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La
battaglia di Kadesh o, più correttamente, Qadeš o Qadesh, Kinza in
lingua ittita, combattuta sulle
rive del fiume Oronte, nell'attuale Siria, nel
1274 a.C., contrappose
le due più grandi potenze del medio Oriente in quel periodo: l'Egitto
ramesside e le forze ittite di Muwatalli II; questa battaglia costituì
l'atto finale di una lunga serie
di guerre tra i due regni
e fu probabilmente quella dove vennero impiegati il maggior numero di
carri
da combattimento trainati da cavalli (circa 5000).
Costituì anche il primo conflitto della storia
antica da essere così
ben documentato che fu poi possibile ricostruirlo
in ogni sua fase, includendo la strategia militare e le armi
impiegate nei combattimenti. Inoltre a tale avvenimento segui il primo
trattato internazionale di cui
si conoscano
chiaramente
le
clausole.
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Gli
Ittiti e la loro «scoperta»
Fino agli inizi del Novecento, degli Ittiti (o Hittiti) non vi era
traccia nei libri di storia. Il rinvenimento dei primi reperti
archeologici, che permise di portare alla luce questa antica civiltà,
risale al 1888 ad opera dell'architetto inglese A.H. Sayce. La scoperta
fu quasi casuale e si deve all'impegno di alcuni studiosi europei che, in
base alle vaghe indicazioni di contadini e pastori turchi, iniziarono
degli scavi in zone disabitate dell'Anatolia settentrionale, dove
rinvennero cippi, parti di antiche stele, sculture di pietra raffiguranti
guerrieri o animali. Liberati dalla folta vegetazione, vennero alla luce
anche bassorilievi scolpiti, iscrizioni, geroglifici e gli strani segni
di una lingua sconosciuta. Per lunghi secoli le testimonianze
inequivocabili di una civiltà scomparsa erano rimaste sepolte senza
lasciare traccia. Fino ad oggi i luoghi in cui sono stati rinvenuti
monumenti, iscrizioni e rovine della civiltà ittita sono circa settanta e
si trovano quasi tutti nell'attuale Turchia, ad est di Ankara.
Nelle fonti storiche non ci sono tracce rilevanti di questo popolo.
Nell'Antico Testamento sono chiamati Chittim o Hittim e vengono citati in
diversi episodi: in uno di questi Abramo acquista dagli Ittiti alcuni
territori ad Hebron per seppellire sua moglie Sara; ittita era lo sposo
di Betsabea che fu fatto uccidere dal re Davide, invaghitosi della donna;
sono ittiti alcuni degli operai che contribuiscono alla costruzione del
Tempio di Salomone.
Questa civiltà nasce e si sviluppa nella penisola anatolica. Non si sa
esattamente da quale regione gli Ittiti si siano mossi per giungere qui:
si può presumere che provenissero da ovest e che avessero attraversato i
Balcani. Il loro arrivo in Anatolia è anche di difficile datazione:
l'unica cosa certa è che intorno al XIX secolo a.C. si insediarono nella
parte nord-orientale della penisola e cominciarono ad espandersi in
questa zona montuosa creando, dopo il cosiddetto periodo "dei piccoli
stati», un vasto impero che ebbe la sua capitale in Hattusa ed il primo
re storicamente registrato in Anittas di Kussara (1800 a.C.). Gli Ittiti
conquistarono quindi le più opulente regioni meridionali: estesero il
loro dominio su tutta la zona montuosa al confine con i rilievi da cui
sgorgano il Tigri e l'Eufrate: assoggettarono la regione che corrisponde
all'attuale Libano e alla Siria: si impadronirono della parte meridionale
dell'Anatolia; giunsero ad occupare la città di Babilonia (intorno al
1600 a.C.), per muovere poi verso l'Egitto; con tutta probabilità anche
Cipro fu da loro sottomessa o resa tributaria.
La
fase della decadenza e della definitiva scomparsa della potenza ittita si
colloca tra il 1100 e il 700 a.C. La catastrofe sopravvenne sotto il
regno di Suppiluliuma II, ultimo re ittita: i cosiddetti Popoli del Mare
invasero l'Anatolia meridionale e distrussero la capitale Hattusa.
La
caduta della monarchia determinò la frantumazione del vasto impero che si
scisse in piccoli stati; questi ultimi sopravvissero per alcuni secoli,
sottomettendosi come tributari ai re assiri, fino al 717 a.C., anno in
cui le città-stato furono annesse definitivamente all'impero assiro dal
re Sargon II.
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Tema |
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La battaglia di Kadesh |
Non si sa con certezza
chi vinse realmente,
anche perché sono stati trovati documenti ittiti
che attestavano la loro vittoria, e documenti egizi che invece
raccontavano come gli Ittiti avessero perso: gli storici moderni
comunque sono propensi ad affermare che a vincere furono gli ittiti,
considerando anche che
la città di Kadesh e i territori circostanti rimasero sotto la loro
dominazione.
Il testo egizio in cui si parla della vittoria del faraone Ramses II
(1279 – 1213 a C.) -
invece - conosciuto con
il nome di Poema di Qadesh, più che un effettivo resoconto della
battaglia, appare come un'opera altamente propagandistica delle gesta
del loro sovrano, tanto che ebbe una enorme risonanza in tutto il
Regno da essere scolpita in molti
importanti templi dell'epoca.
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