e spendeva in una settimana
lo stipendio di mio padre per comprarmi dei vestiti che potevano durarmi solo
due mesi. Ero tutto un "buccolo", avevo i "buccoli" come Shirley Temple; mia
madre mi portava dalle sue amiche, che avevano delle bambine, e io distruggevo e
impiccavo tutte le loro bambole, ero una bambina cattivissima. Le cose erano
diverse quando mi trovavo in strada con il figlio del gondoliere o del facchino,
non ero abituato alle risse di strada, loro mi picchiavano perché volevano che
gli portassi dei soldi e io spesso lo facevo per evitare le botte. Questa
situazione continuò fino a quando conobbi un altro ragazzo che si chiamava
Maciste, il più piccolo, ma il più cattivo di tutti, il quale mi disse: "Tu devi
essere proprio un coglione, continui a portar loro dei soldi per paura che ti
picchino, da oggi in poi comincia a picchiare anche tu". Ero pieno di paura e
non potevo dire di no a Maciste che mi portò davanti al più grande e al più alto
di tutti: era il mio terrore e si chiamava Tano; oggi fa il gondoliere, siamo
diventati amici e legge Corto Maltese. Maciste mi disse: "Se non fai a botte con
Tano, farai a botte con me!"; a questo punto sono stato costretto a litigare con
Tano che mi guardava con un'aria ironica e cattiva. Ci picchiammo fino a quando
non ho più sentito le botte e ricordo solo che tutta questa storia finì con una
gran pisciata su un barattolo di carburo per farlo saltare in aria; così, ormai,
facevo parte anch'io a pieno diritto della Banda del Campo Santa Maria Formosa.»
E questa fu l'educazione on the road di Hugo Pratt. «Ritorno molto spesso in
Africa e in Sud America... ho avuto anche la fortuna di essere veneziano...
Venezia è una città che ti aiuta a pensare, a fare degli incontri, ad alimentare
l'interesse e la curiosità per le cose lontane. In uno scenario come Venezia ti
puoi muovere bene perché è già per se stessa una città avventurosa, misteriosa e
magica...» In questi brani Hugo Pratt ha indicato i luoghi geografici dove
ambienterà le sue storie: Africa, Sud America e Venezia. Verso la fine del 1945
Pratt comincia la sua carriera collaborando all'Asso di Picche, una rivista
fondata a Venezia da un gruppo di amici, tra i quali Faustinelli e Ongaro. «Asso
di Picche» possedeva alcune caratteristiche tipiche degli eroi mascherati dei
fumetti americani dell'epoca ed era in qualche modo anche la testimonianza degli
autori per i fumetti di Milton Caniff. All'inizio degli anni Cinquanta Pratt,
Faustinelli e Ongaro accettarono l'invito dell'editore argentino Cesare Civita,
con il quale collaboravano già da due anni e si trasferirono a Buenos Aires,
dove Pratt continuò anche a illustrare le storie degli Junglemen, iniziate da
Battaglia e pubblicate dall'Editorial Abril. Nel 1953 creò il personaggio del
Sergente Kirk che diventerà in Italia anche il nome di un mensile. Quindi entrò
a far parte dell'Editorial Frontera, per la quale creò il personaggio di Ernie
Pike, un giornalista, inviato speciale sul fronte della seconda guerra mondiale,
su sceneggiatura di Oesterheld. Scrive anche le avventure di Ticonderoga, che
sono quasi un anticipo del recentissimo «Tutto cominciò con un'estate indiana».
