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Patroclo
Figlio di Menezio e di Stenele, nipote di Attore e di Egina (donde il patronimico di Meneziade e quello di
Attoride), è uno dei maggiori eroi greci dell'epos, ricordato come amico
di Achille. Egli aveva commesso involontariamente un omicidio durante la giovinezza ed era stato mandato
dal padre a Ftia, presso
il re Peleo, dove fece amicicia con Achille.
Durante la guerra di Troia
lo troviamo al fianco del maggiore eroe, del quale condivide le sorti:
quando Achille si ritira dal combattimento, anche Patroclo segue il suo
esempio. Ma quando, successivamente, la situazione militare si fece critica per i
Greci, Patroclo ottenne il permesso di comandare le truppe dei Mirmidoni,
solitamente guidate da Achille. Achille, inoltre, lo rivestì della propria armatura; quasi recitando il ruolo
che
era proprio di Achille, egli riuscì a scacciare i Troiani
dall'accampamento greco e a respingerli fin sotto le mura di Troia; ma qui
venne ucciso da Ettore.
Il desiderio di vendicare la morte di Patroclo indusse Achille a riprendere le armi.
I grandiosi giochi funebri in suo onore occupano la parte finale
dell'Iliade e sono descritti nel libro 23. Dopo la morte di Achille le
ceneri di Patroclo tono unite a quelle dell'amico inseparabile. Secondo
una tradizione Patroclo continuò a vivere nella mitica Isola Bianca, alla
foce del Danubio, con lo stesso Achille,
con Elena e altri eroi, tra i quali Aiace Telamonio e Antiloco.
Presenze letterarie antiche
Tra le innumerevoli menzioni dell'eroe
nella letteratura classica si possono ricordare almeno quelle
dell'Iliade, le tragedie perdute intitolate ad Alessandro da Sofocle ed
Euripide, l'Ifigenia in Aulide, l'Elena e le Troiane di Euripide, una
tragedia perduta di Ennio, le Metamorfosi e le Eroidi di Ovidio,
l'Eneide
virgiliana.
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