Dizionario degli autori

La bibliografia sul fumetto



ALBERTARELLI RINO.
I suoi primi disegni furono pubblicati su Il balilla, quindi passò à il Corriere dei Piccoli, del quale divenne direttore nel 1933. E del 1937 la nascita del suo eroe, antesignano di tutto il western all'italiana: Kit Carson. Albertarelli illustrò in quegli anni Il Dottor Faust, scritto da Pedrocchi: fu capolavoro insuperato. Alla sua arte di grande disegnatore si devono anche le riduzioni a fumetti di alcuni romanzi di Salgari, soprattutto quelli del ciclo dei corsari: irripetibile è Il Corsaro Nero. Alla fine degli anni Quaranta si dedicò all'illustrazione di storie sentimentali, ma il suo grande ritorno è rappresentato da La Storia del West, opera che rimarrà sicuramente un capolavoro anche negli anni a venire sia per il testo, che per il disegno.

ALTAN (pseudonimo di Francesco Tullio Altari). Inizialmente realizza lavori di scenografia e sceneggiature per la televisione; parallelamente pubblica tutti i mesi una tavola a colori su Playmen. Emigra in Sud-America, da lì comincia la sua collaborazione a Linus. Nel 1975 ritorna in Italia e si stabilisce prima a Milano poi ad Aquileia. In quell'anno inizia su Il Corriere dei Piccoli la pubblicazione delle storie-non storie di Pimpa. Su Linus, dopo le prime strisce di Trino pubblica le vignette di attualità, che consacrano il successo di un grande protagonista: Cipputi, il metalmeccanico. Mentre da una parte produce Cipputi, dall'altra crea i racconti a fumetti centrati su personaggi come Confetto, Sandokan, Casanova, seguiti poi da fumetti-feuilleton in una dozzina di puntate: Colombo, Ada, Cuori Pazzi, ecc. Continua altresì la sua produzione per bambini: accanto alla Pimpa crea albi cartonati da colorare, e prosegue con la collaborazione a Linus, La Repubblica, Rinascita.

ANDERSON MURPHY. Disegnatore statunitense delle strisce giornaliere di Buck Rogers, dopo una lunga assenza riprese l'attività, illustrando alcune storie di Hawkman, Batman, The Spectre e Lanterna Verde.

AVAI CESARE (pseudonimo di Kurt Caesar). Nel 1935, dopo essersi laureato in ingegneria, cominciò il suo lavoro di cartoonist su La risata, settimanale per ragazzi, disegnando la storia de I due tamburini, le avventure di due coraggiosi balilla (e non poteva essere altrimenti in un periodo di fascismo imperante). Nel 1938 per Il Vittorioso creò un personaggio indimenticabile, Romano il Legionario, eroe dell'aviazione. Fu particolarmente bravo nel disegnare episodi di guerra: le sue scene di battaglia di aerei o carri armati sono pressoché insuperabili. Negli anni Cinquanta dimostra ancora la sua fantasia, disegnando le copertine dei Romanzi di Urania, collana fantascientifica, ancora oggi edita da Mondadori. Si trasferì in Germania e il suo nome ricomparve nel 1968 come firma delle avventure spaziali dell'eroe Perry Rodham.

BAGGIOLI VINCENZO. Più noto come giornalista sportivo, collaborò con l'editore Vecchi, per il quale scrisse i soggetti e le avventure di Dick Fulmine, un Bud Spencer ante litteram. Fondò con grande fatica una nuova rivista di fumetti per ragazzi: Bravo, il cui primo numero (ironia della sorte) uscì una settimana dopo la sua morte.

BARKS CARL. Geniale e fantasioso disegnatore della banda Disney: nel 1943 comincio a disegnare Paperino, modificandone fisionomia e carattere, rendendolo così una stella di prima grandezza come Topolino; nel 1947 gli affiancò Paperon dei Paperoni e altri personaggi come Gastone, Archimede Pitagorico ecc.

BATTAGLIA DINO. Esordisce nel primo dopo-guerra con una striscia per un editore fiorentino di libri scolastici. Successivamente collabora con il gruppo veneziano de L'Asso di Picche, dove su testi di Alberto Ongaro disegna le avventure dei Jungle men. La storia, interrotta per la chiusura della pubblicazione, verrà proseguita portata a termine da Hugo Pratt, quando Pratt era emigrato in Argentina. Verso la fine degli anni Quaranta collabora dall'Italia con l'editore Civita di Buenos Aire disegnando, sempre su testi di Ongaro, le avventure di Capitan Caribe. L'inizio de gli anni Cinquanta lo vede impegnato con Mondadori, che allora aveva lanciato Pecos Bill di G. Martina. È del 1955 la collaborazione con Bonelli, per il quale disegnerà le prime avventure di El Kid. Successivamente collaborerà a Il Vittorioso, disegnando varie storie, tra le quali ricordiamo: Il Corsaro del Mediterraneo. Passa poi Il Corriere dei Piccoli. Le sue prove migliori su questa testata sono La Freccia Nera Ivanhoe, La Spia di Venezia. Le sue storie, tra cui: Carica!lr, Uomini in Guerra, Uomi ni Coraggiosi, vengono pubblicate in volume. Interessantissime sono le opere di Bat taglia uscite sul mensile S.gt Kirk: Moby Dick, poi pubblicata in volume e Ombre. Ne gli anni Sessanta collabora anche a Linus ed esce per la Milano Libri il volume To tentanz. Sempre per la Milano Libri Battaglia disegna il libro Battaglia racconto Maupassant. Innumerevoli sono altre sue opere anche per editori stranieri. Per i francese Larousse ha disegnato Dampier e La crociera gialla.

BONELLI GIOVANNI LUIGI. Alla domanda «Come si definirebbe?», Bonelli rispose: «Un Romanziere prestato al fumetto e mai più restituito». Bonelli passa la prima giovinezza in giro per l'Europa, facendo vari mestieri, tra i quali anche il pugile, come il suo idolo, lo scrittore Jack London. All'inizio degli anni Trenta collabora con i fratelli Cossio per Il Corriere dei Piccoli, creando le didascalie sotto le loro storie. Nel contempo scrive racconti rosa e di avventure come I fratelli del silenzio, Le tigri dell Atlantico, Il Crociato Nero. A seguito dell'incontro con Lotario Vecchi inizia a collaborare con la SAEV, la casa editrice di Vecchi appunto, prima reinventando i testi dei fumetti stranieri, poi ideandone di nuovi per le testate Jumbo, PrimaRosa, Rintintin. Dirige per un breve periodo Il Vittorioso e nel 1941 rileva da Mondadori L'Audace, diventando editore in proprio. Tra le sue creazioni più significative del periodo bellico e prebellico possiamo ricordare Andus su disegni di Chiletto, La piuma verde su disegni di Canale, Capitan Fortuna per Albertarelli, Il terrore del Colorado per Paparella, Orlando per Vittorio Cossio e Albertarelli, Fano per Carlo e Vittorio Cossio. Come si vede Bonelli spazia negli argomenti più svariati: da Roma antica al western, attraverso la pirateria e il cappa e spada. Più che mai prolifico nel dopoguerra: Yorga su disegni di Canale, con il quale aveva già collaborato, IpnAS, Yuma Kid, Occhio di Lupo e moltissimi altri. La creazione più importante e di successo è del 1948, su disegno di Galleppini, ed è Tex Wdler, che Bonelli scrive tuttora.

BONELLI SERGIO. Figlio di Luigi, adotta lo pseudonimo di Guido Nolitta, con il quale firmerà le sue storie. Nel 1961 crea Zagor su disegno iniziale di Ferri, cui si uniranno in seguito altri artisti. Nel 1963 nasce il Giudice Bean disegnato da Tarquinio. Nel 1975 vede la luce uno dei personaggi più originali del fumetto italiano: il brasiliano Mister No su disegni di Ferri, Diso, Bignotti, e altri. Sergio Bonelli come editore produce nuove storie che raggiungono immediatamente la popolarità: tra queste come non ricordare le avventure di Ken Parker, disegni di Berardi e testi di Milazzo; Martin Mystère, detective dell'impossibile, testi di Castelli e disegno di Cesar, e infine il celeberrimo Dylan Dog, eroe del mistero e dell'orrore, ideato da Solavi e disegnato da Piccatto, Coppola, Dell'Uomo, Roi. Si dice che il nome sia stato dato in onore di Bob Dylan, mentre per la fisionomia ci si sia ispirati all'attore Ruppert Everett, bel tenebroso dei giorni nostri.

B0NVI (pseudonimo di Franco Bonvicini). E' l'ideatore delle famosissime Sturmtruppen, che, al di là degli evidenti scopi antimilitaristici, è una satira esilarante non soltanto dell'esercito nazista, ma di tutti gli eserciti in genere, pubblicate con enorme successo sia su Eureka sia in volumetti e volumoni. Tra i vari personaggi vi è anche un certo Galeazzo Mussolesi di San Ciofanni in Persiceten... Le Sturmtruppen sono state portate anche sul grande schermo con discreto successo. Un'altra serie ideata da Bonvi è quella che ha per protagonista il detective Nick Carter, aiutato dal forzuto Patsy e dal cinesino Ten. Anche questa striscia è divertentissima e fa naturalmente verso a tutte le storie poliziesche del fumetto e non. Le storie iniziano solitamente quando su New York cala la sera, e si concludono con una morale recitata da Ten e Patsy che dice: «Afferma il saggio: tutto è bene ciò che finisce bene e...», «e l'ultimo chiuda la porta!»- Anche le avventure di Nick Carter sono state pubblicate su Eureka e in volume, ottenendo sempre un grande successo, come sono stati molto prezzati i cartoni animati tratti dai fumetti.

