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Aiace
1) Di Oileo. Figlio di Oileo, re della Locride, è chiamato anche Aiace
Minore per distinguerlo da Aiace Telamonio. Partecipò alla spedizione
contro Troia con una flotta di quaranta navi. È descritto da Omero come
piuttosto piccolo di statura, ma abilissimo nel lanciare l'asta ed
estremamente veloce nella corsa, secondo, in questo, solo ad Achille
(Iliade 23). Al suo ritorno da Troia dopo la caduta della città, la sua
nave fece naufragio ed egli riuscì a mettersi in salvo su uno scoglio solo
grazie all'intervento di Poseidone; ma poiché egli osò proclamare che si
era salvato da sé, e non grazie agli Immortali, Poseidone, per punirlo,
spaccò lo scoglio con il suo tridente e Aiace fu inghiottito dai flutti
(Odissea 4).
A questa versione, fornita da Omero, si aggiunse più tardi quella di
Virgilio, ripresa dai poemi ciclici (Ilioupèrsis e Nòstoi), secondo la
quale la sua fine fu voluta da Atena, in collera con lui perché, la notte
della presa di Troia, egli aveva violato CASSANDRA nel tempio della dea.
Al suo odioso reato si faceva risalire un'usanza diffusa a Locri
Epizefiri, colonia locrese dell'Italia Meridionale, che consisteva
nell'invio annuale di due fanciulle di nobile famiglia a prestare servizio
nel tempio di Atena a Ilio. Le giovani, a partire dal III secolo a.C.,
provenivano dalla tribù degli Aiantei, che era la stessa dell'eroe.
Presenze letterarie antiche
Omero, Iliade e Odissea; Ilioupèrsis e Nòstoi (Poemi ciclici); Virgilio,
Eneide.
Iconografia.
Affresco di Polignoto nel Pecile (perduto); statua di Onata a Olimpia
(perduta); vaso marmoreo mediceo (Firenze, Uffizi); rilievo della Galleria
Borghese. Prevale il soggetto del ratto di Cassandra, presente anche in
numerose raffigurazioni vascolari greche.
2) Telamonio. Era figlio di Telamone, re di Salamina, e nipote di Eaco. In
Omero è chiamato, oltre che Telamonio, anche Aiace il Grande o Maggiore o
semplicemente Aiace, mentre il suo omonimo, figlio di Oileo (v. sopra, n.
1), è sempre distinto dal Telamonio per mezzo di qualche epiteto.
Uno dei massimi eroi greci dell'epos, prese parte alla spedizione di Troia
con dodici navi ed è presentato da Omero come secondo solo ad Achille per
forza e per coraggio. Lo caratterizzano l'altissima statura (Iliade
3.226-229) e una certa rozzezza. Nella contesa per le armi di ACHILLE egli
fu sconfitto da Ulisse, e questa, secondo Omero, fu la causa della sua
morte. Tradizioni posteriori (Piccola Iliade; Pindaro) narrano invece che
la sua sconfitta ad opera di Ulisse lo gettò in uno stato di assoluta e
terribile follia: egli uscì con foga dalla sua tenda e si scaraventò
all'assalto delle greggi dell'esercito greco, credendo che gli animali
fossero altrettanti nemici; finché si uccise con le sue stesse armi. Dal
suo sangue sbocciò un fiore color porpora, sui cui petali erano scritte le
lettere greche Ai, che erano al tempo stesso le iniziali del suo nome e
l'espressione di un gemito di dolore.
Altre leggende raccontavano che la sua morte fosse avvenuta a causa di una
freccia scagliata da Paride; o anche, come narra Sofocle nell'Aiace, che
egli fosse stato sepolto dai Troiani nell'argilla, poiché era
invulnerabile. La sua invulnerabilità era fatta risalire ad Eracle che,
recatosi a visitare Telamone, pregò Zeus di dare ad Aiace, figlio dello
stesso Telamone, la forza della pelle di leone che è il caratteristico
attributo di Eracle. Aiace, ancora bambino, venne avvolto nella pelle, che
lasciò scoperto solo un punto del suo corpo, per il resto inviolabile.
Zeus manifestò il suo favore anche con l'invio di un'aquila, dalla quale
(in greco aietos;) deriverebbe il nome Aiace (queste versioni del mito
sono ricordate in Pindaro, che le desume dalle Grandi Eoie, e da
Licofrone).
In Omero non è menzionata TECMESSA, che fu fatta prigioniera dai Greci
durante un'incursione nel suo regno, nei pressi di Troia, e data come
compagna ad Aiace, dal quale ebbe un figlio, Eurisace.
Epiteti
Baluardo degli Achei.
Diffusione del culto
Era venerato in Attica, nella Troade, a Salamina, a Bisanzio, forse a
Megara.
Presenze letterarie antiche
Omero, Iliade e Odissea (in particolare il c. 11 dell'Odissea con
l'incontro di Ulisse e Aiace nell'Ade); Etiopide (dove Aiace porta via il
corpo di Achille); Piccola Iliade (poemi ciclici); Pindaro, Epinici;
Sofocle, Aiace; Livio Andronico, Aiace Mastigoforo; Ennio, Aiace; Accio,
Pacuvio (tutte le tragedie latine citate sono perdute). L'imperatore
Augusto cominciò una tragedia Aiace mai compiuta. Il rapporto del fiore
del giacinto con la morte dell'eroe è spiegato in Ovidio (Metamorfosi
13.394 ss.).
– moderne e contemporanee
Hemando de Aciia, Contesa di Aiace Telamonio e di Ulisse; Juan de la
Cueva, Aiace Telamonio; W. Shakespeare, Troilo e Cressida; Poinsinet de
Sivry, Aiace; U. Foscolo, Aiace; A. Gide, Aiace.
Iconografia
Molte delle opere più celebri raffiguranti Aiace sono perdute: un dipinto
di Polignoto a Delfi, un quadro di Timomaco di Bisanzio nel tempio di
Venere Genitrice a Roma e una gara fra pittori sul tema della contesa di
Aiace e Ulisse, indetta al tempi di Alcibiade, sono solo ricordati dalle
fonti (Pausania e Plinio). È testimoniata invece direttamente la frequenza
del soggetto nella pittura vascolare; tra gli esempi più noti la c.d.
tazza di Codro da Vulci (ora a Bologna, Museo Civico), l'anfora di Exekias
con Achille e Aiace che giocano ai dadi, ancora da Vulci (Vaticano), il
vaso Frangois (Firenze, Museo Archeologico) con Aiace che sorregge il
corpo di Achille, ecc. Aiace è stato identificato nel Torso del Belvedere.
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