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LIBRI FAMOSI

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TEORIE E INTERPRETAZIONI

E' passato molto tempo da quando Galilei amava farsi chiamare con orgoglio filosofo, piuttosto che matematico o fisico. Oggi i rapporti tra filosofi e scienziati non sono sempre facili, anche se filosofia, scienze umane e scienze della natura hanno un medesimo fine: la conoscenza.
 
Possono le macchine pensare? E quindi agire in senso morale?
Gli esseri umani sono intelligenti. Una caratteristica che nessuno osa mettere in discussione. Eppure, se ci si chiede che cosa vuol dire 'essere intelligenti' si scopre facilmente che le risposte sono le più diverse. E in molti casi questa caratteristica, a prima vista tutta umana, non sembra più così esclusiva. Gli animali, per esempio, sono intelligenti? E le piante? E agenti biologici elementari come i virus? E perché non trovare l'intelligenza anche in un computer, un robot, una macchina?

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Identità femminile e appartenenza religiosa:

Identità di genere e appartenenza religiosa sono strettamente interconnesse. In primo luogo perchè tradizioni, concetti, simboli e pratiche religiose sono determinati dal genere, e secondariamente in quanto i ruoli di genere, i rapporti di potere e la percezione di sè di donne e uomini hanno radici nell’eredità religiosa di ogni cultura. Le credenze e il sistema di valori di ogni religione contribuiscono a dare forma a società e cultura, e influenzano la formazione individuale degli stereotipi e dell’ideologia di genere (Heller 1998). ..

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La creazione del mondo

In principio ci fu un'esplosione: non un'esplosione come quelle che si possono vedere sulla Terra, che partono da un centro determinato e che si estendono inglobando un volume crescente dell'aria circostante, ma un'esplosione che si verificò contemporaneamente ovunque, riempiendo tutto lo spazio fin dall'inizio, poiché ogni particella fuggiva da tutte le altre. Qui, "tutto lo spazio" può significare sia tutto lo spazio di un universo infinito, sia tutto lo spazio di un universo finito, incurvato su se stesso come la superficie di una sfera. […]

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Metafore


Sono lecite le metafore nel linguaggio scientifico? Una sintetica, eccellente definizione di linguaggio scientifico ci e fornita da Tullio De Mauro: «Come si vede, un linguaggio scientifico non e fatto solo di parole, simboli, termini specifici: e fatto bensi di cio, ma in quanto questi elementi riescano a connettersi in sequenze che vanno lette come istruzioni, ordini chiari, e chiari perche costruiti con parole di accezione ben predeterminata o regolarmente riducibili a parole predeterminate. Ordini chiari per un fare ordinato, cioe replicabile e sempre produttivo di certi risultati, sensibilmente costanti alla misurazione e al permanere di certe condizioni» (De Mauro 1988, pp. 18-19).

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Cos’è il razzismo?

Il razzismo è la convinzione che gli uomini siano diversi tra loro a seconda della razza cui appartengono, che vi siano razze superiori alle altre, che le razze inferiori debbano essere discriminate e dominate da quelle superiori. Il razzismo è antico come l’uomo e nel corso della storia la maggior parte dei gruppi etnici ha cercato di imporsi sugli altri. Spesso una presupposta superiorità della propria razza è stata utilizzata come alibi o pretesto per il perseguimento di interessi economici e politici.

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Mente:

Il complesso delle facolta psichiche, cioè delle facolta intellettive, affettive, volitive, istintive, nella integrazione dinamica che si attua nell'uomo. E' parola di sign. ampio, che comprende in se concetti piu determinati, come intelletto, intelligenza, pensiero, sentimento, ragione, volonta, memoria, ecc.

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Sublime

Nella cultura antica il concetto di sublime si ritrova per la prima volta documentato - esisteva forse da prima - nel cosiddetto Pseudo-Longino, in un’opera appunto intitolata Del sublime. Il termine è interessante.

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Buone ragioni per credere nei fantasmi

Per limitarsi a Schopenhauer, in effetti, il tempo, lo spazio, le categorie sono tutte apparenze, il velo di Maya, che maschera qualcosa di più profondo, oscuro e vero. Ma per Kant, no.