BUNKER MAX (pseudonimo di Luciano Secchi). Ha esordito nel campo dei fumetti insieme al disegnatore Raiola (Magnus), creando Kriminal e Satanik, due personaggi dei netti neri, in qualche modo epigoni di Diabolik, ma che hanno nello svolgimento delle loro avventure una propria originalità Successivamente sempre in coppia con Magnus ha ideato il perverso e grottesco Re Max Magnus le cui storie sono state pubblicate sia sul mensile Eureka, sia in volume. L'opera più significativa di Secchi è nunque considerata la serie che ha per protagonista l'irresistibile agente segreto Alan Ford, la cui fisionomia, seppure estremamente caricata, assomiglia all'attore inglese Peter O'Toole. Luciano Secchi è stato anche direttore di Eureka, uno dei mensili che negli anni Settanta ha maggiormente contribuito alla divulgazione del fumetto d'autore. Inoltre egli ha addirittura anticipato le gesta di Berlusconi, quale condottiero politico: creando nel 1991 Antenman, come personaggio delle storie di Alan Ford, con il nome di Velasca, proprietario di Telesepe, capo dei club «Forza Italia», presidente di una squadra di calcio e della società Investutt.

CALEGARI RENZO. Dopo varie esperienze di disegnatore di western, soprattutto nelle edizioni Araldo, nel 1964 diede il via con D'Antonio a un'opera di grande interesse, La Storia del West, che rimane una pietra miliare nel panorama del fumetto sia per la accuratezza del testo, molto documentato, sia per il fascino dei disegni_ A Calegari disegnatore scrupoloso e preciso non sfugge alcun dettaglio, per cui l'ambientazione risulta perfetta e fedele al periodo storico.

CALKINS DICK. Nel 1929 fu il primo disegnatore di Buck Rogers, dimostrando le sue capacità di innovatore della tradizionale grafica del fumetto, rimanendo, tuttavia, nel corso degli anni troppo fedele al suo stile.

CANIFF MILTON. Nel 1934 creò il personaggio di Terry Lee, nella serie di Terry e i Pirati, ebbe grande successo e proiettò Caniff nell'Olimpo del fumetto. Nel 1942 (durante la seconda guerra mondiale) ideò per conto del Camp New Paper Serviee la conturbante e sexy Miss Lace, per la gioia delle truppe americane. Nel 1947 inventò : uno dei più famosi eroi del fumetto di tutti i tempi: Steve Canyon.

CAPP AL. Nel 1935 disegnò le prime strisce di Li'l Abner, l'eroe che affronta il mondo, nato solo del suo candore e della sua ingenua credulità. Alla fine degli anni Quatta creò il divertentissimo poliziotto Fearless Fosdick, evidente caricatura del celebre Dick Tracy.

CAPY MARCEL. In anticipo sui suoi contemporanei, è considerato il precursore di un certo umorismo moderno: anche se si tratta di un humour più nero che rosa, più triste che gaio, rappresentato con testi a dir poco sconcertanti e un disegno inconsueto. Collaborò a varie riviste, tra le quali: Rire, Fantasio, La vie parisienne, ecc. Attende ancora una corretta valutazione.

CARPI PIER (Arnaldo Pier Carpi). Scrittore e giornalista, ha scritto oltre trecento storie per la Banda Disney, illustrata da disegnatori italiani. La sua creatura più simpatica è il cane della Banda Bassotti: Ottoperotto, naturalmente ladro. Dal 1966 ha collaborato agli albi di Superman e Batman, pubblicati in Italia, traducendo e adattando i testi originali, umanizzando in un certo senso questi personaggi, onde renderli più devoti al lettore nostrano. Pier Carpi ha lavorato con grande successo anche in Francia dove ha disegnato personaggi nuovi e originali adatti al mercato d'oltr'Alpe.

CAVEZZALI GINO. È il creatore della sexy-papera Ava lanciata sulla rivista Il Grifo; così Vincenzo Mollica in una poesia su Ava: «Quanti sorrisi hai regalato Ava-a chi ti sognava-a chi alambiccava-di fuggire con te e non disperava, -ma desiderava solo un po' di quella passione più focosa della lava-da assaporare come un elisir che regalava-a noi umani una gioia che immortalava-quei fermenti erotici che mia nonna da piccolo depistava-ecc...». Questa poesia dice molto sul sex-symbol Ava e sul suo successo soprattutto presso il pubblico adulto, comunque va detto che le storie di Ava, pur essendo indubbiamente erotiche, non cadono mai nella volgarità.

CHIAPPORI ALFREDO. Dal 1973 collaborò con Linus, rivista per la quale creò Up il Sovversivo, un uomo che criticava il «sistema», stando appeso al soffitto a testa in giù. Ha inoltre pubblicato diversi libri, tra i quali: Up il Sovversivo, Alfreud, Vado l'arresto e tomo, Il Bel Paese e vari volumi di Storie d'Italia.

CIMPELLIN LEONE. Collabora prima con Bonelli, disegnando le storie di Plutos antesignano di Mister X, con il quale raggiunge il successo, poi con De Vita e Paparella per Pecos Bili. Fruttuoso il suo inserimento nella redazione de Il Corriere dei Piccoli, per il quale ha creato numerosi personaggi, fra i quali Codinzolo, Gibernetta e il suo amico Gedeone, che in qualche modo presero il posto lasciato vacante da Marmittone. In collaborazione con Triberti ha disegnato altri comici personaggi. Va ricordato che Cimpellin ha creato per un settimanale umoristico parigino l'eroe buffo Tom Patapom.

COLLINS DENNIS. La sua opera più importante è la striscia intitolata: The Prishers. Si può considerare la risposta inglese ai nevrotici protagonisti dei Peanuts, con la differenza che in questo caso gli eroi sono bambini, anzi ragazzi di strada con problemi ben diversi da quelli della banda di Charlie Brown, ma senza inibizioni di nessuna sorta.

COPI (Raul Damonte Taborda). Anche se Copi nasce a Buenos Aires, si può considerare un autore francese a pieno titolo: infatti a 22 anni si stabilisce a Parigi, e nel 1964 dopo aver iniziato con la rivista Bizarre collabora con Le Nouvel Observateur. Personaggio fisso delle sue storie è una donna con un enorme naso, seduta perennemente su una sedia ridottissima per la sua mole oppure dentro una vasca da bagno, che dialoga con incredibili comprimari: bambine, polli, lumache, cani, tartarughe, topi, elefanti, ecc. I suoi dialoghi sono del tutto paradossali, quasi assurdi, volendo significare la difficoltà di poter comunicare nel mondo d'oggi, il colloquio molte volte infatti si trasforma in un lungo silenzio. Come osserva Del Buono: « ...la protagonista del fumetto di Copi è certo un personaggio sconfitto e aggressivo, riconoscibilissimo e apertissimo a ogni mutazione». In Italia è stato pubblicato su Linus e alcune tavole sono state raccolte in numerosi libri, tra i quali possiamo ricordare I polli non hanno sedie, edito da Mondadori. Copi ha scritto anche alcune commedie rappresentate a teatro e nei cabaret, tra cui La journée d'une reveuse.

COSSIO CARLO. Udinese di nascita, milanese di adozione, dopo essersi occupato con Bruno Munari di cinema di animazione con discreti risultati innovativi fu tra i primi, se non il primo in assoluto, ad applicare la tecnica del disegno sul «trasparente». II suo nome resta legato al personaggio di Dick Fulmine, che creò nel 1938 per il settimanale L'Audace e del quale fino al 1955 disegnò ben 283 episodi! Nel 1940 creò X1, il Pugile Misterioso, che aveva come protagonista Furio Almirante, un epigono dello stesso Dick Fulmine. Nel 1950 L'Intrepido lo invitò a collaborare e per questa testata disegnò le avventure di Buffalo Bili: difficile, vedendo Fulmine e Buffalo Bili, che sia stata la stessa mano a disegnarli, merito della vivacità e della versatilità di Carlo Cossio.

COSSIO VITTORIO. Fratello minore di Carlo, anche lui si trasferì in giovanissima età a Milano, ma al contrario del fratello si occupò subito di fumetti, collaborando a Rintintin e Primarosa. Successivamente passò a Il Corriere dei Piccoli, per il quale creò il balilla Venturino, Centaurino e Teodato su testi di Giubra (pseudonimo di Giuseppe Brancolini). Ideò inoltre le due serie drammatico-avventurose intitolate Il Nibbio delle Baleari e L'eroe di Villahermosa. Nel 1940 realizzò le storie di Turbine asso dell'aviazione, contemporaneamente mise mano alle avventure di Furio Almirante, personaggio creato dal fratello. Tuttavia il personaggio più famoso di Vittorio Cossio nasce nel 1944 per il settimanale Giramondo ed è Raff, pilota di aerei civili, che naturalmente possiede un pugno di acciaio.

CRAVERI SEBASTIANO. Prima della seconda guerra mondiale esordì nei fumetti nello staff de Il Vittorioso: ideò e disegnò le storie de Il carro di Tripoli, i cui protagonisti, Giraffone, Bull, Birba, Lampo sono simpatici pupazzi umanizzati, che possono ricordare, seppure molto alla lontana (anzi sembra quasi una risposta autarchica), i personaggi della Banda Disney.

