| GLI EROI DELLA GUERRA DI TROIA |
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CalcanteFiglio di Testore, era il più saggio tra gli indovini greci e seguì le armate greche a Troia, dove veniva costantemente interpellato per interpretare il volere degli dei e per prendere le principali decisioni. L'oracolo aveva predetto che egli sarebbe morto quando avesse incontrato un indovino superiore a lui; ciò avvenne a Claro, nei pressi di Colofone, dove egli incontrò Morso, capace di predire cose che Calcante non era in grado di vedere. Calcante allora morì per il dolore. Una diversa versione raccontava che la morte sopravvenne per una causa opposta: quando gli fu predetto che non sarebbe mai riuscito a bere il vino di una vite da lui piantata, e che egli già aveva nella coppa che stava portando alle labbra, Calcante scoppiò a ridere e morì soffocato. Dopo la morte ebbe un oracolo nell'antica Daunia, di fronte al Gargano, nelle isole Tremiti, su un punto elevato, dove il cristianesimo avrebbe instaurato successivamente il culto dell'arcangelo Michele. Epiteti. «Investigatore»; «dai profondi pensieri». Presenze letterarie antiche. Calcante è ricordato tra l'altro da Omero nell'Iliade; da Virgilio nell'Eneide; da Strabone (14.1.27) e da Quinto Smirneo (12.3 ss.). La sua contesa con Mopso era presentata nella Melampodia, un poema del corpus esiodeo poi ripreso da Sofocle. - medievali. Dante, Inferno 20 (Calcante compare tra gli indovini). Iconografia. Una famosa riproduzione di Calcante si trova su uno specchio etrusco da Vulci. |