Nel 1959 racconta le avventure di Anna e Dan, pubblicate dall'Editorial
Fascination, che usciranno in Italia su Il Corriere dei Piccoli con il titolo
«Anna nella jungla». Nel 1962 crea il personaggio del Capitano Cormorant e
pubblica le sue avventure per conto dell'Editorial Jago, quindi esce «Wheeling»,
mitico fortino della guerra anglo-francese per la conquista del Nord America. In
questo racconto Pratt si raffigura sotto le sembianze del bianco rinnegato Simon
Girty. Wheeling sarà pubblicato in Italia prima su S.gt Kirk a puntate, poi in
volume nel 1972, così come accadrà per i reportages dalla guerra di Ernie Pike,
giornalista, tra l'altro, realmente esistito. Intorno al 1965 Pratt rientra in
Italia e inizia la sua collaborazione a Il Corriere dei Piccoli. Dal 1967,
tuttavia, la sua produzione apparirà sul mensile a fumetti, Sergente Kirk,
dell'editore genovese Ivaldi, fino alla chiusura di questo glorioso mensile. Su
quelle pagine conosciamo i suoi due ultimi eroi: Corto Maltese e il Maggiore
Koinsky degli Scorpioni del Deserto, ma va anche detto che alcune avventure di
Koinsky appariranno su Linus. In seguito tutta questa produzione, sia quella di
Corto Maltese, sia quella di Koinsky, sarà raccolta in meravigliosi volumi editi
di volta in volta da Milano Libri e Mondadori.
PRENTICE JOHN. Dopo aver studiato disegno in
Pennsylvania, e terminata la guerra, entrò nel mondo dei fumetti. Nel 1956 dopo
la tragica e prematura morte di Raymond fu chiamato a continuare a illustrare le
storie di Rip Kirby, scritte da Dickenson. Malgrado lo scetticismo iniziale dei
critici, Prentice mostrò tutto il suo talento, reggendo il confronto con il
maestro.
RAYMOND ALEXANDRE GILLESPIE (Alex). Fu il padre, un
ingegnere, a incitare il giovanissimo Alex di appena otto anni a coltivare la
passione per il disegno, che, tuttavia, per parecchio tempo rimase
esclusivamente un hobby. Infatti Raymond dopo gli studi si impiegò alla Borsa di
Wall Street, ma non dimostrò particolare abilità in questo tipo di
contrattazioni. Subito dopo la crisi del 1929 abbandonò definitivamente
l'attività di agente di cambio e, tramite un amico, fu assunto al King Features
Syndacate, che lo destinò come assistente dei fratelli Chic e Lyman Young: di
Chic per la serie di Blondie, di Lyman per le avventure di Cino e Franco;
praticamente all'esordio Raymond fu un vero e proprio «negro»: lavorava per la
firma di un altro. E se nella serie di Blondie, alla luce delle sue future
creazioni non si nota tanto la sua mano, evidente è il suo apporto nelle storie
di Cino e Franco; un esempio per tutti: guardate il Colonnello della storia Il
Re della Jungla e vedrete nel fisico e nei modi di comportarsi Gordon. Nel 1933
sulla scia del successo di Buck Rogers, primo fumetto di fantascienza, creò
Flash Gordon e contemporaneamente Jim della Jungla. L'anno dopo realizzò
l'Agente Segreto X9. Subito dopo la seconda guerra mondiale riprese il lavoro e
dette vita al detective Rip Kirby, ottenendo anche con questo personaggio grande
successo di pubblico e lusinghieri apprezzamenti dalla critica. Raymond morì in
un incidente stradale all'età di 47 anni, quando era ancora in piena attività
creativa. Dopo la sua prematura morte altri autori, tentando di imitare il suo
stile, cercarono di portare avanti soprattutto le avventure di Gordon, forse il
suo personaggio più riuscito, ma proprio per questo anche estremamente
raymondiano, e quindi difficile a essere disegnato con lo stesso successo di
quello che aveva avuto con Raymond.
ROBBINS FRANK. Dimostrò fin da bambino la sua
predisposizione per il disegno. Dopo aver fatto un po' di gavetta con personaggi
minori, nel 1944 creò il personaggio di Johnny Hazard, che inizialmente era una
brutta copia degli eroi di Caniff. Tuttavia, con il parcare degli anni, Hazard e
il suo autore assunsero un loro carattere specifico. Robbins anzi dimostrò
grande abilità inventiva nell'illustrare le audaci avventure del suo
protagonista: si appropriò di uno stile «moderno, agile e nervoso».
