Introduzione:
Peculiarità della Commedia dell'arte è quella di aver attinto alla tradizione del comico, della farsa, della burla, di buffoni e pagliacci, che è sempre esistita, e di averla canonizzata raggiungendo una forma di espressione perfetta, di estrema vivacità


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teatro

La Commedia dell'Arte

Al decadimento del teatro degli autori, intorno alla metà del cinquecento, gli attori italiani risposero con la Commedia dell'arte: se la poesia non c'era più, almeno ci sarebbe stato lo spettacolo. Si formarono compagnie comiche di attori specializzati, con una preparazione mimica, vocale, coreografica e acrobatica. Si recitava "a soggetto", cioè su un canovaccio scritto che delineava soltanto scenario e trama, mentre i dialoghi e la messa in scena erano affidati all'improvvisazione degli attori. I personaggi erano maschere, tipi stilizzati che in parte ricordavano i protagonisti della fabula atellana come Pappus e Maccus, i predecessori dei caratteri della commedia di Plauto, ma l'ipotesi di una derivazione diretta dall'antichità latina è da escludersi.
 

 
La peculiarità della Commedia dell'arte è quella di aver attinto alla tradizione del comico, della farsa, della burla, di buffoni e pagliacci, che è sempre esistita, e di averla canonizzata raggiungendo una forma di espressione perfetta, di estrema vivacità. L'attore comico interpretava, con l'uso di una maschera, sempre lo stesso personaggio, confondendosi con esso, non era più l'interprete tal dei tali, ma Arlecchino o Pantalone. I tipi erano la trasformazione di quelli della Commedia classica: i vecchi, i giovani innamorati, i servi furfanti, le servette, le cui vicende si intrecciavano tra burle, lazzi, imbrogli e amori.
Il successo della Commedia dell'arte si diffuse, dalle Corti italiane, in tutta Europa, definendo un'essenza del teatro, che improntò il lavoro di Shakespeare in Inghilterra, di Molière in Francia, allievo formatosi alla scuola di Scaramuccia, di Goldoni in Italia, che da quelle maschere trasse gli intrighi e i volti della Commedia nuova.



La musica e il controllo religioso sulla commedia
 




 


Arlecchino
Servo sciocco, balordo e sfaccendato, goloso e sboccato. Sempre preso in giro e bastonato, in conflitto con il padrone, Arlecchino passa il tempo a cercare il denaro per saziare il suo stomaco


Pulcinella
Fannullone per eccellenza, Pulcinella è pigro, ama il dolce far niente, mangia, beve, si fa bastonare, all'occorrenza è truffatore e mezzano, campa con il suo canto e con una certa malizia


Pantalone
Naso adunco, la barba lunga, le scarpe a punta, i pantaloni neri lunghi e attillati la giubba rossa, uno spadino e il lungo cappotto nero, Pantalone assomiglia a un vecchio diavolo, sempre intento a proteggere la borsa con i denari



Dario Fo: La maschera di Arlecchino