GLI EROI DELLA GUERRA DI TROIA

HOME ARCHIVIO MITOLOGIA DIZIONARIO LE NOVITA'

A  B  C  D  E  F  G  H  I  J  K  L  M  N  O  P  R  S  T  U  V  W  X  Y  Z
  Home > Indice > Agamennone






 

Leggi tutte le storie
Clicca qui

 





 


ULISSE  AGAMENNONE
AIACE  ANDROMACA
ENEA  ECUBA 
ELENA  ACHILLE
ETTORE  MENELAO
TROILO  PARIDE
PATROCLO  PRIAMO

 




Scopri altri eroi della guerra
di Troia cliccando sulle
lettere dell'alfabeto
all'inizio della pagina.




Agamennone


È uno dei principali eroi della tradizione epica greca. È detto ora (da Apollodoro, Biblioteca 3.2.2.) figlio di Plistene e Eripile, e nipote di Atreo re di Micene; ora (da Omero e altri) figlio di Atreo e nipote di Pelope. Agamennone e il fratello, Menelao, furono allevati, con Egisto, figlio di Tieste, nella casa di Atreo. Dopo che Atreo fu ucciso da Egisto e da Tieste, che prese il suo posto sul trono di Micene, Agamennone e Menelao si recarono a Sparta. Qui Agamennone sposò Clitemnestra, la figlia di Tindareo, dalla quale ebbe quattro figli: Ifigenia, Crisotemi, Laodice (Elettra) e Oreste. In Omero non compare il nome di Ifigenia, sostituito da quello di Ifianassa. Successivamente Agamennone divenne re di Micene; il modo in cui ottenne il trono dei suoi avi è variamente ricordato. Secondo Omero, la sua successione a Tieste nel regno di Micene avvenne pacificamente, alla morte dello stesso Tieste; secondo altri Tieste venne invece scacciato e il trono fu usurpato. Comunque le cose fossero andate, Agamennone figura successivamente come il più potente principe della Grecia. Omero ricorda che egli governò sull'intero Peloponneso, o per lo meno su gran parte di esso, dal momento che ad Argo regnava contemporaneamente Diomede.

Quando Elena, moglie di Menelao, fu rapita da Paride, e i capi greci decisero di conseguenza di riportarla in Grecia con la forza delle armi, Agamennone fu il loro comandante supremo. Dopo due anni di preparativi, l'esercito e la flotta greca si trovarono riuniti nel porto di Aulide, in Beozia. Ma qui Agamennone uccise una cerva che era sacra ad Artemide; la dea, allora, per ritorsione colpì l'esercito greco con una pestilenza e provocò una bonaccia tale da impedire alle navi greche di salpare. Per placare la collera della dea, Agamennone accondiscese allora a compiere il passo estremo di sacrificare la propria figlia Ifigenia; ma nel momento in cui stava per essere immolata, essa fu sottratta alla morte dalla stessa Artemide, che la trasportò nella Tauride, sostituendola con un'altra vittima. La bonaccia cessò immediatamente e la flotta greca poté finalmente prendere il largo alla volta di Troia.

Durante il lungo assedio alla città, Agamennone venne in lite con ACHILLE, rispetto al quale nell'Iliade egli ha un ruolo meno rilevante. Agamennone è tuttavia la massima autorità dell'esercito greco e si distingue per il suo spirito cavalleresco, il suo coraggio, il suo carattere magnanimo e la sua virtù: qualità che, seppur inferiori a quelle di Achille, ne fanno tuttavia un eroe di prima grandezza, che sovrasta tutti gli altri Greci per dignità, potenza e maestà. Nell'lliade i suoi occhi e il suo capo sono paragonati a quelli di Zeus, la sua cintura a quella di Ares, il suo petto a quello di Poseidone. Dopo la conquista di Troia egli ricevette come bottino di guerra la giovane figlia di Priamo, Cassandra. Da quest'ultima egli ebbe due gemelli, Teledamo e Pelope. Da Criseide ebbe un figlio che fu chiamato Crise; Criseide, non volendo rivelare l'identità del padre del bambino, disse di averlo concepito da Apollo (Igino, Favole 121).

Al suo ritorno in patria Agamennone fu ucciso da Egisto, che durante la sua assenza ne aveva sedotta la moglie Clitemnestra. I poeti tragici attribuiscono l'uccisione di Agamennone alla sola Clitemnestra, senza l'intervento di Egisto. La sua morte venne vendicata dal suo unico figlio maschio, ORESTE.

Epiteti.

Atride (dal nome del padre Atreo); Pelopide (da quello del nonno Pelope); Tantalide (dal bisnonno Tantalo).

Diffusione del culto.

Il culto di Agamennone è attestato in età storica in diverse località. Secondo Licofrone a Sparta Agamennone era chiamato Zeus.

Presenze letterarie antiche.

Agamennone ha un ruolo importante nell'Iliade omerica, dove è il comandante supremo dell'esercito greco; l'Odissea presenta il ritorno in patria dell'eroe e le vicende tragiche che interessano la sua famiglia, riprese poi nei Cataloghi esiodei, nelle Ciprie di Stasino, nell'Orestea di Stesicoro, nella Pitica 11 di Pindaro. La tragedia lo vede protagonista nell'Orestea di Eschilo, in particolare nell'Agamennone; nell'Aiace di Sofocle,
genio in Aulide di Euripide, nell'Agamennone di Seneca.

- moderne.

Hanno scritto tragedie intitolate ad Agamennone, in tempi moderni, numerosi poeti, tra i quali J. Thomson, V. Garda de la Huerta, V. Alfieri, N. Lemercier, G.B. Niccolini; G. Hauptmann ha dedicato al personaggio La morte di Agamennone, che fa parte della Tetralogia degli Atridi; più recentemente D. Milhaud ha composto un'opera lirica intitolata Orestiade e Ildebrando Pizzetti è stato autore di musiche di scena per l'Agamennone di Seneca.

Iconografia.

Scene della storia di Agamennone erano presenti nella ceramica attica; comparivano secondo la tradizione (ma oggi sono perdute) nell'Arca di Cipselo, nei dipinti di Polignoto (Lesche di Delfi, Nekyia), in un quadro di Timanthes. Episodi del mito sono raffigurati nell'ara di Pergamo e nelle miniature dell'Iliade Ambrosiana, e in altro ambiente nelle pitture della tomba Francois di Vulci e su alcune urne etrusche.