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Il Viaggio dell'Eroe

In una conferenza del 1992 all'Università di Harvard, Gore Vidal, scrittore e commediografo americano nonché autore della sceneggiatura di Ben Hur, affermò che i libri e chi li scrive non possono più aspirare alla fama di un tempo: di loro al giorno d'oggi non si parla più come si fa invece per un film di successo. Per quanto possa essere noto negli ambienti culturali, un romanziere (o un poeta) difficilmente diventerà un personaggio conosciuto: il romanzo in quanto tale ha scarsa rilevanza, tanto per gli intellettuali quanto - a maggior ragione - per la gente comune. La notorietà letteraria è morta. Oggi come oggi, chi è veramente famoso lo deve in effetti al cinema. "Il cinema è la lingua franca del ventesimo secolo ... Dove prima c'era la letteratura ora c'è il cinema", annunciò Vidal (3).

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'Il Codice Da Vinci': ma la storia è un'altra cosa

Immaginiamo questo scenario. Esce un romanzo in cui si afferma che il Buddha, dopo l’illuminazione, non ha condotto la vita di castità che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa verità i buddhisti nel corso della loro storia hanno assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista scomparso da pochi anni – che so, un Daisetz Teitaro Suzuki (1870-1966) – era in realtà il capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e altre autorità del buddhismo internazionale operano per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di qualunque mezzo, compreso l’omicidio. Pubblicato, il romanzo non passa inosservato. Autorità di tutte le religioni lo denunciano come un’odiosa mistificazione anti-buddhista e un incitamento allo scontro fra le religioni. In diversi paesi la sua pubblicazione è vietata, fra gli applausi della stampa. Le case cinematografiche, cui è proposta una versione per il grande schermo, cacciano a pedate l’autore e considerano l’intero progetto uno scherzo di cattivo gusto.
 

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Accettare la diversità
Per vivere in uno stato di relativa pace, i gruppi di persone che occupano uno stesso territorio possono elaborare un sistema di regole e di divieti comuni che garantiscano che la soglia della violenza non venga oltrepassata, ovvero che i singoli episodi di intolleranza vengano immediatamente bloccati.

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La grammatica universale

Lo studio del linguaggio ha raggiunto risultati notevolissimi in questo secolo. La ricerca linguistica ha condotto a una comprensione profonda della natura e delle proprieta di questa fondamentale capacita umana riuscendo a dare risposte precise, seppure parziali, ad antiche domande. Inoltre, le idee e i modelli elaborati dai linguisti si sono rivelati esportabili ad altri domini del sapere.

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Il pensiero della libertà e lo stato delle cose
Gli antichi vivevano in un mondo dove non regnava un dio onnipotente ma molte divinità simili più a supereroi che al Dio biblico: se Poseidone era nemico di Ulisse, questi poteva sempre rivolgersi a Ermes.

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REALPOLITIK: L’arte di governare senza ideali
La prima volta che Henry Kissinger incontrò Vladimir Putin, gli chiese della sua carriera di spia. Il presidente russo lo guardò complice, poi accennò al suo passato di agente del Kgb nella Germania comunista. Il decano della politica estera americana sorrise complice: «Tutte le persone per bene hanno cominciato nei servizi segreti. Anch’io». In una battuta, ecco cosa vuol dire Realpolitik.

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Le funzioni della fisiognomica da Della Porta a Lombroso
L'interesse per la fisiognomica nasce da una curiosità per così dire filosofica circa il nesso tra corpo e anima, esteriorità e interiorità, che costituisce uno dei processi di tematizzazione più complessi della cultura occidentale.

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Il gusto dei massacri gonfiati
Dalle antiche persecuzioni dei cristiani ai genocidi del '900: quelli che ingigantiscono le cifre per sostenere le proprie idee.

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Se anche Dio entra in politica

S' intitola Quando Dio entra in politica (Fazi, pp. 228, 16) il libro in cui Michele Martelli, studioso di filosofia e docente dell' Università di Urbino, critica le tendenze clericali che si manifestano nella vita italiana. Il testo di Giulio Giorello qui pubblicato è la prefazione al volume.


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L'interpretazione allegorica dei testi
Il mondo greco si era già interrogato sui fini della poesia arrivando a soluzioni divergenti e spesso contrastanti, e non erano mancate autorevoli censure dei poeti come quella platonica. Nel conflitto tra filosofia e poesia la soluzione era stata trovata nell'interpretazione allegorica dei testi, basata sulla convinzione che il testo fosse fornito di un diverso e più profondo significato, oltre a quello espresso dalla lettera.

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