RYAN TOM K. Dopo numerosi tentativi, che andarono
tutti a vuoto, riuscì a sfondare nel mondo del fumetto nel 1967 con la striscia
umoristica «Tumbleweeds», che prendeva lo spunto dalle avventure dei cow-boy del
vecchio West. II protagonista era lo stanco e indolente Colt, attorniato da
altri numerosi personaggi, che facevano il verso alla retorica del West: la
maestrina, il becchino, il saggio ubriacone ecc. Nel clima di rilettura delle
vicende del Far-West e, collegandosi, altresì, al western crepuscolare
cinematografico, in un ambito di demitizzazione della leggenda epica, la sua
striscia satirica rispondeva a una richiesta quanto mai precisa del pubblico,
che lo accolse con molto favore. In Italia fu presentato dall'Editoriale Corno
prima su Eureka, poi su volumetti dedicati interamente a Ryan e ai suoi
personaggi.
SCHULZ CHARLES MONROE.
Dopo aver studiato disegno
per corrispondenza, subito dopo la seconda guerra mondiale, accettò un posto di
insegnante di disegno a Minneapolis e nel 1950 inviò le sue strisce alla United
Features Syndacate, che furono subito accettate: nacquero così i Peanuts.
Protagonista è Charlie Brown e accanto a lui, anche loro di volta in volta
protagonisti, si muovono il cane Snoopy, Lucy, Schroeder e altri innumerevoli
bambini.
SEGAR ELZIE CRISLER. Ebbe una gioventù molto
movimentata, tentò diversi mestieri, fino ad approdare a quello di proiettare i
film in una sala cinematografica. Vide così i film di Charlie Chaplin, che cercò
di riprodurre in strisce, cestinate dai giornali a cui erano state inviate.
Trasferitosi a Chicago, conobbe Outcault, che lo raccomandò al Chicago Evening
Post, dove gli furono pubblicate alcune tavole intitolate «Charlie Chaplin Comic
Capers», ma il giornale chiuse. Il suo lavoro tuttavia aveva destato
l'attenzione di Hearst, che lo fece assumere dal King Features Syndacate. Gli fu
commissionata una striscia giornaliera: nacque così il «The Timble Theatre», i
cui personaggi principali erano Olivia, suo fratello Castor Oil e l'amico Ham
Gravy. Solo dieci anni dopo a essi aggiunse Popeye (in Italia Braccio di Ferro).
E proprio Braccio di Ferro rilanciò Segar, che fece diventare il mangiatore di
spinaci protagonista incontrastato del fumetto. Dal 1931 Segar cominciò ad
affiancare a Popeye altri coprotagonisti: tra i quali spiccano l'affamatissimo
Poldo Sbaffini, il nipotino terribile
Pisellino, e il grazioso animale (?) Gip.
SEMPE'. Scrive Franco Cavallone nell'introduzione
al libro di Sempé Complicato ma non semplice, pubblicato dalla Milano Libri nel
1969: «...un bravo cartoonist francese che non sia anche un umorista nero è
indubbiamente un fenomeno straordinario, forse unico. È appunto il caso di Sempé,
disegnatore francese non ribaldo, non macabro, non libertino, non scatologico,
non "artista"».
SMYTHE REG. A differenza di altri egli riuscì a «piazzare»
i suoi disegni la prima volta che li presentò a un editore inglese. Nel 1954
firmò un contratto per il Daily Mirror per il quale creò Andy Capp, il suo
personaggio più celebre. Lo stesso autore così lo caratterizza: «...è un
individuo molto felice. La gente vorrebbe vivere come lui, ma è vigliacca. Molte
donne mi scrivono per dirmi che il loro marito è come lui. Via, c'è un po' di
Andy Capp in tutti noi». È di questi giorni che Smythe ha fatto smettere di
fumare il suo eroe, ma lui lo farà? In Italia è stato pubblicato sulla rivista
Eureka. Ottenne un immediato successo, tanto che le sue storie sono state
raccolte in numerosi volumi dall'Editoriale Corno con grande favore di pubblico.
