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I Filistei


Rembrandt, Sansone accecato dai Filistei, 1636

I Filistei sono un popolo di origine egeo-anatolica che faceva parte di quei Popoli del Mare che si riversarono intorno al 1200 a.C. sulla costa siro-palestinese giungendo fino all'Egitto, dove furono però respinti dal faraone Ramesse III (ca. 1175 a.C.). Essi sì istallarono comunque sulla costa palestinese da Gaza all'imboccatura dello Yarqon e diedero il loro nome alla regione stessa (dalla zona costiera la denominazione venne estesa poi dai Greci a tutta la Palestina). I loro maggiori centri costituirono la celebre «Pentapoli», composta da Gaia, Àscalona, Ashdod, Gat e Eqron. Pur strutturandosi secondo il modello cittadino fenicio, i Filistei rimasero ben individuati rispetto al milieu circostante, continuando a identificarsi come popolo allofono e straniero. Bene organizzati dal punto di vista militare, abili lavoratori del ferro, i Filistei ebbero vari scontri con Israele, riuscendone vincitori molto più di quanto non riportino le tradizioni bibliche (Shaingar, Sansone, ecc.), Dopo un periodo di influenza egiziana. la Filistea subì in parte il dominio aramaico, finendo poi nell'orbita assira come stato cuscinetto tra Assiria Egitto, Dopo un breve periodo di nuova dipendenza dall'Egitto. la regione fu conquistata da Nabucodonosor II, che distrusse Ascalona nel 604 a.C. La sua storia coincide poi con quella della Palestina, inglobata dapprima nell'impero neobabilonese, poi in quello persiano.

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Il quadro politico siro-palestinese nei secoli IX-VIIIa.C.



 

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