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La Dichiarazione
sul diritto marittimo fu redatta a Parigi nel 1856 in occasione del
Congresso di pace che aveva posto fine alla guerra di Crimea.
La sua importanta non sta tanto nel contenuto, quanto nel fatto che per la
prima volta si regolamentavano, in sede internazionale, alcune norme di
diritto consuetudinario nella conduzione delle guerre e che ne
sottoscrivevano il riconoscimento 48 stati tra i quali alcuni non europei,
ossia appartenenti ad altre culture giuridiche non occidentali.
Dichiarazione sul diritto marittimo, firmata a Parigi il 16 aprile 1856
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CONSIDERANDO:
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Che il diritto marittimo, in tempo di guerra, è stato, per lungo tempo,
oggetto di spiacevoli contestazioni;
Che l'incertezza del diritto e dei doveri, in tale materia, dà luogo, fra i
neutrali e i belligeranti, a divergenze di opinioni che possono far sorgere
serie difficoltà ed anche conflitti;
Che è, di conseguenza, utile stabilire una dottrina uniforme su un tema così
importante;
Che i Plenipotenziari partecipanti al Congresso di Parigi possono rispondere
nel miglior modo alle intenzioni di cui sono animati i loro Governi solo
cercando di introdurre nei rapporti internazionali principi fissi in
proposito;
DEBITAMENTE AUTORIZZATI, i suddetti Plenipotenziari hanno convenuto di
consultarsi sui mezzi per conseguire tale scopo, e, essendosi trovati
d'accordo, hanno adottato la seguente solenne Dichiarazione:
La corsa è e rimase abolita;
La bandiera neutrale copre la merce nemica, ad eccezione del contrabbando di
guerra;
La merce neutrale, ad eccezione del contrabbando di guerra, non è passibile
di sequestro sotto bandiera nemica;
I blocchi, per essere obbligatori, debbono essere effettivi, ossia mantenuti
mediante una forza sufficiente per interdire realmente lo accesso al
litorale nemico.
I Governi dei Plenipotenziari sottoscritti si impegnano a portare detta
dichiarazione a conoscenza degli Stati che non sono stati chiamati a
partecipare al Congresso di Parigi, e a invitarli ad aderirvi.
CONVINTI che i principi ora proclamati non possono essere accolti che con
gratitudine dal mondo intero, i Plenipotenziari sottoscritti non dubitano
che gli sforzi dei loro Governi per generalizzarne l'adozione saranno
coronati da un pieno successo.
La presente Dichiarazione non è e non sarà obbligatoria se non fra le
Potenze che vi hanno o che vi avranno aderito.
FATTO A PARIGI, il sedici aprile milleottocentocinquantasei.
FIRME:
Austria, Francia, Gran Bretagna, Prussia, Russia, Sardegna, Turchia.
RATIFICHE:
non soggetta a ratifica.
ADESIONI:
Amburgo, Anhalt-Dessau-Coethen, Argentina, Baden, Baviera, Belgio,
Brasile, Brema, Brunswich, Bulgaria, Cile, Confederazione Germanica,
Danimarca, Due Sicilie, Equador, El Salvador, Francoforte, Giappone, Grecia,
Guatemala, Hannover, Haiti, Hesse-Cassel, HesseDarmstadt, Lubecca,
Mecklemburg-Schwerin, Mecklemburg-Strelitz, Messico, Modena, Nassau, Olanda,
Oldenbumrg, Parma, Perù, Portogallo, Sassonia, Saxe-Altemburg,
Saxe-Coburg-Gotha, Saxe-Meiningen, Saxe-Weimar, Spagna, Stato Pontificio,
Svezia e Norvegia, Svizzera, Toscana, Uruguay, Wurttemberg.