CREPAX GUIDO. Nel primo volume della collana «L'Autore e il Fumetto», dedicato a Guido Crepax il primo capitolo si intitola Autobiografia ed è la vita di Crepax, scritta da lui medesimo: «Guido Crepax nasce a Milano il 15 luglio 1933. Dai due ai quattro anni ritaglia un gran numero di figure (per lo più signore col cagnolino, soldati, animali) su carta bianca o di giornale, senza disegnarle prima. Il pittore Anselmo Bucci le raccoglie e le incolla pazientemente su fogli di cartoncino nero per un articolo sulla Lettura che non si farà mai». Dopo essere sfollato a Venezia, nel 1943 rientra a Milano, dove disegna due album a fumetti, imitando quelli che legge (solo Roba Americana: l'Uomo Mascherato, Gordon, con un'eccezione, l'Asso di Picche, dove lavorano i futuri «grandi rivali» Hugo Pratt e Dino Battaglia). Negli anni dell'università Crepax disegnerà parecchie copertine di dischi con i soggetti più diversi: dalle sinfonie di Beethoven alle canzoni di Giorgio Consolini. Alla fine del 1958 disegna la copertina del numero 0 della rivista scientifica Tempo Medico. Ma l'anno più significativo è il 1963: ancora una volta l'occasione è fornita dal gioco. Crepax ha appena disegnato i soldatini della Grande Armée con i relativi nemici e campi di battaglia. I nuovi compagni di gioco sono Giovanni Gandini e Ranieri Carano che stanno preparando dei dischi di fantascienza. Gandini e Carano con altri fondano Linus. Nel 1965 esce il primo numero di Linus. Nel secondo numero viene pubblicata la prima puntata di una storia di Crepax (finalmente progettata, sceneggiata, disegnata, con lettering e cornici delle vignette interamente tratteggiate dall'Autore). Apparentemente il protagonista è un uomo (il critico d'arte Philip Rembrandt, alias Neutron, con gli occhi magnetici di Mandrake e il fisico dell'Uomo Mascherato prima maniera, quello di Ray Moore, per intenderci, ma ancora più affilato). Ma la vera, indiscutibile protagonista apparirà alla terza puntata, nel luglio dello stesso anno. L'incarnazione di Louise Brooks, la sognatrice masochista, la fotografa prepotente, l'esibizionista romantica, la bellissima androgina, la morbida fanciulla dal culo più bello del mondo (come Justine), l'incomparabile Valentina era nata. Nel 1968 Rizzoli pubblica L'Astronave Pirata, che verrà in anni più recenti ripubblicato con Valentina protagonista: Valentina Pirata.

DAVIS PHIL. È il disegnatore americano che creò nel 1934 il personaggio di Mandrake, considerato interprete unico nel mondo del fumetto, fiabesco e magnifico. Si racconta che per i tratti fisici di Mandrake, egli si sia ispirato allo scrittore delle storie, Lee Falk, che sta tra Clark Gable e David Niven. Mandrake ha pertanto un aspetto scanzonato, vivace e ironico. Inizialmente Davis si tenne lontano dal realismo, anzi faceva agire il suo protagonista in un mondo del tutto surreale. Con l'andare degli anni le imprese di Mandrake mantennero un maggiore contatto con la realtà quotidiana, per poi sfociare nelle ultime avventure quasi nell'horror. Alla morte di Davis Mandrake fu disegnato dalla moglie Martha, prima di passare nelle mani di Fred Frederiks.

DICKENS FRANK. È considerato l'antesignano della cosiddetta nuova scuola inglese, che si caratterizza per una dichiarata mancanza di riguardo verso le tradizioni britanniche. È l'autore della striscia che ha per protagonista Bristow e di quella di Nicola Biggelow. In Italia Bristow fu pubblicato prima su Linus, poi su Il mago e inoltre in innumerevoli volumi e volumetti editi quasi tutti da Mondadori e Milano Libri. Come abbiamo già rilevato Bristow rappresenta una risposta contro i condizionamenti imposti dalla «civiltà moderna».

DICKENSON FRED. Dopo essere stato per molti anni giornalista di cronaca nera nella redazione del Chicago Evening American, trasferitosi a New York cominciò a collaborare con Alex Raymond. Forte della sua esperienza precedente, quando aveva frequentato i peggiori gangster di Chicago, fornì a Raymond i testi per Rip Kirby, che a buon titolo può essere considerato il primo detective dei fumetti (e non) di tutti i tempi. Dopo la morte di Raymond nel 1956 continuò a raccontare le avventure di Kirby, il cui disegno fu affidato a John Prentice. Accanto all'attività di sceneggiatore Dickenson proseguì anche quella di scrittore poliziesco pubblicando numerosi racconti.

DIRKS RUDOLPH. Ispirandosi ai celebri Max e Moritz nel 1897 creò i personaggi di Bibì e Bibò, che divennero popolarissimi in Italia, quando furono pubblicati su Il Corriere dei Piccoli. Nel creare questi personaggi Dirks non era consapevole che sarebbe diventato il padre putativo di tutti i bambini terribili della storia del fumetto e non. Anche se le avventure sono piuttosto iterative, infatti si concentrano sugli scherzi di Bibì e Bibò agli altri protagonisti del fumetto, come Capitan Cocoricò e Tordella, tuttavia hanno sempre una ironia e un sarcasmo particolarmente nei confronti dell'età matura, privilegiando l'infanzia.

DISNEY WALT. Dopo aver lavorato per alcune agenzie di pubblicità nel Kansas, cominciò a occuparsi del cinema di animazione. Fu così che nel 1923 si trasferì a Hollywood, dove costituì gli Studi Disney, la cui sede era un garage, e proprio in questo garage Disney realizzò i suoi iniziali cortometraggi a disegni animati dando vita così ai suoi primi personaggi. Ma è nel 1928 che nasce il più noto dei grandi eroi della Banda Disney: Topolino, e fu il successo. Accanto a Topolino Disney poneva di volta in volta alcuni comprimari: Minni, Pluto, Orazio, Pippo, Clarabella, Gambadilegno c così via. Molti scomparvero, come per esempio Orazio, altri acquistarono sempre maggior spessore: vedi Pippo. Ma bisogna aspettare il 1934 per assistere alla nascita di un personaggio dello stesso peso di Topolino: è infatti in quell'anno che gli Studi Disney partoriscono Paperino. Dopo una lunga gestazione e varie trasformazioni nelle mani di Barks questo eguaglierà in breve tempo la popolarità dello stesso Topolino. Barks, negli anni successivi, anche al fianco di Paperino porrà diversi personaggi, tra amici e parenti, che diverranno famosi nel mondo: la fidanzata Paperina, i giudiziosi nipotini Qui, Quo, Qua, l'avaro zio Paperon dei Paperoni, la solerte nonna Papera, il fortunatissimo cugino Gastone, il lunatico inventore Archimede Pitagorico, ecc.

DORE' GUSTAVE. È considerato il più geniale illustratore del secolo scorso, le sue opere sono ancora oggi pubblicate con molto successo: La Divina Commedia, La Bibbia, Orlando Furioso, Don Chisciotte. Ma Doré deve essere ricordato anche come uno dei primi narratori che raccontò una storia attraverso i disegni e le didascalie. Fu anche un virtuoso della caricatura e del disegno umoristico.

DRUILLET PHILIPPE. Creatore del personaggio fantascientifico Lone Sloane.

EISNER WILL. Dopo aver lavorato come grafico nell'ufficio pubblicità del New York American Journal esordì nel mondo dei fumetti, creando il personaggio di Donovan, un detective, che dopo essere stato radiato dalla polizia per la sua brutalità, viene richiamato in servizio a seguito di una recrudescenza della criminalità (non per niente siamo negli anni del proibizionismo e di Al Capone). Eisner si rende interprete, attraverso la striscia disegnata, della realtà quotidiana. Agli inizi degli anni Quaranta crea un nuovo personaggio: The Spirit, un poliziotto, creduto morto, anzi assassinato dai gangster, ma che al contrario in tal modo collabora con maggiore elasticità con la polizia. Con questa storia Eisner porta una piccola rivoluzione nel linguaggio grafico del fumetto: a esempio la diversa grandezza delle vignette: non ce n'è una uguale all'altra: il taglio del disegno le immagini ci vengono presentate come allungate o ristrette da uno specchio deformante. In Italia fu fatto conoscere negli anni Sessanta dal mensile Eureka, successivamente furono pubblicate raccolte cartonate delle sue avventure. Durante la seconda guerra mondiale a Eisner fu affidato il compito di curare il giornale delle truppe usa di artiglieria.

FALK LEE. Nel 1934 creò il personaggio di Mandrake, al quale il disegnatore Davis diede la stessa fisionomia di Falk. Due anni dopo realizzò le storie di Phantom, in Italia l'Uomo Mascherato, che fu disegnato inizialmente da Ray Moore. Dopo qualche esitazione, come si può facilmente rilevare, leggendo il primo episodio, la novità di Phantom, in calzamaglia e mascherato, è che egli non ha due identità, bensì una sola: quella di essere Phantom, signore della Jungla e Re dei Pigmei, eterno fidanzato di Diana Palmer. Il taglio del racconto di Falk è estremamente moderno, ben assecondato, soprattutto da Ray Moore, suo primo collaboratore nel disegno. È talmente moderno, che le avventure di Phantom sono godibili ancora oggi, a distanza di sessant'anni.

