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LA FORMAZIONE DELLO STATO



Nell'oriente mediterraneo, fin dal IV-III millennio avanti Cristo, l'antica società familiare-patriarcale si venne trasformando e organizzando in ordinamenti molto più vasti, di carattere statale. L'unità dei nuovi stati era originata dalla situazione geografica delle regioni che essi dominavano (la valle del Nilo per l'Egitto, la pianura fra il Tigri e l'Eufrate per la Mesopotamia) ed a questa situazione geografica rimasero legati per tutto il loro sviluppo storico-sociale. Si pensi ad esempio alle differenze fra le alte valli dei fiumi e le regioni vicino al mare, differenze che produssero guerre interne, vari spostamenti delle capitali, ed una sostanziale dualità politico-culturale fra Assiria e Babilonia, alto e basso Egitto.
La potenza di queste formazioni statali è mantenuta attraverso un legame profondo con le divinità. In stretto rapporto con gli dei, quando non forniti essi stessi di attributi divini, sono i re e i faraoni, che unendo il comando militare ed il potere civile rappresentano l'unità statale. Le stesse dottrine religiose concepiscono il mondo intero ordinato a stato divino, e lo stato civile che ne è l'espressione sul piano umano ha dunque la funzione di stabilire uno stretto rapporto fra gli uomini e gli dei.
Questo carattere « divino » degli stati più antichi ci dà ragione del loro conservatorismo. Alla esaltazione del passato mitico del dominio degli dei e dei primi re si accompagna l'idealizzazione dell'obbedienza come virtù principale dei cittadini. Lo stato, come gli dei, non può che agire rettamente, ed il criterio di distinzione tra il bene e il male è appunto la conformità o meno di una azione al volere dell'autorità statale. Si comprende senza difficoltà come questo stato di cose favorisse l'interesse delle classi dominanti, chiuse e conservatrici, che tendevano a mantenerlo immutato.
Da tempi molto antichi, negli stati del Mediterraneo orientale le classi dei sacerdoti e dei guerrieri dominavano sui contadini, sugli artigiani, sui commercianti, sugli operai e sugli schiavi. Ben presto però lo sviluppo dello stato, l'aumento dei suoi beni e la lontananza del re-dio dai sudditi e dai compiti immediati della vita sociale, portò alla formazione della burocrazia. L'economia dei beni del re si confondeva con quella dei beni dello stato, e l'amministrazione del Palazzo (in Egitto, in Mesopotamia, a Creta) diventava sempre più simile al governo effettivo di tutto il paese, mentre nella vastità e nella potenza della burocrazia si disperdevano le responsabilità individuali. La nuova classe burocratica borghese gli scribi il cui patrimonio era saper leggere, scrivere e calcolare si impadronì di grandi ricchezze attraverso lo sfruttamento dei beni dello stato (miniere) e la costruzione di opere pubbliche (strade, dighe, canali), e pretese che venisse riconosciuto il proprio aumentato potere nella struttura sociale.
Nelle grandi lotte di classe che seguirono a questo fenomeno le classi ascendenti furono portate a mettere in discussione l'intera tradizione, frutto evidente dell'abuso politico delle classi dominanti, ed ottennero la formulazione delle prime leggi scritte. Al XVII secolo a.C. risale una legislazione positiva già molto progredita, il Codice di Hammurabi, dove in una serie di quasi trecento articoli sono esaminate e regolate tutte le strutture fondamentali dello stato (la famiglia, la proprietà, la vita agricola, persino i salari degli operai), e si stabiliscono pene e premi a seconda della classe cui appartengono i cittadini (liberi, subalterni e schiavi). L'importanza di una accurata e particolareggiata legislazione scritta, base fondamentale della società, fu riconosciuta soprattutto dagli stati più progrediti anche culturalmente, come l'ebraico, e portò in certi casi, come nella legislazione ittita, al riconoscimento di alcuni diritti anche per gli schiavi.
Se, come abbiamo poco sopra accennato, il canone originario della distinzione tra il bene e il male risiedeva nella conformità o meno al volere dell'autorità statale, è chiaro che le trasformazioni subite da questa autorità e le successive varie codificazioni del suo volere costituirono uno stimolo decisivo alla riflessione sull'autentico significato e valore da attribuirsi a tale distinzione, cioè diedero l'avvio alle prime approfondite indagini di etica.
 

Tema

Cultura e civiltà dell'oriente mediterraneo

 

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