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Medea - la madre
assassina. Madre-matrigna.
Che però è matrigna alla sua stessa prole.
Medea rappresenta una figura titanica e universale, un esempio
tenebroso della perversione a cui può condurre la sconfitta della
ragione. Ferita dall'abbandono del marito, consuma la sua vendetta
diventando l'assassina dei figli, incarnando la devastazione della
passione che stravolge persino l'istinto materno.
Medea è straniera. Estranea alla compagne sociale, non condivide gli
stessi valori del civilissimo mondo greco che si fonda sull'ordine e
la razionalità del pensiero.
Medea non accetta il potere costituito, è un pericolo per la
sopravvivenza della monarchia di Corinto. E' già stata omicida dei
suoi parenti, in patria, trasmette un'eredità di sangue.
Cosi Euripide, Seneca, anche la moderna versione data da Christa
Wolff, cercano di narrare l'archetipo orribile, di spiegarlo come
estraneo e aberrante; oppure di assolverlo, sotto il manto di un
complotto politico. >>
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