FEIFFER JULES. Fu Eisner a offrirgli la prima possibilità di lavoro, dopo aver finito gli studi liceali e aver frequentato un corso di cartoonist. Iniziò pertanto creando una tavola domenicale con il personaggio di Clifford: ottenne un modesto successo di pubblico e di critica. Durante il servizio militare cominciò a disegnare vignette ferocemente antimilitariste: nacque così Munro, un bambino di appena quattro anni, chiamato alle armi. Seguì un periodo poco felice, anche dal punto di vista economico, tanto che dovette richiedere il sussidio di disoccupazione. Nel 1956 riprese a lavorare, creando il patetico protagonista di alcune lacrimevoli storie, Bernard Mengeldeier. Due anni dopo un editore gli pubblicò una raccolta di tavole intitolate Sick Sick, Sick. Nel giro di pochi anni si impose all'attenzione non solo americana, ma mondiale come pungente disegnatore politico.

FISHER BUD. Fu il primo creatore di una striscia a fumetti per il quotidiano Chronicle di San Francisco. Il protagonista era l'allampanato Mutt, incallito scommettitore agli ippodromi. Rinchiuso in un manicomio incontra Jeff, stralunato e sfortunato. Da allora i due, disegnati da Al Smith, diventano inseparabili e vivono divertenti avventure, anche se la comicità di Fisher non si eleva al di sopra di una barzelletta raccontata fra amici.

FISHER HAM. Creò nel 1930 il personaggio Joe Palooka, pugile e protagonista di un fumetto avventuroso, divenendo quasi un eroe nazionale. Fisher fu sorpreso nell'atto di diffondere tavole apocrife pornografiche di Al Capp, suo antico allievo e collaboratore; non reggendo alla vergogna del clamore creatosi per questo suo gesto, si suicidò.

FOREST JEAN CLAUDE. Pur avendo disegnato e venduto le sue opere fin da bambino per avere un po' di argent de poche, raggiunse il grande successo nel 1962 quando creò il primo fumetto erotico-fantascientifico francese, che aveva come protagonista la bellissima e sexi Barbarella. II successo si estese dalla Francia a tutto il mondo e inaugurò un genere che ebbe molti imitatori soprattutto in Francia e in Italia.

FOREST ALAN HAROLD. Di origine canadese, visse sempre negli usa. In gioventù fu il classico americano «on the road», girò da un capo all'altro degli Stati, facendo mille mestieri, dal cercatore d'oro al pugile, fino a divenire grafico pubblicitario. Dopo aver approfondito gli studi all'Art Academy e all'Art Institute, fu chiamato a disegnare Tarzan, eroe creato qualche anno prima da Burroughs che già aveva conquistato grande notorietà sia nella letteratura, sia nel cinema. Dopo aver disegnato le prime 60 strisce giornaliere di Tarzan, Foster le abbandonò a Rex Maxon per dedicarsi al disegno delle tavole domenicali dell'Uomo Scimmia. Successivamente abbandonò questo personaggio che fu rilevato da uno dei più grandi interpreti del fumetto. Dopo la rinuncia a Tarzan Foster creò il personaggio a lui più caro: il Principe Valentino. Tale eroe è collocato all'epoca favolosa dei mitici cavalieri della Tavola Rotonda. È nella realizzazione di Valiant che Foster rivela le sue migliori caratteristiche: robustezza ed eleganza dell'inquadratura, precisione nei dettagli, colori soffusi e maggiore dinamismo rispetto a Tarzan. Una caratteristica di Foster è che egli non usa il fumetto, ma la didascalia. Le avventure di Valiant disegnate da Foster furono portate sullo schermo negli anni Cinquanta, in uno dei primi film in cinemascope e avevano come protagonista nei panni di Valentino un giovanissimo Robert Wagner, con i classici capelli a «caschetto».

GALLEPINI AURELIO. Esordisce come disegnatore negli anni Trenta sulle pubblicazioni Modellina e Mattino illustrato. Successivamente nel 1939 disegna su sceneggiatura di Pedrocchi «Pino il Mozzo» e «Le perle del mare», prima pubblicati in Francia e poi in Italia dall'editore Mondadori. Nel 1940 disegna storie per Nerbini, tra le quali «La conquista dell'Atlantico», nel 1947 disegna numerosi albi de L'Intrepido. Realizzò a fumetti alcuni romanzi e racconti famosi come: I Tre Moschettieri, La Maschera di Ferro, Le Mille e una Notte, Pinocchio, ecc. Così Galleppini a proposito di Tex, il suo personaggio più famoso: «Tex è talmente grande ormai, è diventato più importante di me; cosa ne potrei dire? Forse che da quando ho cominciato a disegnare le sue storie ho raddoppiato il formato degli originali; disegnavo molto piccolo all'inizio, ma ho avuto dei guai con la vista fra l'altro. Il tempo per lui non passa, ma per me sì. Adesso cominciano a nascere dei rimpianti; penso che Tex mi abbia legato troppo. In trent'anni un impiegato diventa almeno capo ufficio; io sono il solito illustratore. È diventato famoso il personaggio e un po' della sua fama è ricaduta anche su di me. Tutta la vita ho sognato di fare un cartone animato; ne ho fatto uno brevissimo di Tex...». Purtroppo proprio durante la stesura di questo libro, il grande Galleppini ci ha invece lasciato definitivamente.

GIARDINO VITTORIO. Ha un disegno molto preciso e curato nei dettagli, così come sono estremamente documentate le storie che egli racconta e pubblica su Il Grifo; a proposito della sua accuratezza, non solo del segno, ma anche del contenuto basta leggere le righe che egli stesso scrive alla ripresa su quella rivista delle avventure di Jonas Fink: «.,.nella tarda primavera del '91 cominciava ad apparire sulle pagine di questa rivista il racconto della vita di Jonas Fink. Poi una battuta di arresto durata più di due anni. È un tempo piuttosto lungo, ma è stato necessario per controllare le fonti degli archivi, in gran parte segreti, confrontarne le notizie con le scarse testimonianze ancora disponibili (i protagonisti di allora sono quasi tutti scomparsi), effettuare i sopralluoghi necessari...». Come è cambiata l'arte del fumetto! Sembra quasi la stesura di un libro di Storia o no?

GOSCINNY RENE'. Dopo essersi recato negli USA, con la segreta speranza di entrare negli studi Disney, collaborò invece con un altro studio professionistico di fumetti, rendendosi conto in maniera fattiva di tutte le difficoltà connesse a questo mestiere. Tornato in Francia collaborò non come disegnatore, ma come scrittore con il fumettista belga Morris, scrivendo le storie di Lucky Luke, ottenendo un notevole successo. Recentemente queste storie sono state portate sul piccolo schermo dal noto attore Terence Hill (Mario Girotti), ricevendo dal pubblico una calda e simpatica accoglienza soprattutto in Belgio e in Francia, dove le avventure di Terence Hill-Lucky Luke sono divenute anche un film. La gloria aspettava Goscinny dietro l'angolo e venne quando, con Uderzo, creò il personaggio di Asterix, con il quale conquistò fama mondiale.

GOULD CHESTER. Dopo gli studi giuridici e un faticoso, quanto tenace apprendistato, nel 1931, ispirandosi all'America di quegli anni, Gould disegnò 6 strisce nelle quali i peggiori gangster di Chicago venivano sconfitti da un poliziotto, che, in quanto a violenza, non era da meno dei suoi avversari: Dick Tracy.

GOULD WILL. Nessuna parentela lo lega a Chester Gould. Will Gould iniziò giovanissimo come illustratore sportivo; successivamente passato ai fumetti, creò il personaggio di Bob Star, poliziotto e protagonista di classiche avventure che riflettevano gli anni Trenta. Lo stile di Gould è estremamente personale, diventato quasi inconfondibile: nelle sue tavole hanno notevole rilevanza sia i primi piani, sia gli sfondi molto accurati, un disegnatore in qualche modo «completo». A suo onore si può affermare che abbia preceduto Milton Caniff per il disegno fortemente stilizzato da una parte e per lo sforzo di dare spessore psicologico ai diversi personaggi dall'altra.

GRAY HAROLD. Dopo aver frequentato l'università e aver fatto l'istruttore militare esordì nel mondo dei fumetti dapprima come aiuto di firme già celebri, poi nel 1924 inventò il personaggio di Little Orphan Annie, acquistando fama propria. Little Orphan Annie è la popolare bambina, dagli occhi ovali privi di pupilla, fragile orfanella, che, tuttavia, sopporta stoicamente tutte le possibili angherie da parte del mondo dei «grandi».

HAMLIN VINCENT T. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, dove sul fronte francese fu intossicato dai gas, rientrato negli USA si iscrisse all'università del Missouri. In seguito fece il foto-reporter, per lavorare poi nell'ufficio pubblicità di una compagnia petrolifera, dove ebbe per collega un geologo appassionato di preistoria. Fu proprio questa amicizia a interessarlo a quel mondo lontanissimo e a dargli l'ispirazione per creare un personaggio simpaticissimo: il cavernicolo Alley Oop, presuntuoso e attaccabrighe, che ebbe negli usa enorme successo, apparendo giornalmente su oltre ottocento quotidiani. In Italia fu presentato da Eureka. Si può considerare un antesignano di B.C. e della sua banda.

