GLI EROI DELLA GUERRA DI TROIA

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AIACE  ANDROMACA
ENEA  ECUBA 
ELENA  ACHILLE
ETTORE  MENELAO
TROILO  PARIDE
PATROCLO  PRIAMO

 




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Priamo


Nome del celebre re di Troia vissuto all'epoca dell'assedio della città; figlio di Laomedonte (Apollodoro 3.12.3), si chiamava in realtà Podarce, il 'piè veloce', ma assunse il nome di Priamo (da notarmi, 'riscattare', a meno che non significhi 're') dopo che sua sorella Esione lo ebbe riscattato, quando egli era caduto nelle mani di Eracle. Secondo la tradizione, Laomedonte aveva avuto al proprio servizio nella città di Troia due dei che avevano offeso Zeus ed erano perciò stati condannati a lavorare per un mortale: Apollo, che accudì al pascolo sul monte Ida le greggi di Laomedonte, e Poseidone, che costruì le mura di Troia. Ma poiché a lavoro compiuto Laomedonte si rifiutò di pagare loro la mercede pattuita, Poseidone, irato, mandò un mostro dal mare, al quale la figlia di Laomedonte, Esione, sorella di Priamo, doveva essere sacrificata. Il re di Troia promise allora i propri cavalli a chi gli avesse salvato la figlia: Eracle intervenne prontamente, ma poiché Laomedonte, ancora una volta, non mantenne la propria promessa, l'eroe uccise il re e tutti i suoi figli, ad eccezione del più giovane, Priamo, che fu salvato da Esione, la quale donò in cambio ad Eracle, per riscattarlo, il proprio velo intessuto d'oro.

Divenuto re di Troia, Priamo fondò una potente e ricchissima casata, ed ebbe cinquanta figli, natigli dalle sue concubine oltre che dalle mogli, senza contare le figlie. Le caratteristiche del suo harem potrebbero indurre a ritenere che nella sua figura sia adombrato qualche ricco principe orientale realmente vissuto, o per lo meno siano incarnate le caratteristiche tipiche dei grandi sovrani del Vicino Oriente antico. Sua prima moglie fu Arisba; ad essa seguì Ecuba, madre di alcuni dei più grandi eroi troiani. Tra i figli di Priamo erano Ettore e Paride, Eleno e Deifobo. Tra le figlie più celebri si ricordavano Cassandra e Polissena.

Nel primo periodo del suo regno Priamo si schierò dalla parte dei Frigi nella loro guerra contro le Amazzoni; ciò non impedì che successivamente, durante la guerra di Troia, le Amazzoni stesse combattessero contro i Greci a fianco dei Troiani. L'inizio della guerra troiana avvenne quando Priamo era già avanti negli anni; egli non è quasi mai presente sul campo di battaglia, ma appare per lo più entro le mura della città e del palazzo. Una sola volta nell'Iliade è presentato sul campo: quando concorda, con i Greci, le regole del duello tra Paride e Menelao. Dopo la morte di Ettore, poi, Priamo esce ancora una volta dalle mura di Troia, per recarsi alla tenda di Achille e chiedergli la restituzione del corpo del figlio per rendergli gli onori funebri; la sua richiesta è esaudita.

Alla presa di Troia, Priamo fu ucciso da Pirro, figlio di Achille, accanto all'altare di Zeus, dopo aver assistito alla morte dei propri figli e dei massimi eroi della sua città.

Presenze letterarie antiche.

Priamo è ritratto con grande sensibilità ed efficacia nell'Iliade, dove rappresenta una delle figure più grandi e indimenticabili del poema; ritorna nell'Odissea; le vicende relative alla sua morte erano ricordate in particolare in alcuni dei poemi del Ciclo (Etiopide, Piccola Biade, Distruzione di Ilio). È rievocato nell'Ecuba di Euripide. Nel mondo latino la sua figura, già presente nell'anonimo Carmen Priami, è ripresa con particolare efficacia nell'Eneide virgiliana (libro 2) e nelle Troiane di Seneca.

- moderne e contemporanee.

Nelle diverse rievocazioni della storia di Troia dell'età postclassica Priamo non ha in genere un ruolo rilevante. Un'interpretazione originale della sua figura si ha nel Troilo e Cressida di W. Shakespeare; in tempi recenti egli ricompare ne La guerra di Troia non si farà di J. Giraudoux.





     Priamo ed Achille