SOGLOW OTTO. Dopo essersi diplomato all'Ars Student
League di New York nel 1934 disegnò la prima striscia di Piccolo Re, che
continuò con buon successo, anche se inizialmente la critica gli fu del tutto
sfavorevole. Oggi il suo disegno geometrico, quasi infantile, è considerato la
novità degli anni Trenta e Soglow uno dei disegnatori più originali della storia
del fumetto. In Italia è stato pubblicato in giornali e in volumi, sempre con
discreto successo.
STAINO SERGIO. E il creatore del famosissimo Bobo,
comunista, che non riesce ad adattarsi al nuovo corso della sinistra italiana,
essendo rimasto legato ai grandi scioperi e alle grandi battaglie operaie: alle
insidiose domande della figlia, in genere, mostra qualche imbarazzo, essendo in
fondo ancora legato alle buone e casalinghe tradizioni italiane. Le sue storie
sono pubblicate su Linus e trasferite sul piccolo schermo da Paolo Pietrangeli,
cantautore, che interpreta la parte di Bobo.
TOPPI SERGIO. Figlio di Giove Toppi, viene chiamato
a proseguire quello che sarà l'ultimo volume della serie «I Protagonisti» ideata
da Rino Albertarelli per l'editore Bonelli: Herman Lehman, l'Indiano Bianco.
Crea e disegna per la Cepim alcuni volumi della collana «Un Uomo. Un'Avventura»,
non sfigurando, anzi emergendo insieme ad autori del calibro di Pratt,
Galleppini ecc. Per fare un paragone cinematografico il disegno di Toppi si
potrebbe avvicinare ai chiaro-scuri, ai giochi di ombre dei film più riusciti di
Curtiz: il tratto è sempre comunque drammatico e i disegni non sono mai
contenuti in regolari quadrati posti uno dietro l'altro, ma come in Crepax e in
Battaglia, a seconda del peso che l'autore vuol dare all'episodio sono più
grandi o più ridotti, fino a occupare un'intera pagina. Siamo ben lontani dalla
solarità delle bellissime copertine illustrate dal padre Giove Toppi per la
Nerbini. Collabora anche a La Repubblica, e a Il Messaggero, quotidiani per i
quali illustra le pagine dedicate alla cultura.
TUSCA GEORGE. Dopo aver disegnato la striscia «Scorchy
Smith», più tardi ebbe l'incarico di continuare a illustrare le avventure di
Buck Rogers, fino alla sua soppressione. Passò poi alla Marvel, collaborando con
Stan Lee e diede ancora ottima prova del suo mestiere.
UDERZO ALBERT. Francese, esordì nel mondo dei
fumetti nel 1947, ma il successo doveva venire quando cominciò la sua
collaborazione con Goscinny con il quale diede vita a diversi personaggi prima
di disegnare il celebre piccolo e terribile Asterix. Suoi sono anche i disegni
del giovane pilota Michel Taguy, su testi di Cherlier. Come si può facilmente
evincere dalle avventure di Asterix il tratto di Uderzo ha le caratteristiche
felici dell'umorismo, della caricatura e del dinamismo.
WALKER MORT. Inizialmente fornì i testi di Pippo e
Lalla al disegnatore Dick Browne, in seguito ideò un personaggio di enorme
successo: Beetle Bailey, circondandolo di commilitoni e superiori che danno
luogo a sequenze, a dir poco esilaranti. In Italia fu pubblicato da Linus e da
Il Mago, oltre che in innumerevoli libri, che hanno sempre ottenuto un grande
successo di pubblico e di critica.