HARE JOHNNY. Dopo aver lavorato al SaturdayEvening Post, come vignettista umoristico, raggiunse il successo, quando nel 1958 creò una striscia ambientata nella preistoria, che prese il nome da uno dei personaggi principali: B.C. (Before Christ). Successivamente Hart realizzò la serie del Mago Wiz, insieme al disegnatore Brant Parker. Se lo sfondo è diverso, il mondo medioevale è pur sempre una ambientazione favolosa, in cui si narrano le avventure (o meglio le disavventure) di un mago, stregone fallito, al servizio di un piccolo re, tirannico, maligno e crudele. In Italia le due storie furono presentate su Linus prima e su Il Mago poi, inoltre Mondadori pubblicò numerose raccolte delle avventure di B.C. e del mago Wiz. Hart con l'insieme delle sue opere ha dimostrato di essere un umorista raffinato e di notevole talento; tuttavia, egli attraverso le sue storie travolgenti non vuole solo far ridere, ma indurre il lettore a una riflessione sul mondo moderno, invitandolo a osservare la nostra civiltà con l'ottica più genuina e distaccata di un'epoca del passato.

HERRIMAN GEORGE. Partendo da storie realistiche, che furono tutte un relativo insuccesso, Herriman nel 1910 creò una striscia intitolta The Dingbats, i cui personaggi erano poveri diavoli perseguitati dalla sfortuna (realismo appunto), ma proprio sotto questa striscia ne aggiunse un'altra, dove apparivano un gatto o una gatta e un topo, che con il realismo nulla avevano a che vedere. Fu in quella striscia che il topo Ignatz colpì per la prima volta con un mattone Krazy Kat alla testa. Per quasi 35 anni, fino alla sua morte Herriman narrò l'amore assurdo, sfortunato, incompreso di Krazy Kat per il topo Ignatz, ricevendone sempre in cambio un mattone in testa. Ai due protagonisti, anzi ai due soli interpreti della vicenda Herriman ne aggiunse un terzo: il cane Offisa Pupp, un pigro e goffo poliziotto, che non riuscirà mai a impedire a Ignatz di lanciare il fatidico mattone. Herriman è considerato tutt'oggi (le sue storie sono ancora stampate con enorme successo) un geniale e lirico artista del fumetto.

HOGARTH BURNE. Così racconta lo stesso Hogarth: «Un giorno molto tempo fa, quando avevo dodici anni, mio padre con un pacco sotto il braccio mi accompagnò all'Art Institute di Chicago. Lì svolse il pacco e rovesciò dinanzi all'uomo seduto dietro la scrivania i miei disegni, schizzi, abbozzi incompiuti che aveva gelosamente conservato, e domandò se rappresentassero motivi sufficienti per iscrivermi ai corsi del sabato della Scuola, così cominciò la faccenda». Finita la scuola Hogarth cominciò a lavorare nel settore della pubblicità, come disegnatore. Quando Foster, dedicandosi esclusivamente a Valiant, lasciò Tarzan, Hogarth fu chiamato a sostituirlo e se, nelle primissime tavole si può notare una certa influenza di Foster, successivamente Hogarth dà libero sfogo al suo estro e alla sua fantasia, dando vita al vero Tarzan, che mai raggiungerà tale perfezione nemmeno nel cinema, se si esclude un film degli anni Ottanta interpretato da Lambert intitolato Greystoke, la le enfia di Tarzan. Nel 1945  Hogarth creò il personaggio del Gaucho Drago, un Rodolfo Valentino-Tarzan, ma, visto il modesto successo, lo abbandonò dopo due anni, come pure lasciò nel 1950 Tarzan.

IVERKS UB. Dopo aver collaborato con Herriman, iniziò la professione di cartellonista pubblicitario, ma nel 1927 iniziò a lavorare con Disney: a lui si deve infatti la creazione in parte di Topolino, anche se poi Disney, insieme a un numero imprecisato di polemiche e di diatribe, se ne assunse in toto la paternità. Dopo la separazione da Disney, Iverks continuò in proprio l'attività di creatore di fumetti fondando una propria società che si occupava anche di cartoni animati: la Animated Pictures Co. Nel 1934 realizzò il celebre Don Quixote, che ebbe purtroppo vita breve: era infatti un fumetto molto delicato e venato di un nostalgico umorismo. Tornò a lavorare per Disney, come responsabile degli effetti speciali. Secondo alcuni Iverks fu un genio del fumetto e senza di lui Disney non sarebbe mai arrivato dove è arrivato.

JACOVITTI BENITO. Noto anche come Jac o come Lisca di Pesce (perché molte volte firma le sue opere con una vera e propria lisca di pesce anche se recentemente sono apparsi quale firma ai fumetti da lui disegnati un salame o un vermetto con un cappello in testa) è uno dei più famosi disegnatori italiani di fumetti, ancora più notevole in quanto si è creato uno stile suo al di fuori di qualsiasi scuola, senza dubbio difficilmente imitabile. Negli anni Quaranta crea le storie dei tre P: Pippo, Palla e Pertica, storie che vengono pubblicate su Il Vittorioso. Pippo è il più piccolo, ma anche il più intelligente, Pertica uno spilungone un po' svampito, Palla un grassone piuttosto filone. I tre sono impegnati a combattere il malvagio Zagar, aiutati (?) dall'arcipoliziotto Cip, quello che continua a ripetere: «Lo supponevo». Nel 1956 inizia la sua collaborazione a Il Giorno dei Ragazzi, per il quale crea il cow-boy Cocco Bili e il giornalista Tom Ficcanaso. Altre sue creature famosissime sono Zorry Kid, Johnny Galassia ecc. Ha illustrato anche una versione a fumetti di Pinocchio, pubblicata in amni recenti da Mondadori negli Oscar.

JOHNSON CROCKETT. Dopo aver fatto mille mestieri, tra cui lo strillone di giornali e il giocatore di football americano, Johnson realizzò un solo fumetto: Barnaby. È un bambino dalla disarmante innocenza che tenta di convincere gli adulti che le fate esistono, suo amico è infatti un simpatico folletto, Mr. O'Malley, cialtrone e bonaccione nello stesso tempo. Johnson nel portare avanti le storie di questa strana coppia ha rivelato un humour raffinato con uno spiccato senso per la fiaba moderna. In Italia è apparso tra l'altro su un libro, pubblicato da Mondadori negli Oscar.

JORDAN SIDNEY. Su testi di Patterson è l'autore di una delle più belle e complesse storie di fantascienza, che hanno per protagonista Jeff Hawke.

KELLY WALT. Dopo aver lavorato nel settore dell'animazione presso gli studi Disney, nel 1942 creò una storia i cui protagonisti erano animali, ma solo dopo alterne vicende, nel 1948, il racconto assunse la sua forma definitiva con il titolo di Pogo.

LAZARUS MELL. Dopo aver lavorato con Al Capp, nel 1957 ha creato la striscia dedicata alla turbolenta scolaresca di Miss Peach, che ottenne successo negli usa e nel mondo, anche in Italia. In seguito ha ideato le storie avventurose e umoristiche che hanno per protagonista la graziosa Pauline Mc Perii. Lazarus firma queste storie con lo pseudonimo di Fulton, ma non ne è comunque il disegnatore; anzi, a questo proposito, come disegnatore, Lazarus crea personaggi con una testa sproporzionata rispetto al resto del corpo, mostri insomma.

LEE STAN. Scenarista prolifico e geniale, è considerato il creatore del nuovo fumetto di fantascienza e dai suoi ammiratori è stato soprannominato l'Omero del xx secolo. Ne1 1950,  quando la Marvel entrò in crisi, Lee ne assunse la direzione, ebbe il coraggio di chiudere con il passato e ricominciare da capo. Lee ha scritto infinite storie e inventato tantissimi personaggi, ha collaborato con disegnatori del calibro di Kirby, Ditko, Orlando, Romita, Wood, creando una nuova serie di personaggi, anzi di supereroi, molto noti come l'Uomo Ragno, Capitan America, Devil, I Fantastici Quattro, Hulk e così via. In Italia la Marvel fu lanciata dalla Editoriale Corno di Milano. La novità (o anzi la non novità) di Lee è quella di aver introdotto nella narrazione delle straordinarie gesta dei suoi super-eroi un lirismo epico, che da tempo era assente dai fumetti avventurosi americani, rinnovandone nel contempo l'aspetto grafico ed estetico.

LEONE CINZIA. Realizza prima numerose illustrazioni per molte riviste, tra cui L'Espresso, Noi Donne, pubblica poi storie a fumetti per Alter, emanazione di Linus, che ha tuttavia breve vita. Gilda, una delle sue eroine, le cui avventure sono state pubblicate sulla rivista Corto Maltese, che nel giugno 1993 ha chiuso purtroppo i battenti, potrebbe sembrare una dark lady, (ma ha troppo senso dell'umorismo)  è tuttavia astuta, audace, cinica e sentimentale nello stesso tempo. La sua spalla, Palcka, è priva invece di senso della misura, tanto nell'aspetto fisico, che nel carattere. Sta a Gilda come Mamie a Rossella o, se si preferisce, come Peppino a Totò.

LIBERATORE TANINO. Le sue storie sono attualmente pubblicate su Il Grifo. Così Liberatore stesso in una recente intervista: «...ritornare al fumetto dopo dieci anni è stato come cominciare ora. Ho avuto lo scoramento e l'incazzatura che non riuscivo a realizzarlo... non pensavo sarebbe stato così difficile. Oggi il mio stile fumettistico nasce in maniera più complessa, anche se può sembrare essenziale. Lubna si è indurita per le vicissitudini e i vizi. Ranxerox me lo immagino meno legato alla società esterna. Penso che racconterà più se stesso che il mondo che gli gira intorno. Si scaglierà comunque contro i moralisti, i bigotti, i perbenisti, i luoghi comuni. Contro la volgarità che è la sintesi di tutto questo».

