| FEUDALESIMO |
Il beneficio
Nel nome del Signore Iddio eterno e del nostro Salvatore Gesù Cristo, nell' anno
della sua Incarnazione 1110, addì 20 gennaio. Io Roberto, a nome del mio signore
e padre Ruggero duca di San Severino, concedo a te, Guglielmo Carbone, figlio
del fu Riccardo, signore di Monteforte, e ai suoi eredi il territorio di Forino,
di Montoro e di Casal Balano: tali luoghi da ora in poi tu e i tuoi eredi
possederete in modo stabile e sicuro a nome nostro e dei nostri eredi. In
conseguenza di ciò, noi e i nostri eredi ci impegnamo ad aiutare voi e i vostri
eredi a conservare e difendere i predetti territori contro quanti mostreranno
l'intenzione di toglierveli.
Dai MONUMENTA ARCHIVI NEAPOLITANI
Omaggio e investitura
Sette giorni innanzi le idi di aprile, un giovedì, furono resi gli omaggi al
conte; e questo avvenne secondo le forme determinate per la prestazione
dell'atto di fedeltà nell'ordine che segue: il conte chiese al futuro vassallo
s'egli volesse diventare suo uomo senza riserve, e colui risponde: «Lo voglio»;
poi, con le sue mani congiunte tra quelle del conte, essi si scambiarono il
bacio. In seguito colui che aveva fatto dichiarazione di omaggio impegnò la sua
fede al conte con un solenne giuramento.
GALBERTO DI BRUGES (trad. O. Bariè)
Un esempio di «immunità»
La concessione dell'immunità è uno degli aspetti essenziali del Feudalesimo. Per
questa concessione lo Stato rinuncia ad esercitare le pubbliche funzioni,
abdicando in parte alla sua sovranità; quando questo fenomeno si generalizza —
come avvenne nel secolo IX e X — si può dire che lo Stato sia praticamente
inesistente, assorbito ed annullato dalle giurisdizioni signorili, laiche od
ecclesiastiche.
In che cosa consista precisamente l'immunità si può vedere dal seguente diploma
imperiale carolingio a favore di un monastero.
Noi esoneriamo i frati e i loro uomini che importano o esportano, sia per via di
terra che per via d'acqua, che vendono o comprano nei campi o in qualsiasi altro
luogo, dal pagare il tributo pedagico (1) il
polveratico, il rotatico, il pontatico, il passaggio, la consuetudine o altre
sovvenzioni. Inoltre i loro servi, che coltivano le loro terre e i loro
possessi, non daranno tributi né altri servizi contro la volontà degli stessi
padroni... e per i delitti non riconosceranno alcun giudice all'infuori
dell'abate, specialmente in quelle cose che di solito venivano giudicate dalla
giustizia temporale.
1. Ecco il significato dei termini con cui
sono designati i vari tributi: pedagico: tributo che si pagava per il
passaggio in una strada; polveratico: tributo che si pagava per i lavori
delle strade e per la polvere sollevata al passaggio nelle vie regie;
rotatico: tributo pagato per il danno fatto dai carri alle vie pubbliche
«rotabili»; pontatico: tributo pagato per il passaggio sui ponti;
passaggio: tributo pagato dai passeggeri; consuetudine: prestazione
in denaro, in generi alimentari o in natura; sovvenzione: prestazione
straordinaria.
Da DIPLOMATA KAROLINA
Una società violenta e la necessità di protezione
Così scrivevano alcuni vescovi riuniti a concilio nel 909:
Le città sono spopolate, i monasteri sono stati distrutti e bruciati, il paese
intero è diventato un deserto... Come gli uomini primitivi vivevano senza alcuna
regola civile e senza timore di Dio, così ognuno oggi fa quello che gli sembra
bene contro tutte le leggi umane e divine.
I forti opprimono i deboli, il mondo è pieno di violenza nei confronti dei
poveri e della Chiesa..., gli uomini si divorano tra loro come i pesci del mare.
Dagli ATTI DEL CONCILIO DI REIMS (secolo x)
Di fronte ad una simile situazione ai più deboli non restava che affidarsi alla
protezione dei potenti:
Tutti sanno che io non ho di che nutrirmi e di che vestirmi. Per questo motivo
chiedo a voi, potente signore, e alla vostra pietà di proteggermi. Faccio questo
perché mi aiutiate e mi confortiate sia con il vitto che con il vestiario in
cambio del mio servizio e della mia fedeltà e devozione, che dovrò a voi sino
all'ultimo giorno della mia vita.
Da MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA
Le tre classi della società feudale
La Chiesa con tutti i suoi fedeli forma un solo corpo, ma la società è divisa in
tre ordini. Infatti la legge degli uomini distingue altre due condizioni: il
nobile e il servo non sono sotto una stessa legge. I nobili sono guerrieri,
protettori della Chiesa, difendono con le loro armi tutto il popolo, grandi e
piccoli, e ugualmente proteggono se stessi. L'altra classe è quella dei servi:
questa razza di infelici non possiede nulla senza dolore.
Ricchezze e vesti sono fornite a tutti dal lavoro dei servi e nessun uomo libero
potrebbe vivere bene senza i servi.
Dunque la città di Dio, che si crede essere una sola, è in effetti triplice:
1) alcuni pregano; 2) altri combattono; 3) e altri lavorano.
Questi tre ordini vivono insieme e non possono essere separati; il servizio di
uno solo permette l'attività degli altri due e ognuno di volta in volta offre il
sostegno a tutti.
ADALBERONE DI LAON