Commedia:
Rappresentazione teatrale, caratterizzata dal lieto fine, personaggi comuni e
socialmente modesti o, se di alto rango, derisi e analizzati nella loro
quotidianità. Per tali elementi, la commedia si differenzia dalla tragedia. La
sua origine va ricercata nell'antica Grecia, alle feste celebrate in onore di
Dioniso (486 a. C.). Le sue caratteristiche fondamentali, rappresentate da
Aristofane, sono la satira di personaggi e di avvenimenti sociali, politici,
letterari e filosofici. Molto importante è il coro, formato da voce guida
solista e gruppo di voci (canti fallici). La prima forma di commedia è la
farsa,
scambio di battute improvvisate, che si sviluppò in Grecia e dalla quale, alla
fine del 500 a. C., derivò la commedia attica antica, ritenuta di second'ordine.
La sua struttura le venne data prendendo modelli dalla tragedia e dal dramma
satiresco. In essa coesistono motivi narrativi e agoni dialogici farseschi; il
coro si rivolge direttamente al pubblico. L'esempio più importante è costituito
dalle undici commedie di Aristofane, i cui elementi più importanti sono
l'improvvisazione, l'invenzione di un personaggio opposto alla comunità,
comicità totale, trame fantastiche. A partire dalle commedie di
Menandro, si
scopre una nuova comicità, che sarà la base per il teatro d'élite latino ed
europeo. La satira diventa parodia, i personaggi sono fissi così come la trama,
si pone attenzione all'assetto psicologico, sparisce il coro e la vicenda si
struttura in atti. Le rappresentazioni non avvengono più nell'agorà ma in casa.
Si tratta di un'evoluzione radicale, accompagnata agli stravolgimenti storici
verificatisi con la crisi della polis greca e la fine della sua libertà politica
(IV sec. a. C.). Il teatro diventa luogo di divertimento e di riflessione
dell'individuo su se stesso.
La commedia latina è di derivazione greca, anche se a Roma era già presente con
qualche spettacolo comico (l'atellana); si divideva in palliata (argomenti greci)
e togata (situazioni italiche). Gli esponenti principali dell'uno e dell'altro
tipo di commedia furono Afranio,
Plauto e
Terenzio. Mentre Plauto concepiva il
teatro ancora come genere popolare, Terenzio lo considerava attività di
riflessione e di diffusione di messaggi di comprensione per gli uomini. Con il
passare degli anni l'elemento comico si ridusse sempre di più a elemento
popolaresco e improvvisazione, fino a essere osteggiato dalla
chiesa.
Sopravvisse solo nelle piazze e nelle strade, ove si possono rintracciare le
origini della commedia dell'arte.
Come forma teatrale, sorta in Italia nella seconda metà del Cinquecento,
diffusasi poi in tutta Europa fino al Settecento, fu caratterizzata da attori
professionisti che improvvisavano su un canovaccio concordato (scenario). Per la
mancanza del testo scritto, l'attenzione del pubblico era catturata dalla
tecnica di recitazione e dalla capacità degli attori; l'azione comica divenne
fondamentale, mentre i personaggi venivano caratterizzati da maschere (il servo
Arlecchino; il dottor Balanzone e il vecchio Pantalone). Ciascuna commedia
assunse caratteristiche nazionali, con esiti diversi, arricchendosi di elementi
avventurosi e fiabeschi (Shakespeare) e realistico sociali (Molière). In Italia
massimo esponente fu Goldoni. Nel Settecento nacque il teatro comico realistico
(commedia di costume), che determinò lentamente la scomparsa della differenza
tra teatro comico e tragico. Le pièces dei romantici e dei veristi non hanno più
nulla di comico; il teatro diventa, con il verismo, rappresentazione della vita
quotidiana, spesso spietata (L. Pirandello, S. Beckett, G. B. Shaw,
A. P. Cechov).