LUNARI ENZO. Esordì su Linus, che nel 1965 comiciò a far conoscere gli ormai famosissimi personaggi di Lunari: Ghirighz, l'uomo delle caverne e Fra' Salmastro da Venegono, predicatore medioevale. Questi protagonisti di vicende che si svolgono in epoche lontane sono, tuttavia, di una attualità sconvolgente, e le posizioni ideologiche dell'autore sono di avanzato progressismo.

MAGNUS (pseudonimo di Roberto Raviola). Il suo esordio di autore di fumetti lo vede protagonista nel settore dei fumetti neri: crea infatti su testi di Bunker Kriminal e Satanik, due epigoni di Diabolik, ma dotati di una loro propria originalità. Successivamente, sempre in coppia con Bunker dà vita al grottesco Re Max Magnus e al suo ladro amministratore fiduciario. Un altro personaggio di Raviola è il biondo agente segreto Alan Ford, sempre creato in coppia con Luciano Secchi (Bunker). Le loro storie sono apparse su Eureka e anche in volume, ottenendo un grande successo di pubblico. Kriminal è stato anche il protagonista di un film.

MANARA MILO. Manara, ovvero «L'immaginazione come orgia, come gioco pirotecnico e smascherante», secondo una giusta definizione di Mollica.

MC CAY WILSON. Creò nel 1905 Little Nemo che ottenne uno strepitoso successo presso i lettori del New York Herald. Le storie di Little Nemo sono quelle di un bambino e dei suoi sogni, espressi in una grafica che ancora oggi si deve ritenere innovativa. Mc Cay per questo suo eroe si può considerare il più poetico e meno convenzionale autore di fumetti americani del primo Novecento, degno di figurare a fianco di scrittori del calibro di Collodi e Carrol. In Italia una raccolta delle tavole di Little Nemo fu pubblicata in un libro di dimensioni inusuali (enorme) e coloratissimo da Garzanti.

MC MANUS GEORGE. Dopo aver fatto il disegnatore di cronaca nera, nel 1904 creò per il Sunday World di New York il suo primo comic di successo, «The Newlyweds», che raccontava le movimentate vicende famiglìari di una coppia di sposi e del loro capricciosissimo figlioletto. II grande successo glielo avrebbero dato i due indimenticabili protagonisti della serie «Bringing up father»: Arcibaldo e Petronilla. In queste strisce, Mc Manus rivela una inesauribile ricchezza di invenzioni, mostrando il volto di una America ricca, presuntuosa e smaniosa di grandezze, mettendone in ridicolo lo snobismo e l'egoismo. In Italia apparvero su Il Corriere dei Piccoli e in numerosi libri, editi anche recentemente da Mondadori e Rizzoli.

MICHELUZZI ATTILIO. Uno dei particolari, che colpisce generalmente il critico, è che Micheluzzi, indipendentemente dal valore della testata per cui disegna, mantiene uno standard qualitativo molto alto. Esordisce a Il Corriere dei Ragazzi nel 1972 e produce numerose storie per questa testata fino al 1976, passando in quello stesso anno a Il Giornalino dove fra l'altro pubblica con grande successo «Capitan Eric». Per la collana di volumi a fumetti «Un uomo un'avventura» edita dalla Cepim disegna «L'uomo del Tanganyka», nel 1978 e nel 1980 per la stessa collana esce a sua firma «L'uomo del Khyber». Nel 1981 passa a Il Messaggero dei Ragazzi, riprendendo le avventure di Capitan Eric. Nel 1982 per Orient Express inventa una nuova serie di storie che ha per protagonista Johnny Focus. Sono sue le biografie di Martin Luter King e di Ghandi per la stessa testata. Collabora anche alla rivista Corto Maltese con storie che vengono pubblicate a puntate e quindi raccolte in volume dalla Milano Libri. Una delle più interessanti, anche per il periodo storico e per l'ambiente, in cui si svolge, è «Bab-el-Mandeb». Scive Claudio Carabba nell'introduzione del volume: «Molti anni dopo Attilio Micheluzzi si sarebbe ricordato di quella volta che il Duce aveva portato l'Italia a conoscere l'Impero». Gli avvenimenti della guerra (l'ultima mondiale particolarmente) sono da sempre la passione di Micheluzzi: lo affascinano gli intrighi internazionali, le trame segrete e le ribollenti passioni che scoppiano dietro le battaglie. Più che la presa del potere gli interessa la preparazione dell'impresa come nel «Bab-el-Mandeb».

MONK JACK. Nel 1937 il quotidiano Daily Mirror, dopo aver constatato che i lettori preferiscono il poliziotto americano, decide che la Gran Bretagna debba avere il «suo poliziotto». Si rivolge a un disegnatore di fumetti sportivi: Jack Monk. E, come riferisce Ferruccio Alessandri nell'introduzione alle avventure create da Monk e pubblicate in volume dalla Milano Libri: «...Monk propone un poliziotto, che fin dalle prime strip si trova a guardare il buco della canna di una pistola puntata verso di lui». I I suo nome: Buck Ryan. Un personaggio di imitazione americana? Diremmo proprio di no. Basterebbe questa frase che Ryan pronuncia quando un cattivissimo, ignaro sta per esplodere su una bomba per far capire che egli è un inglese dalla testa ai piedi: «Avvertiamolo, diamogli modo di arrendersi. Così non mi sembra sportivo!».

MORONI CELSI GUIDO. Esordisce nel 1934 con Grillo, le cui storie sono pubblicate su I! Corriere dei Piccoli. Nel 1935 crea Ulceda, principessina indiana, uno dei primi esempi di western all'italiana, dalla parte degli indiani. Imita poi per L'Avventuroso le avventure di Cino e Franco in quanto due protagonisti della storia «La prigioniera del Ras», Gianni e Luciano, assomigliavano anche fisicamente ai due eroi di Lyman Young. Ma la sua fama è dovuta alla riduzione, anzi alla trasposizione, a fumetti delle avventure di Salgari, e si può dire che tra quanti si cimentarono in questa impresa Moroni Celsi brilla di luce propria. «Infatti, come è stato detto, nelle tavole dedicate alle gesta dei Pirati di Mompracem e in quelle dei Corsari Moroni Celsi restituì intatto tutto il fascino esotico creato dallo scrittore più letto dai ragazzi italiani.»

O'DONNELL PETER. È l'autore delle storie di Modesty Blaise, disegnata da Jim Holdaway, eroina che nasce nel periodo in cui furoreggiava sugli schermi James Bond. Anch'essa è una donna avventurosa e amante del pericolo. E anche le sue storie sono state portate sullo schermo interpretate da Monica Vitti.

OPPER BURR FREDERICK. E considerato uno dei più importanti e prolifici precursori del fumetto umoristico, tanto che la sua opera nei comics fu paragonata a quella di Charlie Chaplin nel cinema. Creò personaggi ancora oggi famosissimi: Fortunello e la Checca (in Italia presentato su Il Corriere dei Piccoli e ancora in anni recenti in volumi editi da Rizzoli), Alfonso e Gastone, tutti eroi che in breve raggiunsero grande popolarità anche fuori dagli usa. Ebbero incontrastato successo per parecchi anni e solo l'avvento di Topolino scalfi il loro primato. Così si esprime Attilio Bertolucci su Opper: «fu uno dei tanti talenti comici che gli USA, in via di vertiginosa trasformazione da nazione agricola a industriale, da Paese provinciale a metropolitano, seppe esprimere in quei tempi per divertire (e ammaestrare, castigando col riso i costumi) quelle folle eterogenee per razza e provenienza, fittissime e, giusta l'espressione di Reisman, solitarie».

OUTCAULT RICHARD FELTON. Reduce da Parigi, dove aveva studiato all'Accademia di belle arti creò praticamente il comic americano nel 1895, riprendendo e modificando con gusto un certo espressionismo grafico europeo. Esordì, dando vita ai racconti burleschi, intitolati «Down Hogan's Alley», dove una pittoresca banda di straccioni si muoveva su uno degli squallidi slums di New York. Tra essi il protagonista era Yellow Kid, terribile ragazzetto, dagli occhi a mandorla e con le orecchie a sventola, vestito con una camicia da notte gialla. Fu nelle avventure di Yellow Kid nel quartiere di Hogan's Alley che apparvero le prime nuvolette. Le battute di Yellow erano invece scritte sul suo camicione. Il successo del personaggio fu tale che Hearst convinse Outcault a lasciare Pulitzer e trasferirsi al New York Joumal; dal canto suo Pulitzer commissionò a un altro disegnatore, George B. Luks, le storie di Yellow Kid. Fu così che il ragazzo giallo fu disegnato da due diversi artisti e pubblicato contemporaneamente su due giornali diversi.

PAGOT NINO (Nino Pagotto). Dopo aver esordito collaborando in alcuni giornali per ragazzi, il suo primo importante incarico fu assumere la direzione grafica de Il Balilla, sostituendo Rubino. Dal 1938 cominciò a fornire racconti disneyani per il settimanale Paperino. Poi passò a Il Corriere dei Piccoli, dove illustrò numerose storie, tra le quali Casimiro Centimetri e Poldo e Paola. Nel 1938 esordì nel cinema di animazione, realizzando I Fratelli Dinamite. Abbandonato il mondo dei fumetti divenne responsabile di uno dei più affermati studi italiani specializzati nella realizazione di film pubblicitari per il cinema e la televisione (chi non ricorda almeno Calimero?).

