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Fenici

La storia del popolo fenicio ha inizio nel 1200 a.C. circa, epoca in cui i Popoli del Mare invasero le coste del Mediterraneo orientale. In questo periodo tutta l'area è interessata da una profonda crisi: si assiste alla caduta e alla repentina scomparsa dell'impero ittita e al drastico ridimensionamento di quello egiziano, mentre l'Assiria viene relegata nell'ambito dei suoi confini originari; questa instabilità politica favorisce il crearsi e il consolidarsi di autonomie locali, come gli stati ebraici e aramaici ed i primi insediamenti urbani fenici. Le città protagoniste di questa nuova fase storica sono Arado, Sidone, Biblo, Tiro ed Acco. Ad una precoce egemonia eli Sidone seguì, dal X secolo a.C., un periodo di predominio da parte di Tiro che, attorno al 950 a.C., intraprese alleanze con i popoli vicini e viaggi di esplorazione e di commercio di lungo percorso.

L'antica Fenicia corrispondeva alla maggior parte della costa dell'attuale Libano, una regione compressa tra i monti e il mare. Bloccati all'interno dall'emergere di altri popoli (Ebrei ed Aramei) , costretti in un territorio angusto e scarso di risorse naturali. tutto affacciato al mare e prossimo ai più grandi imperi dell'antichità, i Fenici si protenderanno verso il Mediterraneo, facendo del commercio via mare una delle più importanti fonti di guadagno.

Non definirono mai se stessi con il nome Phòinikes che risale certamente ad Omero: erano gli stranieri a chiamarli Fenici. L'origine semantica del nome è da rintracciarsi nella parola greca phòinix che significa «rosso porpora» e fa riferimento al colore delle stoffe pregiate che essi producevano. I Fenici invece denominarono se stessi con il nome generico di Cananei, da Canaan, antico nome della regione Siro-palestinese, e più frequentemente con i nomi delle singole città di provenienza; le fonti locali parlano infatti di Tirii e Sidonii.

Le fonti indirette offrono copiose informazioni su questo popolo; tra queste fonti riveste primaria importanza l'Antico Testamento, i cui libri storici forniscono notizie dettagliate sulle relazioni tra il popolo israelita e quello fenicio. Le fonti bibliche offrono numerose informazioni soprattutto in riferimento al periodo del regno di Salomone (961­922 a.C.), il quale mantenne buoni rapporti con i Fenici di Tiro e con il loro re Hiram. Ad Hiram Salomone chiese di fornire artigiani per la costruzione del tempio e del palazzo e questi ultimi furono compensati lautamente a riprova della loro abilità. Il rapporto tra i due sovrani denuncia la loro reciproca indipendenza, l'autonomia dei chic regni e la complementarità delle loro economie. Di notevole rilievo risulta anche la citazione che fa riferimento ad una spedizione marittima nel paese di Ofir intrapresa in comune dai due re: secondo le fonti bibliche Salomone costruì le navi ma Hiram fornì i marinai, «navigatori esperti del mare». Se ne può facilmente dedurre che fin dal X secolo la perizia marinara dei Fenici si era affermata sui paesi vicini.

I tentativi espansionistici degli Assiri segnarono la fine dell'indipendenza delle città fenicie, che nell'873 si sottomisero al re assiro impegnandosi a pagargli i tributi. La dominazione babilonese (612) prima e persiana poi non modificò di molto questa situazione.

La conquista di Tiro da parte di Alessandro Magno nel 333 pone tradizionalmente fine alla civiltà fenicia.

Nel 69 a.C. la Fenicia, insieme con la Siria, passò sotto il dominio romano.
 

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