Francesco Bacone
Narciso o l'amore di sè
Si tramanda che Narciso aveva una
straordinaria bellezza e grazia, ma nascondeva una superbia grandissima e
una noia insopprimibile. [...]Questa favola sembra rappresentare le
disposizioni e la fortuna di coloro che, per la loro bellezza, o per
qualunque altra dote di cui la natura li abbia adornati e insigniti per la
sua liberalità e senza alcuna cooperazione loro, amano se stessi con
effusione, e quasi si innamorano della loro stessa persona. Con questo
particolare stato d'animo va spesso congiunta una scarsa propensione per la
vita pubblica, e per l'attività politica, giacché in questo genere di vita
necessariamente s'incontrano molte noncuranze e offese, che possono turbare
e abbattere l'animo di costoro.[...] Molto opportunamente si prende il
primaverile narciso a rappresentare uomini di questa specie, che al primo
sbocciare della loro giovinezza godono l'ammirazione di tutti, ma con
l'andare del tempo deludono e rendono vane tutte le speranze che avevano
fatto sorgere. Eguale significato ha anche il fatto che quel fiore è sacro
agli déi inferi, giacché uomini di tale indole riescono sempre inetti a
qualunque cosa; e tutto ciò che non dà frutto, ma passa come la nave nel
mare senza lasciar traccia, veniva dagli antichi consacrato alle ombre e
agli dei inferi.
(F. Bacone, Della sapienza degli antichi)
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Tempo libero
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Orfeo, figlio di Apollo,sposa Euridice, che però muore
morsa da un serpente.Con il suo canto magnifico. Orfeo convince gli dei a
farlo scendere nell'oltretomba per riprendere l'amata.. Ma a un patto, egli
non si deve voltare a guardarla prima di essere tornato sulla terra.Orfeo
non resiste alla tentazione, si volta: perde Euridice per sempre, viene
decapitato. |
| Nell'Eneide di Virgilio,Enea e Didone, regina di Cartagine,
s'innamorano. Ma gli dei ricordano all'eroe la sua missione, fondare
l'Italia. Enea parte, abbandonando l'amata. Per il dolore Didone si dà
fuoco. |
In Fosca, di Igino Ugo Tarchetti, la protagonista non
è bella e ha un pessimo carattere. Riesce comunque a far innamorare Giorgio,
ma ben presto questi si accorge che è impossibile vivere con una donna
simile,e l'abbandona. Fosca allora si lascia morire.
Goethe racconta ne I dolori del giovane Werther la storia
di questo personaggio dalla ardente passionalità che si innamora di
Carlotta: costei però sposa Alberto. Incapace di resistere alla passione,
Werther si uccide: è il primo eroe romantico.
Nell'Adelchi di Alessandro Manzoni, Carlo Magno ripudia la
moglie Ermengarda.Lei allora si chiude in convento, dove poco dopo muore di
crepacuore.
Il piacere di Gabriele D'Annunzio, offre
un'altra sofferenza maschile. Andrea Sperelli viene lasciato dall'amata,
Elena Muti.Disperato, cerca una donna che la ricordi in tutto e per tutto. E
la ritrova, identica. Ma anche questa lo abbandona, perchè lui si ostina a
chiamarla Elena. |
Dall'XI secolo arriva la celebre corrispondenza fra
Eloisa e Abelardo. I due si amano ma lui è frate.Quando il rapporto
tra i due viene scoperto la reazione è terribile: Abelardo viene evirato.
Eloisa si chiude in convento, e non ne uscirà mai più..
Bizzarra la fine di Orlando, di Virginia Woolf:
innamorato della figlia dell'ambasciatore, il giovane viene rifiutato. Cade
allora in un sonno profondo e lunghissimo: quando si sveglia, Orlando è
donna. |
Nell'opera Madama
Butterfly, di Giacomo Puccini, ambientata in Giappone, la geisha Cio-Cio San
sposa l'ufficiale americano Pinkerton: lei lo non sa che il matrimonio è
stato una messa in scena. Lui parte e quando torna è sposato, questa volta
sul serio.
Perso l'onore,Cio- Cio-San fa harahiri.

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Poesia di Saffo
"Mi pare simile a un Dio"
Mi pare simile a un dio
l'uomo che ti siede accanto
e ti ascolta così, mentre parli
con lieve sussurro e ridi amabile:
questo mi stringe il cuore nel petto!
Basta che ti getti uno sguardo
e subito la voce mi manca
la lingua si spezza, subito
un fuoco sottile mi scivola
sotto la pelle,
lo sguardo s'offusca, rombano le oreccchie,
un freddo sudore mi cola, utta
mi scuote un tremito,
e più verde dell'erba divento
e poco manca che muoia.
Ma bisogna che tutto sopporti...

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Va per la selva bruna
solingo il trovator
domato dal rigor
della fortuna.
La faccia sua sì bella
la disfiorò il dolor;
la voce del cantor
non è più quella. |
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