PAPARELLA RAFFAELE. Insieme a De Vita su testi di Guido Martina disegnò le avventure di Pecos Bill. Ma molti altri sono i suoi personaggi: Popescu, ex pugile calvo e gigantesco, con l'inseparabile amico Silly, creati per un editore francese, e Dyno, cow boy motociclista che fugge la civiltà dei consumi, rifugiandosi nelle lontane e silenziose praterie del West.

PAZIENZA ANDREA. Dopo una esperienza come pittore, approda al fumetto. Da allora la sua attività si è dispiegata specialmente nelle seguenti pubblicazioni: Alter-Alter, Il Male, Cannibale, Frigidaire, Il Grifo, generalmente fondate da lui insieme a Liberatore, Mattioli, Tamburini e altri. Scrive Crepax a proposito delle qualità di Pazienza: «...è molto bravo, penso che abbia dato un apporto notevole all'evoluzione del fumetto. Quando iniziai a fare fumetti cercai di fare delle cose diverse, la mia ambizione era di fare una piccola rivoluzione interna. Mi sembra che Pazienza a distanza di anni cerchi di fare la stessa operazione, riuscendoci molto bene. Comunque devo ammettere che ho delle difficoltà a seguire le storie di Pazienza, a causa della scarsa comprensibilità, che è poi la stessa accusa che facevano a me all'inizio e che continuano ancora a farmi». Muore giovanissimo, lasciando un vuoto non ancora colmato nel mondo del fumetto italiano e non.

PEDROCCHI FEDERICO. Nasce a Buenos Aires da genitori italiani. Dopo aver fatto il grafico pubblicitario esordisce nel mondo dei fumetti nel 1935, quando pubblica sul settimanale I Tre Porcellini le avventure de «I due Tamburini». Nel 1937 fonda il settimanale Paperino per la Mondadori: l'intuizione geniale di Pedrocchi fu di individuare in Paperino il personaggio, fra i tanti che ruotavano intorno a Topolino, che poteva reggere autonomamente, quale protagonista, una serie di avventure. Prima ancora dello staff disneyano americano Pedrocchi disegnò due storie che avevano appunto Paperino, come star, «Paperino e il mistero di Marte» e «Paperino, Inviato Speciale», che riscossero il placet di Disney, oltre che un grande successo di pubblico. Tale successo convinse Pedrocchi a scrivere altre storie di Paperino, che fece illustrare a Mario Pinochi: «Paperino Chiromante», «Paperino fra i Pellirosse», «Paperino e il vaso cinese». Pedrocchi può essere considerato uno dei maestri del fumetto italiano dell'anteguerra; nella sua breve vita (fu stroncato da una raffica di mitraglia, durante un bombardamento aereo) conquistò un posto di primo piano nella storia del fumetto, sceneggiando anche numerose storie di altri disegnatori, da Albertarelli ad Avai, da Molino a Pagot.

PELLAERT GUY. Dopo il successo di Barbarella era inevitabile che nascessero le sue epigoni. Tra queste, forse una delle migliori, fu Jodelle disegnata da Pellaert su testi di Bertier: sono avventure fanta-erotiche forse più sexy di quelle di Barbarella, ma non volgari. Pellaert collaborò al periodico Hara Kiri, per il quale creò un'altra splendida e affascinante eroina: Pravda.

PEYNET RAYMOND. Pur se breve, un accenno Peynet e i suoi innamoratini lo meritano, anche se in verità non si tratta di un vero e proprio fumetto. Ma chi negli anni Sessanta non ha regalato al proprio fidanzato o fidanzata un libro di Peynet?

PINCHON JEAN PIERRE. Creò in collaborazione con l'editore Languereau la servetta bretone: Bécassine, che è lo spunto per una attenta e fedele descrizione dei costumi dell'epoca.

PRATT HUGO. «...sono figlio unico, ma tutti i componenti della mia famiglia sembravano essere figli unici, ognuno aveva bisogno di stare per conto suo e di essere libero. Mi hanno lasciato libero di fare ciò che volevo, forse avevo bisogno di essere coccolato, ma nessuno, a casa mia, aveva il temperamento per farlo; ognuno aveva i suoi problemi, così io mi sono rivolto alla strada. Ho cominciato ad andare sulla strada a quattro o cinque anni, vestito di organdis bleu, dato che mia madre mi vestiva come una bambina. Mia madre avrebbe voluto avere una bambina e spendeva in una settimana lo stipendio di mio padre per comprarmi dei vestiti che potevano durarmi solo due mesi. Ero tutto un "buccolo", avevo i "buccoli" come Shirley Temple; mia madre mi portava dalle sue amiche, che avevano delle bambine, e io distruggevo e
impiccavo tutte le loro bambole, ero una bambina cattivissima. Le cose erano diverse quando mi trovavo in strada con il figlio del gondoliere o del facchino, non ero abituato alle risse di strada, loro mi picchiavano perché volevano che gli portassi dei soldi e io spesso lo facevo per evitare le botte. Questa situazione continuò fino a quando conobbi un altro ragazzo che si chiamava Maciste, il più piccolo, ma il più cattivo di tutti, il quale mi disse: "Tu devi essere proprio un coglione, continui a portar loro dei soldi per paura che ti picchino, da oggi in poi comincia a picchiare anche tu". Ero pieno di paura e non potevo dire di no a Maciste che mi portò davanti al più grande e al più alto di tutti: era il mio terrore e si chiamava Tano; oggi fa il gondoliere, siamo diventati amici e legge Corto Maltese. Maciste mi disse: "Se non fai a botte con Tano, farai a botte con me!"; a questo punto sono stato costretto a litigare con Tano che mi guardava con un'aria ironica e cattiva. Ci picchiammo fino a quando non ho più sentito le botte e ricordo solo che tutta questa storia finì con una gran pisciata su un barattolo di carburo per farlo saltare in aria; così, ormai, facevo parte anch'io a pieno diritto della Banda del Campo Santa Maria Formosa.» E questa fu l'educazione on the road di Hugo Pratt. «Ritorno molto spesso in Africa e in Sud America... ho avuto anche la fortuna di essere veneziano... Venezia è una città che ti aiuta a pensare, a fare degli incontri, ad alimentare l'interesse e la curiosità per le cose lontane. In uno scenario come Venezia ti puoi muovere bene perché è già per se stessa una città avventurosa, misteriosa e magica...» In questi brani Hugo Pratt ha indicato i luoghi geografici dove ambienterà le sue storie: Africa, Sud America e Venezia. Verso la fine del 1945 Pratt comincia la sua carriera collaborando all'Asso di Picche, una rivista fondata a Venezia da un gruppo di amici, tra i quali Faustinelli e Ongaro. «Asso di Picche» possedeva alcune caratteristiche tipiche degli eroi mascherati dei fumetti americani dell'epoca ed era in qualche modo anche la testimonianza degli autori per i fumetti di Milton Caniff. All'inizio degli anni Cinquanta Pratt, Faustinelli e Ongaro accettarono l'invito dell'editore argentino Cesare Civita, con il quale collaboravano già da due anni e si trasferirono a Buenos Aires, dove Pratt continuò anche a illustrare le storie degli Junglemen, iniziate da Battaglia e pubblicate dall'Editorial Abril. Nel 1953 creò il personaggio del Sergente Kirk che diventerà in Italia anche il nome di un mensile. Quindi entrò a far parte dell'Editorial Frontera, per la quale creò il personaggio di Ernie Pike, un giornalista, inviato speciale sul fronte della seconda guerra mondiale, su sceneggiatura di Oesterheld. Scrive anche le avventure di Ticonderoga, che sono quasi un anticipo del recentissimo «Tutto cominciò con un'estate indiana». Nel 1959 racconta le avventure di Anna e Dan, pubblicate dall'Editorial Fascination, che usciranno in Italia su Il Corriere dei Piccoli con il titolo «Anna nella jungla». Nel 1962 crea il personaggio del Capitano Cormorant e pubblica le sue avventure per conto dell'Editorial Jago, quindi esce «Wheeling», mitico fortino della guerra anglo-francese per la conquista del Nord America. In questo racconto Pratt si raffigura sotto le sembianze del bianco rinnegato Simon Girty. Wheeling sarà pubblicato in Italia prima su S.gt Kirk a puntate, poi in volume nel 1972, così come accadrà per i reportages dalla guerra di Ernie Pike, giornalista, tra l'altro, realmente esistito. Intorno al 1965 Pratt rientra in Italia e inizia la sua collaborazione a Il Corriere dei Piccoli. Dal 1967, tuttavia, la sua produzione apparirà sul mensile a fumetti, Sergente Kirk, dell'editore genovese Ivaldi, fino alla chiusura di questo glorioso mensile. Su quelle pagine conosciamo i suoi due ultimi eroi: Corto Maltese e il Maggiore Koinsky degli Scorpioni del Deserto, ma va anche detto che alcune avventure di Koinsky appariranno su Linus. In seguito tutta questa produzione, sia quella di Corto Maltese, sia quella di Koinsky, sarà raccolta in meravigliosi volumi editi di volta in volta da Milano Libri e Mondadori.

PRENTICE JOHN. Dopo aver studiato disegno in Pennsylvania, e terminata la guerra, entrò nel mondo dei fumetti. Nel 1956 dopo la tragica e prematura morte di Raymond fu chiamato a continuare a illustrare le storie di Rip Kirby, scritte da Dickenson. Malgrado lo scetticismo iniziale dei critici, Prentice mostrò tutto il suo talento, reggendo il confronto con il maestro.

RAYMOND ALEXANDRE GILLESPIE (Alex). Fu il padre, un ingegnere, a incitare il giovanissimo Alex di appena otto anni a coltivare la passione per il disegno, che, tuttavia, per parecchio tempo rimase esclusivamente un hobby. Infatti Raymond dopo gli studi si impiegò alla Borsa di Wall Street, ma non dimostrò particolare abilità in questo tipo di contrattazioni. Subito dopo la crisi del 1929 abbandonò definitivamente l'attività di agente di cambio e, tramite un amico, fu assunto al King Features Syndacate, che lo destinò come assistente dei fratelli Chic e Lyman Young: di Chic per la serie di Blondie, di Lyman per le avventure di Cino e Franco; praticamente all'esordio Raymond fu un vero e proprio «negro»: lavorava per la firma di un altro. E se nella serie di Blondie, alla luce delle sue future creazioni non si nota tanto la sua mano, evidente è il suo apporto nelle storie di Cino e Franco; un esempio per tutti: guardate il Colonnello della storia Il Re della Jungla e vedrete nel fisico e nei modi di comportarsi Gordon. Nel 1933 sulla scia del successo di Buck Rogers, primo fumetto di fantascienza, creò Flash Gordon e contemporaneamente Jim della Jungla. L'anno dopo realizzò l'Agente Segreto X9. Subito dopo la seconda guerra mondiale riprese il lavoro e dette vita al detective Rip Kirby, ottenendo anche con questo personaggio grande successo di pubblico e lusinghieri apprezzamenti dalla critica. Raymond morì in un incidente stradale all'età di 47 anni, quando era ancora in piena attività creativa. Dopo la sua prematura morte altri autori, tentando di imitare il suo stile, cercarono di portare avanti soprattutto le avventure di Gordon, forse il suo personaggio più riuscito, ma proprio per questo anche estremamente raymondiano, e quindi difficile a essere disegnato con lo stesso successo di quello che aveva avuto con Raymond.

ROBBINS FRANK. Dimostrò fin da bambino la sua predisposizione per il disegno. Dopo aver fatto un po' di gavetta con personaggi minori, nel 1944 creò il personaggio di Johnny Hazard, che inizialmente era una brutta copia degli eroi di Caniff. Tuttavia, con il parcare degli anni, Hazard e il suo autore assunsero un loro carattere specifico. Robbins anzi dimostrò grande abilità inventiva nell'illustrare le audaci avventure del suo protagonista: si appropriò di uno stile «moderno, agile e nervoso».

RYAN TOM K. Dopo numerosi tentativi, che andarono tutti a vuoto, riuscì a sfondare nel mondo del fumetto nel 1967 con la striscia umoristica «Tumbleweeds», che prendeva lo spunto dalle avventure dei cow-boy del vecchio West. II protagonista era lo stanco e indolente Colt, attorniato da altri numerosi personaggi, che facevano il verso alla retorica del West: la maestrina, il becchino, il saggio ubriacone ecc. Nel clima di rilettura delle vicende del Far-West e, collegandosi, altresì, al western crepuscolare cinematografico, in un ambito di demitizzazione della leggenda epica, la sua striscia satirica rispondeva a una richiesta quanto mai precisa del pubblico, che lo accolse con molto favore. In Italia fu presentato dall'Editoriale Corno prima su Eureka, poi su volumetti dedicati interamente a Ryan e ai suoi personaggi.

SCHULZ CHARLES MONROE.



Dopo aver studiato disegno per corrispondenza, subito dopo la seconda guerra mondiale, accettò un posto di insegnante di disegno a Minneapolis e nel 1950 inviò le sue strisce alla United Features Syndacate, che furono subito accettate: nacquero così i Peanuts. Protagonista è Charlie Brown e accanto a lui, anche loro di volta in volta protagonisti, si muovono il cane Snoopy, Lucy, Schroeder e altri innumerevoli bambini.

SEGAR ELZIE CRISLER. Ebbe una gioventù molto movimentata, tentò diversi mestieri, fino ad approdare a quello di proiettare i film in una sala cinematografica. Vide così i film di Charlie Chaplin, che cercò di riprodurre in strisce, cestinate dai giornali a cui erano state inviate. Trasferitosi a Chicago, conobbe Outcault, che lo raccomandò al Chicago Evening Post, dove gli furono pubblicate alcune tavole intitolate «Charlie Chaplin Comic Capers», ma il giornale chiuse. Il suo lavoro tuttavia aveva destato l'attenzione di Hearst, che lo fece assumere dal King Features Syndacate. Gli fu commissionata una striscia giornaliera: nacque così il «The Timble Theatre», i cui personaggi principali erano Olivia, suo fratello Castor Oil e l'amico Ham Gravy. Solo dieci anni dopo a essi aggiunse Popeye (in Italia Braccio di Ferro). E proprio Braccio di Ferro rilanciò Segar, che fece diventare il mangiatore di spinaci protagonista incontrastato del fumetto. Dal 1931 Segar cominciò ad affiancare a Popeye altri coprotagonisti: tra i quali spiccano l'affamatissimo Poldo Sbaffini, il nipotino terribile
Pisellino, e il grazioso animale (?) Gip.

SEMPE'. Scrive Franco Cavallone nell'introduzione al libro di Sempé Complicato ma non semplice, pubblicato dalla Milano Libri nel 1969: «...un bravo cartoonist francese che non sia anche un umorista nero è indubbiamente un fenomeno straordinario, forse unico. È appunto il caso di Sempé, disegnatore francese non ribaldo, non macabro, non libertino, non scatologico, non "artista"».

SMYTHE REG. A differenza di altri egli riuscì a «piazzare» i suoi disegni la prima volta che li presentò a un editore inglese. Nel 1954 firmò un contratto per il Daily Mirror per il quale creò Andy Capp, il suo personaggio più celebre. Lo stesso autore così lo caratterizza: «...è un individuo molto felice. La gente vorrebbe vivere come lui, ma è vigliacca. Molte donne mi scrivono per dirmi che il loro marito è come lui. Via, c'è un po' di Andy Capp in tutti noi». È di questi giorni che Smythe ha fatto smettere di fumare il suo eroe, ma lui lo farà? In Italia è stato pubblicato sulla rivista Eureka. Ottenne un immediato successo, tanto che le sue storie sono state raccolte in numerosi volumi dall'Editoriale Corno con grande favore di pubblico.

SOGLOW OTTO. Dopo essersi diplomato all'Ars Student League di New York nel 1934 disegnò la prima striscia di Piccolo Re, che continuò con buon successo, anche se inizialmente la critica gli fu del tutto sfavorevole. Oggi il suo disegno geometrico, quasi infantile, è considerato la novità degli anni Trenta e Soglow uno dei disegnatori più originali della storia del fumetto. In Italia è stato pubblicato in giornali e in volumi, sempre con discreto successo.

STAINO SERGIO. E il creatore del famosissimo Bobo, comunista, che non riesce ad adattarsi al nuovo corso della sinistra italiana, essendo rimasto legato ai grandi scioperi e alle grandi battaglie operaie: alle insidiose domande della figlia, in genere, mostra qualche imbarazzo, essendo in fondo ancora legato alle buone e casalinghe tradizioni italiane. Le sue storie sono pubblicate su Linus e trasferite sul piccolo schermo da Paolo Pietrangeli, cantautore, che interpreta la parte di Bobo.

TOPPI SERGIO. Figlio di Giove Toppi, viene chiamato a proseguire quello che sarà l'ultimo volume della serie «I Protagonisti» ideata da Rino Albertarelli per l'editore Bonelli: Herman Lehman, l'Indiano Bianco. Crea e disegna per la Cepim alcuni volumi della collana «Un Uomo. Un'Avventura», non sfigurando, anzi emergendo insieme ad autori del calibro di Pratt, Galleppini ecc. Per fare un paragone cinematografico il disegno di Toppi si potrebbe avvicinare ai chiaro-scuri, ai giochi di ombre dei film più riusciti di Curtiz: il tratto è sempre comunque drammatico e i disegni non sono mai contenuti in regolari quadrati posti uno dietro l'altro, ma come in Crepax e in Battaglia, a seconda del peso che l'autore vuol dare all'episodio sono più grandi o più ridotti, fino a occupare un'intera pagina. Siamo ben lontani dalla solarità delle bellissime copertine illustrate dal padre Giove Toppi per la Nerbini. Collabora anche a La Repubblica, e a Il Messaggero, quotidiani per i quali illustra le pagine dedicate alla cultura.

TUSCA GEORGE. Dopo aver disegnato la striscia «Scorchy Smith», più tardi ebbe l'incarico di continuare a illustrare le avventure di Buck Rogers, fino alla sua soppressione. Passò poi alla Marvel, collaborando con Stan Lee e diede ancora ottima prova del suo mestiere.

UDERZO ALBERT. Francese, esordì nel mondo dei fumetti nel 1947, ma il successo doveva venire quando cominciò la sua collaborazione con Goscinny con il quale diede vita a diversi personaggi prima di disegnare il celebre piccolo e terribile Asterix. Suoi sono anche i disegni del giovane pilota Michel Taguy, su testi di Cherlier. Come si può facilmente evincere dalle avventure di Asterix il tratto di Uderzo ha le caratteristiche felici dell'umorismo, della caricatura e del dinamismo.

WALKER MORT. Inizialmente fornì i testi di Pippo e Lalla al disegnatore Dick Browne, in seguito ideò un personaggio di enorme successo: Beetle Bailey, circondandolo di commilitoni e superiori che danno luogo a sequenze, a dir poco esilaranti. In Italia fu pubblicato da Linus e da Il Mago, oltre che in innumerevoli libri, che hanno sempre ottenuto un grande successo di pubblico e di critica.

 

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